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Effetto Don Matteo: altre case di produzione interessate a Spoleto
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Effetto Don Matteo: altre case di produzione interessate a Spoleto
Confcommercio: 'Gli sforzi fatti in passato stanno dando frutti'. La città protagonista di una puntata di 'Sereno Variabile'.
Spoleto sempre più protagonista in televisione. Dal 7 gennaio prenderà il via su Rai Uno “Don Matteo 10” mentre su Rai 2, nello stesso mese, andrà in onda una speciale puntata del programma “Sereno Variabile” dedicata alla città
del Festival e alle sue eccellenze. E non finisce qui: a quanto pare anche altre case di produzione, alla luce del successo registrato dalla nona serie della fiction con Terence Hill, avrebbero mostrato un certo interesse nei confronti del territorio. “La serie chiaramente non è la panacea a tutti i problemi di Spoleto - ha affermato il presidente del ConSpoleto Tommaso Barbanera oggi, nel corso di una conferenza - ma di fatto è uno strumento di promozione e di visibilità formidabile. Il rinnovato interesse dei media e della tv italiana verso la città lo dobbiamo a 'Don Matteo' e per oltre 3 mesi le 100 persone della troupe e del cast hanno animato le vie del centro storico generando benefici per tutti”.
La concorrenza battuta La conferma della fiction, tra l’altro, non era garantita. “Altre città - ha rivelato Barbanera - hanno provato fino all’ultimo a strapparcela. La Regione Marche, per fare un esempio, ha messo sul piatto una cifra importante per cercare di convincere la Lux Vide ma grazie al grande impegno degli albergatori, dei commercianti e del Comune siamo riusciti a tenerla qui. È il frutto di una grande sinergia che in questo caso ha fatto la differenza e che ha permesso di chiudere un’operazione che non era affatto scontata”.
Le cifre Uno sforzo che, in termini economici, può essere quantificato in circa 300 mila euro. “Sessanta mila - ha detto il presidente della Confcommercio di Spoleto Andrea Tattini - arriveranno dalla tassa di soggiorno. Il resto, invece, dal grande investimento compiuto dagli imprenditori e dai negozianti locali, che due anni fa si sono voluti mettere in gioco rinunciando agli incassi o ad una parte di essi per il bene della città. Il risultato è sotto gli occhi di tutti ed ora anche altri soggetti esterni alla nostra categoria vogliono contribuire, come gli artigiani. Inoltre siamo in contatto con la Regione Umbria per studiare insieme possibili nuove strategie”.
L’impegno della Banca popolare di Spoleto Parte dei fondi per la realizzazione di “Don Matteo 10” sono arrivati dalla Banca popolare di Spoleto, che dopo un anno di riflessione ha deciso di intervenire in prima persona aiutando le associazioni di categoria. “Siamo ben felici di aver dato una mano - ha dettoil responsabile delle comunicazioni esterne ed ex direttore commerciale Emilio Quartucci, evitando però di rivelare la cifra stanziata - d’altronde sostenere il territorio è una delle nostre finalità”. Soddisfatto Tattini, che ha annunciato l’intenzione di studiare insieme all’istituto di credito nuove iniziative e prodotti da presentare poi ai turisti. “Mi auguro che la banca sia sempre più vicina a Spoleto: non siamo una città industriale o a particolare vocazione agricola, i settori cardine che sostengono l’economia locale sono il turismo, il terziario e il commercio. Le aziende rimaste in piedi in questi anni di crisi vanno aiutate”.
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I commenti dei nostri lettori
claudio
11 anni fa
Ero ragazzetto e mi ricordo che in un carosello facevano veder la nostra amata Spoleto,lo spot era registrato in piazza Duomo.Pioveva un gruppo di ragazzi avevano prestato un n'ombrello a dei turisti,,,adesso come facciamo a riconsegnarvelo? Uno di questi ragazzi disse:Non si preoccupi,Spoleto e' la nostra....e lo ritroveremo subito....qualcuno si ricorda la pubblicita? Parliamo dei primi anni 60...
AGENZIA MARCONI
11 anni fa
Giustamente il presidente della Confcommercio locale, dal suo tavolo di regia e di monitoraggio, fa bene a dichiarare che Spoleto non è né una cittá Industriale - questo e che i settori cardine che sostengono l’Economia Locale ormai sono il Turismo, il Terziario, ed il Commercio lo dichiarava anche un consigliere comunale senza delega allo sviluppo economico - né una cittá con una particolare vocazione agricola. Proviamo ad esaminare il commercio. Il presidente Tattini può spiegare perché ci sono tutti questi negozi chiusi in giro per la cittá? Con tutta probabilitá, perché nessuno - né lei né il suo predecessore - ha fatto qualcosa per orientare l’amministrazione di allora per evitare di stravolgere il commercio locale con tutti questi supermercati. Supermercati che sono diventati certo opportunitá di lavoro per i commessi, ma dissipatori di ricchezza quotidiana per la nostra cittá. Quando poi parla del Turismo, è a conoscenza dei dati statistici? Quei prodotti che pensa di studiare insieme agli Istituti di Credito da presentare ai turisti includono anche dei Santini di Don Matteo?! Per quanto riguarda il Terziario Lei, si riferisce ai commercialisti, avvocati e notai?! Si vocifera che la BPS e Banco Desio non avranno più le pratiche?! Presidente, è evidente che si rende necessario e urgente iniziare a fare qualcosa di serio. Ce lo dimostri.
Signor Smith
11 anni fa
Sarei curioso di sapere se sono stati quantificati i benefici "di ritorno" dell'investimento fatto su "Don Matteo". Benefici "pubblici", ovviamente.
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