cronaca

Incredibile: l'editore del Giornale dell'Umbria ne blocca l'uscita in edicola

 

Dura nota del comitato di redazione. Prosegue la crisi di gestione, già palese durante l'era Colaiacovo

 

Ciò che si temeva da settimane è ora una verosimile ed inquietante realtà. Il Giornale dell'Umbria, da tempo in preda ad una crisi di gestione che non è cessata nonostante il cambio di proprietà, oggi non è in edicola mentre è disponibile nell'edizione digitale. Nessuno sciopero, questa volta: come denuncia il


Comitato di redazione, con una dura presa di posizione, è stato l'editore ad imporre il blocco della stampa con una mail in serata.

La nota del Cdr del Giornale dell'Umbria è indirizzata al presidente della società Geu1819 Lugi Giacumbo, al direttore responsabile Luigi Camilloni e all'amministratore delegato Giuseppe Ghezzi.

"I giornalisti del Giornale dell'Umbria - si legge nella nota del Cdr - attraverso il Comitato di redazione della testata stessa, precisa, in primo luogo, che la mancata uscita in edicola del quotidiano dell'8 novembre non è dovuta ad azioni di sciopero da parte del personale giornalistico e poligrafico, ma chiedono per espressa volontà dell'Editore.
Il Comitato di redazione chiede con urgenza l'intervento del signor Prefetto di Perugia, della Presidente della Regione Umbria e dei sindaci di Perugia e Terni dopo quanto accaduto nella notte appena passata ad opera dell'editore-proprietario del Giornale dell'Umbria, il quale con una e-mail notturna ha improvvisamente deciso di non autorizzare la pubblicazione e stampa dell'edizione cartacea odierna del quotidiano, già confezionata dal personale giornalistico, fino a nuovo ordine, in quanto non rispecchiava la nuova foliazione prevista nel Piano editoriale; su questo punto il Comitato di redazione ricorda che il direttore responsabile non ha mai presentato tale Piano al suo insediamento e la nuova foliazione non è mai stata comunicata ufficialmente né al Cdr né al personale giornalistico e poligrafico.
L'editore, peraltro, adducendo alcuna motivazione di ciò si è reso così protagonista di un atto che giudichiamo arbitrario (non il primo, per la verità) e gravissimo per il lavoro e la dignità di ciascun lavoratore della testata, nonché, a nostro avviso, compiuto in violazione del Comma 2 dell'articolo 21 della Costituzione italiana e dell'articolo 28 della Legge 300. Il Cdr ricorda che il comportamento dell'Editore si configura come una "serrata", espressamente vietata dalla legge e che sarà oggetto di valutazione da parte della Magistratura, alla quale la questione sarà sottoposta immediatamente.
Il Comitato di redazione denuncia il clima di lavoro divenuto insostenibile e che si è venuto a creare nella redazione a causa delle forti, continue e illegittime ingerenze sull'organizzazione del lavoro stesso e sul controllo del prodotto editoriale da parte dell'Editore. Si ricorda, inoltre, che la giornata lavorativa del 7 novembre è interamente dovuta in quanto il prodotto è stato confezionato e mandato in stampa. Prova ne è anche il fatto che è stata realizzata e messa in vendita la copia digitale.
Il Cdr ricorda, infine, che il 19 dicembre del 2014 è stato sottoscritto un contratto di solidarietà che l'Editore e il Direttore hanno violato in più punti e a più riprese. Per questo motivo si auspica l'immediata convocazione di un tavolo di confronto tra le parti davanti al Ministero, alla Fnsi e alla Fieg al fine di ricondurre l'Azienda al rispetto del contratto sottoscritto".

Ci si attende, a questo punto, una chiara presa di posizione da parte delle principali istituzioni regionali e dei parlamentari umbri, alcuni dei quali hanno già annunciato un'interrogazione.



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