società

Truffa delle donazioni: finti operatori chiedono soldi per Spoleto a Colori

 

Una nota dell'associazione mette in guardia i cittadini

 

Ogni anno cerchiamo di dare il meglio per far si che Spoleto A Colori sia migliore dell'edizione precedente. Questo, oltre al grande impegno di tutto lo Staff dell'Associazione Culturale Spoleto A Colori e di tutte le persone che danno anima e corpo per la ben riuscita dell'evento, è possibile anche


grazie alle sponsorizzazioni e donazioni di tanti cittadini di Spoleto, in particolare di molti commercianti locali che ogni anno puntano sulla nostra manifestazione. Ringraziando tutte le persone sopracitate, con molto rammarico e dopo numerose segnalazioni verificate, abbiamo constatato che qualcuno richiede donazioni spacciandosi per collaboratore della nostra Associazione. Ricordiamo a tutti che il nostro Staff è sempre riconoscibile, grazie al badge in dotazione, e rilascia sempre relativa ricevuta fiscale. Chiediamo quindi a tutti voi di fare massima attenzione e di segnalarci situazioni simili se avvenute in vostra presenza. Per contattarci scriveteci in privato nella nostra pagina facebook oppure inviate una email a info@spoletoacolori.it

Associazione Culturale Spoleto A Colori

 


 



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I commenti dei nostri lettori

Ulisse Di Bartolomei

10 anni fa

Se avete intenzione di donare soldi a organizzazioni O.N.G. (od ONLUS) informatevi bene su ciò che in concreto fanno, poiché 99 su 100 dei donatori, hanno in mente il negretto affamato e piangente dalla pancia rigonfia, una immagine stereotipata e sfortunatamente reale, ma adeguata a gabellare intenti umanitari, che seppure vi stiano, sono politicamente viziati. La questione anomala O.N.G. consiste che è divenuto il metodo ideale delle militanze politiche, per farsi finanziare da tutti, anche dai "nemici", proponendosi impegnate nella filantropia, ma poi condurre prioritariamente propaganda ideologica (marxista...), finanziare attivitá di promozione politica oppure peggio: crearsi un lauto stipendio sulle spalle della bontá umana! Questa tradizione si è avviata nel secondo dopoguerra perlopiù seguendo i gruppi mistici nel farsi passare "no profit", in scopo di finanziarsi le spese di esercizio con donazioni, ma divenuto poi un modo per apparire eticamente meritevoli e incassare tanto ma soprattutto da tutti, anche quelli che se consci delle attivitá reali, si asterrebbero dal contribuirvi. Il pioniere dell' "incassa e dimentica" fu probabilmente Sun Myung Moon, il santone coreano che facendosi legalizzare "no profit" dappertutto a suon di avvocati, riuscì a deviare alle sue aziende, centinaia di milioni di dollari. Questa epopea della truffa, la racconto nel mio libro "Sun Myung Moon e la Sindrome del Piccolo Dio" acquistabile su Amazon o scaricabile gratis qui http://lasindromedelpiccolodio.blogspot.it/

claudio

10 anni fa

Non sono lavativi ma grandissimi figli di mamma ignota,,,lavorare gratis? ma scheziamo? devono essere fustigati e messi al pubblico"LUDRIBIO"possibile che ci sia ancora gente cosi meschina?E purtroppo ci sara' tanta gente che ci casca, ci chiedono i soldi>? Bene accettiamo e fotografiamoli di nascosto ed affiggiamo la loro foto su tutta Spoleto.Un'ultima cosa cospargiamoli di vernce indelebile,,,,

Il Corvo della rocca

10 anni fa

Come al solito, ci sono dei lavativi che anziché darsi da fare per cercarsi un lavoro trovano più conveniente imbrogliare la gente onesta. Spesso, per colpa di questi nullafacenti, a rimetterci sono le persone bisognose, o, come in questo caso, tutta la societá. Proporrei, casomai venissero presi, di farli lavorare gratis, a scopo di beneficienza, per il resto della loro vita.

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