politica

Giovani, idealisti ma non sciocchi: il Partito Comunista si è presentato

 

Il leader dell'FGC Mustillo: 'Occorre riportare coscienza di classe tra le masse'

 

Giovani e idealisti: ma non illusi e men che meno pazzi visionari. Sono gli esponenti del Partito Comunista, movimento fondato sul progetto ambizioso di formare e ricostituire una coscienza di classe fra gli strati più deboli della società, senza abbandonarli al qualunquismo destroide che parla alla


pancia senza aggiungere contenuti agli slogan. Ieri pomeriggio, venerdì 8 aprile, il segretario nazionale del Fronte della Gioventù Comunista Alessandro Mustillo, 27 anni, candidato sindaco a Roma, ha presentato il Partito nella biblioteca comunale di Palazzo Mauri, la cui sala convegni ha registrato un importante afflusso di militanti, curiosi e simpatizzanti. "La politica è sempre più lontana dalle masse popolari - ha esordito Mustillo - con i partiti che rappresentano gli interessi dei grandi gruppi industriali, non certo dei cittadini. In un mondo in cui 62 persone detengono una ricchezza pari a quella degli altri 7 miliardi di terrestri, riteniamo che i conflitti si faranno sempre più importanti e profondi, e la guerra diverrà sempre più lo strumento evidente di detenzione e gestione del potere capitalista".

Il Partito Comunista nasce per riprendere un discorso troncato in Italia 30 anni fa, con la Bolognina e le successive, ulteriori 30 scissioni tra Pds e Rifondazione Comunista. L'Italia, il Paese occidentale che vantava il più grande Partito Comunista nazionale, è stato anche l'unico Paese occidentale a sciogliere quel partito all'indomani del crollo di un simbolo, il muro di Berlino, di dittatura e sopraffazione, come se quel simbolo identificasse l'ideologia stessa. Un compromesso deleterio e pericoloso, quello degli ex comunisti italiani, che scelsero l'accordo al ribasso con i forti gruppi di interesse economico, finanziario ed ecclesiastico, tradendo l'ideale rivoluzionario pur di ottenere il controllo del potere.

"Il nostro percorso - ha detto ancora Mustillo - non sarà certo veloce, ma anzi lento e meticoloso. Ora più che mai, in un mondo che corre sui social, c'è bisogno di un partito lento, pesante e presente realmente tra la gente, che non si nasconde dietro una tastiera ma che si sporca le mani, costruisce cose, forma le coscienze. Non dobbiamo cercare scorciatoie, ma fare autocritica storica e perseguire il protagonismo e la partecipazione diretta del cittadino alla vita politica. Rifuggiamo ogni tentativo di mettere uno contro l'altro precari e stabilizzati, pensionati e disoccupati, in una guerra fra poveri che fa comodo solamente alle classi borghesi che governano l'Italia e l'Europa".

Il Fronte della Gioventù Comunista è il primo movimento studentesco di Milano, con il 36% dei consensi, e di Roma con il 20%. Conta circa 5 mila tra militanti e sostenitori. "I candidati del Partito Comunista sono per il 50% dei casi di età inferiore ai 30 anni", ha concluso Mustillo. "Non ci aspettiamo certo chissà quale risultato elettorale, ma stiamo cercando di formare una coscienza politica, un gruppo dirigente. Cerchiamo di legare una generazione a questi valori, formarla verso le sfide del futuro. Dobbiamo ripartire e ricostruire, ma occorrono pazienza e metodo".

"La domanda cui dobbiamo rispondere - le parole di Yuri Di Benedetto, segretario regionale del Fronte in Umbria - non è ‘perché essere comunisti', ma ‘perché non esserlo'. Quali alternative abbiamo? Il sistema si basa sul profitto e sul debito, a costo di distruggere qualsiasi altra cosa, compreso l'ambiente e le vite umane. Il nostro impegno, la nostra militanza sono reali. Le lotte si fanno per strada, insieme alle persone. L'individualismo è portato ai massimi livelli da questo sistema, ma l'individualismo porta alla distruzione della gioventù, alle droghe, al degrado morale, urbano e sociale. La disoccupazione giovanile è ai massimi storici, mentre i sindacati concertativi si siedono con il padrone e trattano ogni giorno qualcosa da cedere. Ma la crisi del capitalismo - ha concluso Di Benedetto - è ormai evidente ed il comunismo, secondo noi, è la gioventù del mondo".

Al di là di come la si pensi, l'aria che si respirava ieri pomeriggio alla biblioteca di Palazzo Mauri era quella, orami dimenticata, del confronto e di impegno sulle idee e non sulle singole personalità, costume che contraddistingue la politica italiana di ogni orientamento da almeno venti anni a questa parte. Che si condividano o meno certe idee, senza dubbio i ragazzi del Fronte hanno tutta l'aria di essere dei giovani che preferiscono impegnare il proprio tempo in maniera diversa, rispetto allo sballo degli schiavi moderni o ai pestaggi dei gruppi neofascisti delle grandi città.


 



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