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La città piange la prematura perdita del giudice Tiziana Proietti

 

42 anni, spoletina, da anni lavorava nel tribunale di Torino

 

E' una perdita gravissima, che fa piangere sia Torino - città in cui viveva e lavorava da anni - sia Spoleto, sua terra d'origine. Il giudice Tiziana Proietti della quinta sezione penale del tribunale di Torino, 42 anni, è venuta a mancare per una malattia improvvisa che ha lasciato tutti sgomenti. In


magistratura dal 2013 dopo alcuni anni di lavoro nella Cancelleria, si era da subito fatta apprezzare per la sua maturità, capacità e disponibilità, come ha ricordato la sua collega Alessandra Salvadori. Tra i processi che stava seguendo in questo periodo spicca quello cosiddetto "San Michele", relativo alla presenza della 'ndrangheta in Piemonte, in special modo nei cantieri dell'Alta velocità. Adesso c'è anche il rischio che il procedimento debba ricominciare da capo: sarà sufficiente l'opposizione del legale di uno degli imputati, e il processo dovrà riprendere con il nuovo collegio non più da dove si era interrotto, ma sin dalle prime testimonianze ed eccezioni.

l giudice Proietti aveva svolto servizio regolarmente fino a una settimana fa, quando le era stata diagnosticata una gravissima malattia. "Un giudice completo - la ricorda ancora la collega Salvadori - disposto ad approfondire e che sapeva scrivere le sentenze molto bene.
Proietti aveva fatto domanda per accedere alla nuova sezione (la sesta) creata dal tribunale di Torino. "Temeva - dice ancora Salvadori - che non sarebbe stata ammessa a causa della giovane età. Io so che ce l'avrebbe fatta. Ma lei non l'ha mai saputo".



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I commenti dei nostri lettori

maria Donatella Aiello

10 anni fa

Anche io conoscevo Tiziana ed avevo avuto modo di conoscerla sia sul piano umano che su quello professionale. Era una persona sera, simpatica, intelligente e praparata,

Ufficio di Sorveglianza di Spoleto

10 anni fa

Carissima Tiziana, hai condiviso con noi una parte della tua vita...GRAZIE! Ti porteremo sempre nei nostri cuori.

Sergio Grifoni

10 anni fa

Tiziana, una semplice ragazza spoletina, cresciuta in una famiglia sana, dove i valori della vita sono alla base di ogni proposito, di ogni azione, di ogni agire quotidiano. Una bella ragazza, senza grilli per la testa e, forse, per questo, finita nella ordinarieta' del suo vivere la giovinezza, senza clamori e vuote appariscenze. La sana ambizione di realizzarsi, con tanti sacrifici, tante aspettative, tante rinunce. Quelle stesse rinunce che la portano a trovare nella antonelliana Torino, lontana dalla sua Spoleto, una ragione al suo futuro professionale. Tanta gavetta per arrivare, ancor giovane, dopo una preziosa esperienza da Cancelliere, al gradino piu' alto, quello della magistratura. Quel ruolo esclusivo e rispettato, che tante volte aveva sentito decantare nei discorsi intavolati nell'ambito della sua famiglia. Quel ruolo professionale inteso come sogno nelle aspettative dei suoi genitori, ma come proposito nella sua mente determinata. Poi, improvvisamente, il destino dice: "abbiamo scherzato""". Troppo bello, per essere vero. Ed in pochi giorni, l'inesorabilita' di una improvvisa malattia, cancella ogni futuro, cancella tutti i sacrifici fatti, tutte le aspettative non ancora realizzate, tutte le rivincite da prendersi ancora con la vita. "Il mio angelo non c'e' piu'". - mi ha detto fra le lacrime il padre. Ho provato a consolarlo con parole di convenienza, senza convinzione interiore, senza tra l'altro riuscirci. So soltanto che oggi, tutti, piangiamo una giovane ragazza, di una umile e sana famiglia, costretta a costruirsi il suo domani fuori dalla sua Spoleto che, per la sua dirittura morale, non ha fatto tanto clamore da viva e, probabilmente, non lo fara' ora che non c'e' piu'. Una cosa e' certa: e' arrivata ad essere cio' che voleva diventare. Ho sentito di volerla ricordare, oltre che per l'affetto che mi lega alla sua famiglia, perche' a mio avviso Tiziana onora e rappresenta quella parte sana della nostra citta' che alimenta il nostro orgoglio di essere spoletini.

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