politica

PERCHE' IL RICORDO NON SI ASCIUGHI:14 GIUGNO 2016 - 72°ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DI SPOLETO

 

 

"Quando vidi Baii cadere, tirai con il mio moschetto tre colpi verso la finestra da dove era partita la raffica, per cercare di impedire a chi era dentro di mettere di nuovo fuori la testa. Colpirli sarebbe stato difficile da dove mi trovavo. Presto gli uomini di Spampinato presero il Mulino. Sopraggiunse


quindi un camion carico di partigiani. Urlavano e cantavano Bandiera Rossa. Tra loro c'erano Principi Dario, Donati Lionello e molti altri che provenivano dalle brigate "Gramsci" e "Melis".

Quando dopo avermi visto, mi riconobbero, fecero salti di gioia. Mi tirarono sul camion, quasi di forza; quasi mi soffocarono di abbracci. Francuccio, Francuccio" strillavano baciandomi sulla testa.

Erano diretti a San Giacomo. Spoleto è già nostra mi dissero. Lungo il viale della Stazione mi resi conto che effettivamente la città era in mano dei partigiani. Uomini armati, con una fascia bianca sul braccio, con una scritta in inglese che non so cosa significasse, erano un po' dappertutto". (Dal memoriale di Francesco Spitella).

In queste parole di un Partigiano, Spoleto nel giorno della Liberazione dai nazifascisti. 56 morti sulle montagne di Spoleto e della Valnerina, quasi 500 in Umbria per cambiare il mondo.

L'Italia di oggi però, non assomiglia neanche lontanamente a quella immaginata da chi prese le armi per liberare il paese. Basta averli sentiti parlare i Partigiani, aver visto i loro occhi, per avere una idea della distanza abissale che separa le loro speranze dalla realtà odierna.

Il dovere di ogni antifascista è quello di far si che il ricordo non si asciughi e combattere come allora, contro gli egoismi delle classi dominanti e i nazionalismi, contro l'odio razziale e la servitù verso i potenti.

"Ora occorre vedere e non guardare in aria. Occorre agire e non parlare. Questo mostro una volta stava per dominare il mondo. I popoli lo fermarono ma il grembo da cui nacque è ancora fecondo". (Bertold Brecht)

CASA ROSSA - Spoleto

(*) associazione culturale



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I commenti dei nostri lettori

il tafano

9 anni fa

lilli spero che sia uno pseudonimo ......che strano il mondo che si autodefinisce civile e democratico, sempre intransigente su ogni argomento che riguarda Cuba, appresso il pensiero sulla democrazia di l'ha inventata. Aristotele 383/322 – filosofo “la democrazia è essenzialmente il dominio di un gruppo sociale sull’altro” Platone 428/348 – filosofo Democrazia patto fra signori e popolo è fonte di corruzione. anticamera della tirannide. Crizia – 460/404 - filosofo scrittore politico La democrazia è in realtá violenza di classe, fonte di corruzione, spreco e parassitismo. Euripide – 485/407 - drammaturgo Un politico che accetta di operare in democrazia è di certo una canaglia che ha qualcosa da nascondere. l'elenco puo continuare ma non ti voglio annoiare.

Il vagabondo

10 anni fa

Scusa, va bene non rispondere più, ma ci vuole che ti informi se scrivi sui social. Ma lo sai chi era la sorella di Castro ? Un' agente della CIA che vantava tra le sue amicizie Pinochet. Una fonte molto attendibile quindi. Dio va ringraziato perchè quel puttanificio che era la Cuba di Batista, dove pochi potenti locali (tra cui la famiglia di Castro) in combutta con i peggiori gangester nordamericani avevano ridotto l'isola a un bordello in mano ai peggiori trafficanti, è stato spazzato via da Fidel.

lilli

10 anni fa

Vai su Google, digita "la dittatura castrista" scorri sino a "la recente autobiografia della sorella di f.castro" e leggi .... Ciao sig. vagabondo , non risponderò più, ma ringrazio Dio per non essere mai vissuta in nessuna dittatura.

il vagabondo

10 anni fa

Infatti quando a marzo Raùl Castro, ai giornalisti americani che accompagnavamo Obama ha chiesto di fare i nomi dei prigionieri politici a Cuba, non c' è stata solo un silenzio imbarazzato e il giorno dopo l'entourage del Presidente USA, in modo ancor più imbarazzato ha dovuto dichiarare che non esiste alcuna lista. La democrazia si fonda sulla veritá, sulla menzogna si basa il potere dei forti come avviene in Italia. Comunque il tema era la Liberazione. E se io, posso ancora oggi scrivere quello che ho scritto, lo si deve innanzitutto a quei 250.000 che salirono sulle montagne a guerreggiare contro i nazifascisti e ancor più ai 75.000 che vi morirono. I due terzi di loro, secondo la maggior parte degli storici anche più, appartenevano alla schiera di coloro che stringono il pugno chiuso.

lilli

10 anni fa

A Cuba, sono piene le galere di gente che si è permessa di dire quello che tu hai qui scritto. Come si dice spesso: meglio una imperfetta democrazia che una perfetta dittatura !!!!

Il vagabondo

10 anni fa

Lilli non ti conosco, però ti vorrei dire che quell'uomo con il pugno chiuso nella foto è uno di quelli che hanno dato la gioia ai tuoi genitori e l'ha fatto mettendo in gioco a venti anni la sua vita e questo è potuto accadere perché in quel pugno chiuso c'erano racchiusi gli ideali che gli hanno dato la forza di fare quello che era necessario per liberare l'Italia. Cuba non è una democrazia ? perché l'Italia lo è ? milioni di poveri, milioni di senza lavoro, 1 giovane su due è disoccupato, vota un italiano su due (di questi poi almeno 2 su tre voti dipendono da chi ha tanti soldi e ha in mano l'informazione) e in undici milioni lo scorso anno non si sono curati perché non avevano i soldi per farlo. A Cuba tutti si curano, tutti studiano, non c'è mortalitá infantile, dopo 50 anni di embargo ed è un paese come si diceva una volta, del terzo mondo (cioè un paese povero). Molto più democratica Cuba che l'Italia dammi retta.

lilli

10 anni fa

Mai dimenticherò la gioia dei miei genitori nel ricordare la fine della dittatura fascista, ma mi domando: Perché se fai il saluto fascista vieni accusato del reato di apologia, mentre se fai il saluto comunista, tutto va bene? Il comunismo non è anch'esso una dittatura? Cina, Corea del Nord, Cuba ecc...sono paradisi di democrazia?

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