cronaca

Norcia: arriva la prima condanna nel caso dell'ex vicesindaco-broker

 

36enne giudicato colpevole di ricettazione per 190mila euro

 

Arrivata la prima condanna per il caso Di Stefano. Tre anni di reclusione a carico di un trentaseienne di Norcia ritenuto colpevole della ricettazione di circa 190 mila euro in assegni 


consegnatigli da Adriano Di Stefano ma emessi da terzi. Rimangono in piedi ancora tre processi sul caso dell'ex vicesindaco di Norcia. Si tratta della prima condanna sul caso della truffa da circa 800 mila euro per la quale è imputato in un altro procedimento proprio Di Stefano, broker finanziario accusato di aver fatto svanire nel nulla la somma affidatagli da numerosi risparmiatori. Oltre al processo che lo vede coinvolto, al tribunale di Spoleto sono in corso altri due procedimenti a carico di nove persone tutte accusate di ricettazione.

 



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I commenti dei nostri lettori

Pasquale lu cordaju

11 anni fa

Caro "ginko 54", forse non ti accorgi di essere un "garante pentito". Dichiari di essere un garante ma allo stesso modo ti rendi conto di vivere in un mondo al contrario, in un mondo "sottosopra", dove, cioè, le "garanzie" non ci sono e quindi la "giustizia" non c'è. Proprio per questo insisto nell'affermare (proprio per riportare il "civile vivere" nell'alveo della correttezza morale) che il "nostro", visto che presiede un Ente con "Soggetti Istituzionali PUBBLICI" e che la Sua, seppur prima condanna, gli è stata inflitta per il reato di "RICETTAZIONE", debba trarne le ovvie conseguenze e DIMETTERSI. La Sua ostinazione nel rimanere attaccato alla Poltrona Politica viene interpretata dal POPOLO come una Sua debolezza o per meglio dire, confessione. Ci auguriamo, caro ginko 54, che, per il bene di tutti, qualche Suo Autorevole amico lo faccia ragionare.

ginko 54

11 anni fa

Se si dovessero dimettere tutti quelli che sono senza peccato che ricoprono cariche istituzionali di qualsiasi tipo: (l'Italia si ritroverebbe a non essere più governata: e non sarebbe male), perché peggio di così: saremmo capaci tutti a governarla. Siccome io sono un garantista, e secondo la legge, fino a che una persona non viene condannata definitivamente: (rimane sempre non colpevole). E allora lasciamo fare il corso della (giustizia), se ancora esiste questa parola. Certo rimane il disgusto di tutta questa storia, ma a volte nella vita: bisogna accontentarsi di quello che uno ha e che gli riserva per il futuro, e non avere l'ingordigia nell'avere di più.Bisogna fare il passo secondo la lunghezza della gamba, e non pretendere che una 500 possa correre come una Ferrari

Pasquale de la Scimmia

11 anni fa

Ora attendiamo "piè fermo" le imprescindibili DIMISSIONI dalla Valnerina Servizi. Societá con Partecipate Pubbliche che non possono avere un Presidente che ha subito una, seppur, prima condanna. Quando il Presidente avrá avuto i TRE gradi di giudizio e magari verrá prosciolto, potrá essere reintegrato nel Suo incarico "politico", ora correttezza istituzionale VUOLE (o per meglio dire LO OBBLIGA) alle dimissioni.

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