BASTA MORIRE DI LAVORO
Una fabbrica in dismissione, dove i lavoratori prima di essere buttati fuori vengono costretti a ripetuti straordinari e a produrre con macchinari decrepiti e con scarsa o nulla manutenzione, ha seminato di nuovo morte e dolore. Quattro operai deceduti e altri ustionati in condizioni disperate.
L'incendio e la conseguente deflagrazione avvenuta alla acciaieria Thissenkrupp non possono in alcun modo essere definiti un incidente o una tragica fatalità, ma la diretta conseguenza di politiche aziendali criminali basate sul disprezzo della persona e sul taglio dei costi fino a conseguenze mortali che sono sempre i lavoratori e le lavoratrici dipendenti a dover subire.
Quale pacchetto sicurezza potrà rassicurare chi ogni giorno va al lavoro con la certezza che sta rischiando la vita?
Anche questa volta di fronte a un orrore ancora più grande di altri, la strage della e alla Thissenkrupp di Torino, la sicurezza che noi chiediamo non sarà all’ordine del giorno di nessun pacchetto sicurezza.
Affrontarla significa combattere lo sfruttamento sempre più selvaggio di uomini e donne, carne da macello di imprenditori grandi e piccoli, significa combattere la precarietà selvaggia che ci ricatta ogni giorno costringendoci a difendere l’indifendibile: uno straccio di lavoro malpagato, senza diritti e senza futuro.
Siamo sconvolti dal dolore e dalla rabbia
Ci sentiamo vicini a chi piange i propri morti, a chi sta lottando tra la vita e la morte, a chi non vuole e non può rientrare in quella e in altre fabbriche;
Sentiamo rabbia verso i padroni che dalle loro poltrone parlano di incidente;
Sentiamo rabbia verso quei politici e sindacalisti di professione che continuano a parlare di insicurezza sul lavoro dopo l’ennesima tragedia ma continuano a firmare leggi e contratti che dell’insicurezza sono la garanzia legale.
Confederazione Cobas Umbria -- RdB/CUB Umbria





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