cronaca

65enne a giudizio per aver violentato la figlia

 

Battaglia in aula fra difesa e accusa. A gennaio il verdetto

 

Padre sessantacinquenne accusato di aver violentato, ripetutamente e per più anni, la figlia minorenne finito alla sbarra. Il 12 gennaio si conoscerà il verdetto del collegio penale. Per tale data infatti è stata fissata la discussione del processo. Ieri in aula scontro tra accusa e difesa, nello specifico, tra il


 medico testimone della difesa e il perito della pubblica accusa. L'imputato, attraverso il suo legale Salvatore Finocchi ha deciso di voler essere giudicato con rito abbreviato condizionato all'escussione dei medici dell'Asl che, quando venne fuori la storia, visitarono la figlia. In questo modo l'uomo intende provare la sua completa estraneità ai fatti, la sua innocenza. I professionisti medici hanno riferito sulle condizioni della ragazza quando venne visitata. la difesa mira a dimostrare che non vi erano sul corpo della figlia, segni di violenza sessuale. Per l'accusa invece l'imputato avrebbe costretto la figlia minorenne, ad avere rapporti sessuali completi per cinque anni. L'uomo su provvedimento del gip, è stato sottoposto agli arresti domiciliari in un Comune dell'Alta media valle del Tevere, dove viveva fino a pochi mesi fa con moglie e figlie. Stando alle accuse, l'uomo dal 2010 fino al dicembre 2014 avrebbe compiuto atti sessuali con la figlia costringendola a consumare rapporti completi con cadenza settimanale sempre in circostanze in cui rimaneva da solo con lei, oggi alla soglia della maggiore età. Le violenze ricostruite dai carabinieri si sarebbero consumate sia nell'abitazione di famiglia, quando la moglie non si trovava in casa, sia in camere d'albergo fuori dal territorio regionale, e in alcuni casi anche italiano, dove padre e figlia dormivano per motivi legati ad attività della ragazzina. L'adolescente avrebbe iniziato a subire le violenze del padre in tenera età, fino a quando ha trovato il coraggio di denunciare il presunto orco e ha raccontato tutto alla madre. Oltre alla accusa di violenza sessuale aggravata, il sessantacinquenne è imputato anche per ingiurie e minacce ai danni della moglie, che nel frattempo si era allontanata dal marito portando via con sé le due figlie. Mamma e figlia si sono costituite parti civili nel procedimento a carico del sessantacinquenne.


 



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