cronaca
Maran, chiusura sede Roma: i sindacati ribattono all'amministratore
cronaca
Maran, chiusura sede Roma: i sindacati ribattono all'amministratore
I confederali replicano a tutte le argomentazioni addotte dalla società
Licenziamenti Maran, i sindacati non ci stanno. E' di poco fa la nota dei rappresentanti Cgil, Cisl e Uil che replicano alle affermazioni rese a Spoletonline dall'amministratore delegato dell'azienda spoletina, Fabio D'Atanasio. Di seguito l'intervento dei rappresentanti dei lavoratori:
"Innanzitutto, ci preme sottolineare che la sede operativa di Roma non è sede autonoma ma direttamente dipendente dalla sede principale
di Spoleto. Sebbene l'operatività sia propria di ogni settore, non vi è possibilità di scegliere le committenti e quali commesse lavorare (definizione di ‘unità produttiva autonoma'). Quindi, se Roma ha costi superiori ai ricavi, il differenziale negativo è da imputarsi unicamente alle scelte e strategie commerciali della proprietà. Inoltre, siamo a ribadire, senza timore di smentita alcuna, che prodotti lavorati a Roma o in altra sede fanno capo al bilancio unico di Spoleto. Insomma, la matematica non è un'opinione; le scelte aziendali non possono e non devono ricadere sui lavoratori.
Non più tardi dello scorso ottobre, su testate giornalistiche di rilievo nazionale, veniva data grande enfasi alla prospettiva di una crescita concreta del mercato nonché l'impegno sul territorio, della famiglia D'Atanasio, ‘a difesa dell'occupazione' e di ‘continuare a rappresentare un punto di rifermento nel panorama nazionale in termini di sviluppo dell'attività, impegno sociale e innovazione tecnologica'. Analisi quanto meno in contraddizione con la presunta negativa incidenza, da ben tre anni, della sede romana sul bilancio aziendale, che ribadiamo essere unico.
E' doveroso precisare che, contrariamente a quanto asserito dal Responsabile comunicazioni Maran nella persona del signor Trapasso, in alcun modo la perdita presunta di competitività nelle gare per gli incarichi è riconducibile al processo di stabilizzazione, che avrebbe dovuto portare invece una maggiore competitività, almeno così è stata ‘venduta' dai vertici aziendali ai lavoratori, tant'è che gli stessi dipendenti a tempo indeterminato hanno contribuito alla possibilità di crescita societaria accettando il cambio di contratto a livello nazionale.
Inoltre, quanto giustamente precisato dall'ad relativamente alla concertazione con i sindacati, essa è tutt'ora in atto ma ciò non smentisce che ab origine non ci sia stata alcuna consultazione preventiva con le sigle sindacali, al fine di evitare il licenziamento di massa.
Apprendiamo solo ora, da questa testata, la che la società di cui noi facciamo parte ha provato a vendere ‘questo ramo'; ci chiediamo dunque quale sia tale ramo e come mai non ne eravamo a conoscenza, posto che l'ad ci ha parlato di vendita dell'intera Maran.
Dunque i vertici decidono quali commesse lavorare e quali portare a Roma; i vertici decidono di vendere ‘un ramo'... ma siamo noi la sede in crisi e le persone per strada!
La sede è unica e unico è bilancio, l'unità produttiva che è ‘in crisi' per decisioni aziendali chiude perché si è deciso di non aprire la procedura sulle altre sedi che sicuramente non avrebbe portato 81 persone alla ricerca di lavoro.
La minaccia della tutela presso le opportune sedi a seguito delle presunte affermazioni diffamanti altro non è che il biasimevole tentativo di delegittimare quanto denunciato dai rappresentanti dei lavoratori e i lavoratori stessi, e fa seguito alla penuria di argomentazioni pregnanti, atte a legittimare una miope e indifendibile scelta aziendale".
Fai una donazione a Spoletonline per aiutare il nostro progetto
I commenti dei nostri lettori
Omar
10 anni fa
Se si tratta della maran recupero credito... Avrei vergogna..gente così maleducata non la trovi da nessuna parte.. I sindacati li difendono... Ma guardateci dentro bene.. O siete come loro..
Boccadirosa
10 anni fa
Non vi si può sentire. Leggendo i commenti si capisce come sia stato possibile che il mondo del lavoro stia percorrendo questa china inesorabile. Ora i sindacati hanno innumerevoli colpe. Essi per primi hanno dimenticato il senso del loro esistere. Ma voglio che vi ricordiate quanto state affermando ora. Quando domani se, e spero di no, sará la sede di Spoleto a chiudere chi invocherete? Il Vescovo?
Il Corvo della rocca
10 anni fa
Caro Diogene, guai se la pensassimo sempre allo stesso modo. Non lo vorrei! In questa societá, trovo giusto che ognuno esprima la proprie opinioni, condivise o meno che siano, ma sempre nel rispetto dell' educazione e della dignitá degli altri. E devo dirle che questo da parte Sua io l'ho riscontrato. E aggiungo che mi fa piacere in qualche occasione poter dialogare con Lei. Detto ciò, tornando sulla vicenda Maran, quello che non approvo, e che mi procura un certo dispiacere stando ai commenti, è di assistere a una lotta fratricida tra lavoratori della stessa azienda, che, per loro fortuna o fortuna, sono dislocati in sedi diverse, solo per cercare di difendere un loro diritto ad avere un lavoro. Anche se capisco bene che per gli spoletini, (visto l'andamento delle sue poche industrie e le prospettive di lavoro che offre il territorio), le paure possono essere maggiori. Comunque, i lavoratori locali e quelli dislocati, devono capire che la causa di esse non si nasconde all'interno delle loro fabbriche, bensì devono ricercarla altrove. Ossia, nella "piega" dei interesse che da un po' di tempo a questa parte ha preso il mondo del lavoro e quello economico. Ed è lì che bisognerebbe intervenire! Ma si sa che nessuno lo fa perché non conviene. E i sindacati sanno benissimo che "intervenire duramente" nei confronti dei potenti dell'economia, alleati con i potenti della politica, equivarrebbe a "castrarsi". Le loro recenti esperienze gli insegnano che avrebbero più da guadagnarci e che farebbero più bella figura apparendo "impotenti". Con la possibilitá di gridare! Cordiali saluti.
Marco Antonelli
10 anni fa
Per " Romane Indignate " : Avete scritto cose giuste che condivido in pieno, in special modo queste Vostre parole : " purtroppo nell' ultimo periodo ( E NON SOLO ) di pesi morti qui ce ne sono stati tanti " . Facciamoci tutti INDISTINTAMENTE un serio, profondo e rispettoso esame di coscienza. Solo così la MARAN S.p.a. potrá continuare a dare lavoro e crescere come ha sempre fatto.
Romane indignate
10 anni fa
Abbiamo avuto modo di leggere tutti i commenti, da lavoratrici Maran Roma possiamo dire senza dubbio che l azienda è fatta di persone e siamo le prime a dire che purtroppo nell ultimo periodo di pesi morti qui ce ne sono stati tanti, come in fondo ci sono anche a Spoleto. È inutile nascondersi dietro un dito. Quello che troviamo ingiusto è che per colpa della incapacitá di trattare singolarmente questi casi a suo tempo, ci rimettano tutti. Ci stupiamo di come lavoratori Maran di Spoleto possano buttare fango su tutta la sede di Roma indiscriminatamente. Se è capitato a noi non è demerito è che voi vivete dove vive la proprietá. Dovremmo essere tutti uniti non dovrebbe esistere Maran Roma o Maran Spoleto! C è solo la Maran. Oggi è toccato a noi ma senfosse successo il contrario !? Parlereste ancora così? Fatevi un esame di coscienza, essere servili in questo momento non vi porterá a niente!
Diogene
10 anni fa
Per " Il Corvo della Rocca " : Non sempre sono in sintonia con i Suoi commenti ; ma questo del 03 Marzo che ho letto con molta attenzione, è l'esatta descrizione della nostra attuale situazione sociale ed economica nel mondo del lavoro. La ringrazio per averlo scritto.
io sto coi lavoratori
10 anni fa
Mi vergogno di essere spoletino di fonte a certi commentatori. Tutti a tremare tanto tocca ai romani essere licenziati. Vergognamici siamo andati n paese di servi
roma
10 anni fa
amici Spoletini mi dispiace che voi abbiate solo questa realtá e la maggior parte di voi è atterrita ma è vergognoso schierarsi con chi senza minimamente provare a salvaguardare circa 85 famiglia ha pensato solo al propio tornaconto. Attenti a non cadere nella nostra trappola ,ci hanno illuso fino all'ultimo giorno e il giorno dopo i telegrammi . Ma quanto sono buoni ci stanno cercando il lavoro ,fatene a meno ....................
Laura
10 anni fa
Forse tre anni non si pensava di licenziare 80 persone .quell' accordo forse serviva a cercare di evitare tutto questo ma poi la decisione si è rivelata inevitabile. Non penso che gli attuali amministratori godano di questa situazione, sicuramente ne soffrono ma sacrificare qualcuno per salvare tanti mi sembra apprezzabile .
Il Corvo della rocca
10 anni fa
I sindacati, in netta crisi di credibilitá più dei politici, per non essersi saputi adeguare di pari passo alle nuove esigenze lavorative, rischiano di doversi trovare anche esclusi dalle "politiche" che gestiscono i nuovi assesti lavorativi. E di entrare a loro volta a far parte della lunga lista di disoccupati. Con più difficoltá di riuscire a trovare un nuovo posto di lavoro rispetto agli altri. Per prevenzione, e soprattutto per convincersi che qualcosa riescono ancora a fare, attendono che accada "il fatto giusto al momento giusto", con meno rischio, per alzare la voce. A smentirli, purtroppo, gioca la realtá del mondo del lavoro moderno, che non coincide più con la realtá lavorativa di un tempo. Ossia, con la realtá lavorativa con la quale sono cresciuti e che gli ha potuto permettere di "moltiplicarsi". La realtá del giorno d'oggi, se non affrontata nel modo giusto, rischia di renderli più simili a dei "marziani" confrontati con un pianeta esplorato. Rendendoli ignari delle difficoltá con cui si trovano confrontati molti imprenditori moderni. E se qualcuno di loro dovesse pensare di trovarsi ancora nello spazio è meglio avvertirlo in tempo: E dirgli che qui sulla Terra, purtroppo, di questi tempi, vigono altre regole.
indipendente
10 anni fa
Cari sindacati ma pensate davvero che un imprenditore che rischia del suo possa ancora ascoltarvi ?? Il lavoro è un dovere, non un diritto imprescindibile sulle spalle dell'imprenditore. Cara Maran se puoi salvaguarda Spoleto
Dispiaciuto e indignato
10 anni fa
Sono stato amico di Nazzareno e devo dire che se c'è una cosa che apprezzava era la sinceritá. La lunga serie di commenti qui sopra invece sono di una servile condiscendenza, una cosa che gli dava proprio sui nervi. Ed in sinceritá, lo dico a delle persone a cui voglio bene, fare un accordo che prevede tre anni di autoriduzioni degli stipendi in cambio del tempo indeterminato e poi licenziare tutti alla fine dei tre anni è una P-O-R-C-H-E-R-I-A. A volte nella vita bisogna avere il coraggio di dire la veritá, anche se si feriscono degli amici
dipendente
10 anni fa
Sindacati vergognosi senza ritegno ora alzate la cresta? Prima quando sono state mandate via le persone dove eravate... Pietosi
Marco
10 anni fa
Cari sindacati, dall'alto delle VS capacitá e della VS morale (vedi le pensioni dei Sindacalisti), adesso volete anche decidere Voi su quello che deve fare o fare una Societá privata? Credete che Maran sia un partecipata dello stato e che essendoci di mezzo la politica si possa ottenere tutto sulle spalle dei contribuenti. Al privato quando non tornano i conti è costretto a prendere spesso anche decisioni dolorose e malincuore! Se il Sindacato da un gioorno all'altro venissero a mancare i contributi degli iscritti, manterrebbe aperte tutte le sedi nazionali?
Diogene
10 anni fa
LA MARAN DA LAVORO A TANTI RAGAZZI E RAGAZZE DI SPOLETO ! GENERA ANCHE UN INDOTTO ECONOMICO NON INDIFFERENTE PER SPOLETO ! SINDACATI .................. ATTENZIONE ! ! !
clara
10 anni fa
secondo me un azienda privata non è un ente di beneficenza quindi dovrebbe essere libera di attuare le proprie strategie come meglio crede. ovvio che eliminare un costo fuori regione, compresi affitti e bollette varie, sia piu logico che farlo nella sede ufficiale dove gli stessi costi rimarrebbero a prescindere dalle persone licenziate. se un azienda privata vuole vendere è un problema dei titolari che sono sottoposti costantamente al rischio d' impresa , possono parlarne con i dipendendenti ma non possono essere questi ultimi a decidere . 80 persone licenziate che siano di spoleto o di Roma sono sempre 80 persone , che senso avrebbe toglierne un po per parte? Lo stato deve avere una funzione sociale non il privato che invece mantiene la macchina pubblica
cittadino
10 anni fa
Non vi ho mai visto accanto ai nostri cittadini che negli ultimi tempi hanno perso il lavoro..quindi vi siete mai chiesto che non ce ne può frega de meno? Spoleto deve molto alla famiglia D'Atanasio quindi giù le zampe dalla maran
Sindacati incapaci o complici?
10 anni fa
La precisazione non cancella il peccato originale dei sindacati in questi anni; troppi accordi vergognosi firmati coi padroni! Quando l'azienda ti propone tagli agli stipendi in cambio di regolarizzazioni tu o non firmi oppure devi pretende che, in caso di licenziamenti, l'azienda restituisca fino all'ultimo centesimo risparmiato in questi anni di tagli. Altrimenti a che pro gli accordi? Per essere licenziati comunque, tanto valeva tenersi i contratti precari e guadagnare un po' di più...
Dì la tua! Inserisci un commento.