cronaca

AGGIORNAMENTO 'Caso' Baronci una bolla d'acqua: non luogo a procedere per le accuse più gravi ad Antonini. Parla l'avvocato difensore Morcella

 

Le dichiarazioni integrali del legale dell'ex n.1 di Banca e Fondazione. Resta in piedi un'ipotesi di reato marginale, ormai prossima alla prescrizione. Paga Spoleto

 

Aggiornamento delle 8.00 del 27/07. Riceviamo e pubblichiamo dallo studio dell'avvocato Manlio Morcella, legale di Giovanni Antonini.

"Il GUP del Tribunale di Spoleto ha emesso sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Giovanni Antonini, rispetto al reato di bancarotta fraudolenta impropria di cui


era stato accusato in concorso con altri, in ordine al fallimento di una società di costruzioni, facente capo a Baronci.

La rilevanza della decisione è enorme poiché per lungo periodo era stato insinuato che l'ex presidente della banca avesse colluso con l'imprenditore, fino ad avere con costui gestito denaro della società fallita. Il nuovo importante proscioglimento deve essere abbinato a numerosi altri, tra i quali vanno annoverati quelli relativi agli addebiti di partecipazione ad associazione per delinquere, oltreché di concorso per usura, di cui pure doveva rispondere Antonini.

Torna conseguentemente utile la necessità di una rilettura della intera inchiesta per come impostata nelle prime fasi e per come poi opportunamente e significativamente corretta dal magistrato requirente che la ha dovuta prendere in mano in un secondo momento.

Mi limito a ricordare di avere sempre invitato alla prudenza e di avere in ogni momento creduto alla non tenuta delle contestazioni mosse a carico del mio assistito. Quasi tutte ormai implose. Con le ultime residuali rimaste in vita, di scarsissima valenza, di prognosi favorevole e protese comunque alla prescrizione.
Intanto la banca è uscita dal patrimonio umbro".

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Aggiornamento delle 19.07. Arrivano le prime dichiarazioni a caldo da parte dell'avvocato difensore Manilio Morcella, che da anni si occupa dell'assistenza legale di Giovannino Antonini. Al riguardo, il penalista esprime "grande soddisfazione. E' stata confermata la prognosi che avevo dato all'inchiesta sin dal primo momento, e che era anche stata oggetto di dissertazioni nella conferenza stampa dell'Albornoz (quella delll'8 giugno 2013, ndr). Vede, il problema non è quello di avere ragione ma di avere ragione con anticipo. Le dichiarazioni rese a quel tempo divengono oggi di un'attualità sconvolgente, e consentono anche una rilettura compiuta dell'accaduto procedimentale penale. Ogni attento osservatore dell'occorso trarrà le dovute e giuste determinazioni e considerazioni".

Adesso per Antonini, e forse anche per la Banca Popolare di Spoleto, si aprono nuovi scenari. "Stiamo valutando la situazione per intero - conferma Morcella -, ma per adesso godiamo del risultato conseguito che poi si abbina ad altri risultati positivi già raggiunti. Domani cominceremo a valutare per bene la situazione".
Riguardo il residuo, marginale capo di imputazione, "la mia prognosi - chiude il legale - è altamente positiva. Valuteremo con calma, anche in questo caso, il da farsi".

Alla fine della lunga inchiesta, gli unici rinvii a giudizio riguardano gli imputati Siena, Bifolchi, Cerbella e Baronci, quest'ultimo per presunta bancarotta fraudolenta. Oltre, appunto, ad Antonini per presunto abuso di intermediazione bancaria.
Di certo, ora più che mai il "caso" Bps ed Scs può dirsi tutt'altro che chiuso.

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Alla fine aveva ragione lui. Giovannino Antonini. Oggi pomeriggio gliel'ha riconosciuto anche il giudice per l'udienza preliminare, pronunciando il "non luogo a procedere" per tutti gli indagati, tranne che per un'accusa marginale in via di prescrizione. Niente associazione a delinquere, niente usura, niente di niente. Al limite un ipotetico abuso dell'intermediazione creditizia, con il "famoso" giro di assegni, che sarebbe tutto da verificare se non che il reato cadrà a breve in prescrizione. Ma nel frattempo la territorialità della Banca Popolare di Spoleto è andata distrutta, il valore della Spoleto Credito e Servizi azzerato.

Si è conclusa così, con uno dei più grossi buchi nell'acqua della storia del tribunale di Spoleto, la vicenda relativa alla cosiddetta "inchiesta Baronci", per la quale erano finiti sotto accusa tre anni fa l'ex presidente della Bps ed Scs Giovannino Antonini, alcuni suoi familiari, gli ex amministratori degli istituti di credito, numerosi imprenditori e dirigenti e funzionari della banca.

Bancarotta fraudolenta, intermediazione usuraria e associazione a delinquere le principali, gravissime accuse rivolte all'ex presidente e ai coimputati. Tutte rivelatesi infondate ma - all'epoca - sufficienti per legittimare l'avvenuto commissariamento della banca e della cooperativa conclusosi con la perdita di autonomia e di territorialità.

Una vicenda, quella dell'affaire Baronci, che ha riempito per anni le cronache locali, in alcuni casi anche con una certa spettacolarizzazione ed enfasi. La stessa enfasi che, l'8 giugno del 2013, avevano messo Antonini e i suoi legali nella famosa conferenza stampa all'hotel Albornoz, nel corso della quale l'ex n.1 aveva definito "vergognose" le accuse mosse nei suoi confronti.

Nell'udienza di oggi, giunta al termine di una decina di sessioni andate in scena ogni martedì a partire da circa due mesi a questa parte, il gup ha deciso per il non luogo a procedere per tutte le ipotesi di reato tranne estremamente marginale, frustrando così le aspettative di Banca Popolare di Spoleto e Spoleto Credito e Servizi già costituitesi parti civili.

E così il caso Baronci, uno dei capisaldi delle azioni di responsabilità mosse nei confronti degli ex amministratori, oggi si chiude con un nulla di fatto. Ma c'è da giurare che questo capitolo, di certo uno dei più importanti, non è destinato ad essere l'ultimo della vicenda.


 



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I commenti dei nostri lettori

Antigone

10 anni fa

Trovo davvero aberranti e fuori luogo tutto questi elogi a questo bizzarro personaggio!!! Non è che i magistrati si divertano ad indagare a caso un soggetto!!! Spoletini la volete usare la testa invece di continuare a parlare a sproposito??

Gianni - Civitavecchia

10 anni fa

Giustizia è fatta e solo un atto di coraggio di chi si è accanito contro di lui, cioè porgendogli le scuse, potrá liberarsi dal fardello di aver colpito e massacrato una persona perbene. In bocca al lupo Giovannino

Paolo Gianlorenzo Viterbo

10 anni fa

Ero convinto io, come lo erano tutte le persone che conoscono Antonini, che alla fine la giustizia e la veritá lo avrebbero riconsegnato alla storia come l'uomo che ha reso grande la Banca di Spoleto. Nessuno pagherá per quello che gli hanno fatto perdere e soffrire. Gli amici come me, ma come anche altri, non hanno mai smesso di sostenerlo. Adesso è Spoleto che deve riabbracciare quest'uomo.

antonio giordano

10 anni fa

Caro Giovanni, sono contento che la giustizia abbia fatto il suo corso. Personalmente,Ti ho sempre conosciuto come una persona generosa e disponibile, mai indifferente alle vicende del prossimo, con un occhio di riguardo per i piu' deboli che, anche con la fondazione che ci ha visti protagonisti, ha aiutato tanti ragazzi a completare gli studi di dottorato ad affermarsi nel mondo scientifico. E' giusto che finalmente la verita' sia emersa. Un abbraccio con l'affetto di sempre da parte mia e dalla comunita' italo americana di Philadelphiia. Antonio Giordano

n.n

10 anni fa

x giacomelli. Indubbiamente , ti esprimi meglio con i guantoni che con i concetti. In questi casi, molto meglio l'anonimato, per non essere preso per un... peso mosca. Il mitico Giovanni Antonini meriterebbe ben altri difensori, ma si vede che non ci sono.

Stefano Di Fonzo

10 anni fa

La filiale di Milano di Banca Popolare di Spoleto (BPS), uno degli ultimi sportelli aperti dal Presidente Antonini, è passata sotto le insegne di Banco Desio dall'Aprile 2015. E' stata valutata Euro 448/ml, mentre le 32 filiali di Desio Lazio e Toscana, fatte contestualmente confluire dalla nuova proprietá in BPS, sono state apportate per un importo pari ad Euro 3mln cadauna. La stima è stata fatta da un valutatore indipendente, scelto dal nuovo CdA a maggioranza Banco Desio. In tal modo il controllo di Banco Desio sulla Popolare è ulteriormente aumentato senza l'esborso di un solo euro cash. Si tralasciano le considerazioni relative a Desio Lazio, a fronte del cui operato Banco Desio ha patteggiato una pena per riciclaggio internazionale pochi mesi prima di acquisire BPS. Ma pochi in Umbria, e fra essi nessun politico, si sono lamentati della perdita dell'autonomia di BPS, un'azienda strategica per il territorio, e delle forzature del matrimonio con Banco Desio, nell'ambito del quale la cessione dello sportello di Milano rappresenta una delle tante situazioni meritevoli di doverosi approfondimenti. L'obiettivo era criminalizzare l'operato del Presidente Antonini, fino a pochi mesi prima osannato in quasi tutte le sedi. La veritá, però, alla fine emerge sempre in tutta la sua limpidezza. Ci vuole tempo, ma alla fine è sempre così. Il sottoscritto ritiene che vi sia anche una giustizia divina, forse dai tempi più lunghi, ma infallibile ed inappellabile. Se così fosse, non sarebbe il Presidente Antonini a doversi preoccupare.

Marco Ceccaroni

10 anni fa

Persone che fanno del bene vanno apprezzate e stimate sempre! Spoleto e gli spoletini devono molto a persone così altruiste e sopratutto persone che tengono al territorio ! Grande Giovanni vento in poppa

Ettore Bertolini

10 anni fa

Chi conosce veramente il Dr Giovannino Antonini non può che parlarne bene. Perché il bene lo ha fatto in quanto ha un'anima generosa, un impulso positivo che gli viene dal suo DNA. Stessa cosa dicasi nel dare anche un indirizzo sociale all'economia (progetto, in fondo, non distantissimo da quello realizzato da Luisa Spagnoli a Perugia), fatto senza dimenticare il profitto. Ma oltre a questo mio personale pensiero, chiedetelo alla gente comune, all'imprenditoria umbra, a chi lavora sodo, a chi ha determinato attraverso il sudore il suo futuro ed ha avuto rapporto con la BPS. Chiedete loro chi era questo uomo? Se sono onesti ve lo diranno. Dettaglio non irrilevante, un uomo che aveva democraticamente una schiacciante maggioranza, e quasi l'unanimitá del consenso all'assemblea della Spoleto Crediti e Servizi. Questi sono i fatti che parlano per lui. Ripeto, chiedetelo alla gente se ciò non è vero. Se ha aiutato l'impresa regionale, sostenuto l'economia reale e, durante tutta la sua presidenza, creato 500 nuovi posti di lavoro. La Banca Popolare di Spoleto, sotto la sua presidenza, è arrivata a 110 sportelli e 800 impiegati, disponeva di 3 miliardi di raccolta e 2 miliardi e 500 milioni di impieghi. Un banchiere spoletino, umbro, italiano illuminato che ha finanziato la gente e le imprese umbre e quelle delle regioni dove la BPS aveva gli sportelli. Qualcuno può negare che il Giovannino Antonini ha avuto a cuore pure il sociale, la solidarietá e la beneficenza, che ha difeso strenuamente l'autonomia di una banca che ha 120 anni di storia sulle spalle ed è stata fatta con i sacrifici collettivi? E' vero che nessuno è perfetto e che tutti noi commettiamo degli errori. Primo fra tutti, il suo è stato quello di fidarsi di persone arriviste che poi si sono rivelate ignobili opportuniste. Persone meschine che gli hanno voltato le spalle al momento del bisogno. Di loro, si vergogna anche l'oblio. Però una cosa è appurata ed è: lui ha fatto del bene e che, viste certe dinamiche e derive, adesso moltissimi lo rimpiangono. Questo è. Se non ci credete, lo ribadisco, chiedetelo alla gente. Oltre a ciò, per entrare nel merito della questione giudiziaria, rilevo che solo in un Paese come il nostro, pieno di contraddizioni giuridiche, una sentenza del massimo organo giurisdizionale amministrativo, il Consiglio di Stato, che ha stabilito che la Banca Popolare di Spoleto non doveva essere commissariata, non è stata eseguita, ma, peggio, non ha generato effetti successivi nulli, bensì è stata completamente ignorata. Anzi hanno permesso che questo enorme patrimonio umano ed economico fosse passato ad altro istituto di credito. Comprato da una realtá economica estranea all'Umbria e, quindi priva di conoscenze delle reali esigenze del territorio. Sic stantibuis rebus, adesso per allora, la banca, "legalmente", è passata ad altre mani. Ciò sia chiaro, perché la banca umbra rappresentava in prospettiva un ottimo investimento finanziario che andava sfruttato. Così è andata anche per volere dei commissari della Banca d'Italia. Ma, mi ci si chiede, a che pro? Se poi il Consiglio di Stato ha stabilito che la banca non doveva essere commissariata? Che il tentativo imprenditoriale di far restare in mani umbre l'azienda spoletina ha fallito clamorosamente? Domanda, ma alla luce di tale solenne sentenza e veritá, non è grave il fatto che le Istituzioni abbiano brillato per la loro assenza? E' normale che non abbiano mosso un dito per difendere questa preziosa, quanto essenziale realtá economica? Non si sono nemmeno "accorte" che nel tempo l'Umbria per la cosiddetta logica della finanza ha perso la Banca dell'Umbria, la Cassa di Risparmio di Spoleto e la Banca Popolare di Spoleto? Che la nostra regione si è paurosamente impoverita? E degli inevitabili effetti negativi che ne sono conseguiti a catena in ogni ambito, se ne sono resi conto? Ma chi eleggiamo e chi governa il massimo consesso istituzionale, le istituzioni in genere, fra i loro principali doveri non è prevista la difesa dei leciti interessi della comunitá, dell'imprenditoria umbra e la salvaguardia della ricchezza che questo territorio può esprimere? Far rispettare il volere democratico dell'assemblea? Ciò è stato? O, è stato altro? E' provato che la maggior parte degli italiani non hanno fiducia della politica. E' umano sbagliare e, Giovannino Antonini è un uomo. In ogni caso è incomparabilmente maggiore il bene che ha fatto alla gente di Spoleto e dell'Umbria. Binomio inscindibile che ha sempre orientato la sua gestione. Un giorno su questa vicenda la veritá verrá fuori e si riconoscerá il giusto merito a questo banchiere umbro. Una cosa è incontestabile, nonostante le sue traversie, gli accanimenti e gli accadimenti Giovannino Antonini non ha perso la grinta e la voglia di lottare per far emergere la veritá sulla sua vicenda. E questa energia e spinta vitale, oltre dalla sua indole, gli viene dal fatto che nessuno potrá mai minimamente scalfire l'affetto, la considerazione e la riconoscenza che moltissima gente ha per lui. Infatti Giovannino Antonini ha fatto del bene e, questa veritá è un fatto incontrovertibile.

Valentino Giacomelli

10 anni fa

Caro ex socio bisogna avere il coraggio di firmarsi, detto questo ti posso dire che essendo socio della Spoleto Credito e Servizi ho perso tutto e non solo io ma 21.000 soci. Sembri molto informato quindi dovresti sapere che la capitalizzazione che avrebbe dovuto avere la SCS non è stata accordata da bankitalia mentre lo è stato per banco Desio e comunque per Spoleto e per l'Umbria tutta è stata persa una risorsa importante. Abbi almeno il coraggio di presentarti altrimenti non credi vengano apprezzate le stupidagini che dici.

ex socio 2 ...Basito !!!!

10 anni fa

Adesso tutto l'esercito esce fuori, chi con nome e cognome spudoratamente, e chi con mezzi nomi per far capire chi è !!!!!!!!!! BASTA non diciamo fesserie il commento di EX SOCIO limpido chiaro e veritiero, la ciccia sta sul rapporto di responsabilitá degli ex amministratori, Sig. Giacomelli mi scusi .. lei quanto ha perso fra azioni di BPS e Spoleto credito e servizi ? ..... in questo ultimo caso ricordo un'assemblea molto movimentata, sembrava il golpe Borghese di Gelli dove lei era l'addetto alla sicurezza. Per Favore accendiamo il cervello prima di scrivere ha pagato la cittá di Spoleto e gli Spoletini nel vedere l'azzeramento di piccoli investimenti fatti .. (bps e credito e servizi) con la mancata ridistribuzione del dividendo .... però leggendo i fascicoli i stipendi percepiti erano da capogiro .........ANCORA MANCANO TASSELLI GIUDIZIARI per chiudere questa vicenda, spero che chi abbia colpa venga punito severamente, chi è stato imputato e inscritto nel registro degli indagati inultimente venga scagionato da ogni infamia ... Tanto Dovevo

Vales

10 anni fa

La banca popolare di spoleto non c e piu Antonini ha cercercato fino in fondo di difenderla ma per invidia e cattiveria hanno preferito regalarla ai nordisti . OGGI A TUTTI NOI NON RESTA CHE RIMPIANGERE LA GESTIONE DI ANTONINI

Ettore Bertolini

10 anni fa

Chi conosce veramente ed a fondo il Dr Giovannino Antonini, può solo parlarne bene. Perché il bene lo ha fatto in quanto ha un'anima genorosa. Un impulso positivo che gli viene dal suo DNA. Stessa cosa dicasi nel dare anche un indirizzo sociale all'economia, fatto senza dimenticare il profitto. Ma oltre a questo mio personale pensiero, chiedetelo alla gente comune, all'imprenditoria umbra, a chi lavorato con la BPS, a chi fatto del sudore il suo futuro ed aveva rapporti con la banca, chi era questo uomo? Se sono onesti ve lo diranno. Dettaglio non irrilevante, un uomo che aveva democraticamente una schiacciante maggioranza, e quasi l'unanimitá del consenso all'assemblea della Spoleto Crediti e Servizi. Questi sono i fatti che parlano per lui. Ripeto, chiedetelo alla gente se ciò non è vero. Se ha aiutato l'impresa regionale, sostenuto l'economia reale e, durante tutta la sua presidenza, creato 500 nuovi posti di lavoro. La Banca Popolare di Spoleto con lui è arrivata a 110 sportelli e 800 impiegati, disponeva di 3 miliardi di raccolta e 2 miliardi e 500 milioni di impieghi. Un banchiere spoletino, umbro, italiano illuminato che ha finanziato la gente e le imprese umbre e quelle delle regioni dove aveva gli sportelli. Qualcuno può negare che il Dr Giovannino Antonini ha avuto a cuore pure il sociale, la solidarietá e la beneficenza, che ha difeso strenuamente una banca che ha 120 anni di storia ed stata fatta con il sacrifici della gente? E' vero che nessuno è perfetto e che tutti noi commettiamo degli errori. Primo fra tutti gli sbagli, il suo è stato quello di fidarsi di persone arriviste che poi si sono rivelate ignobili opportuniste. Persone meschine che gli hanno voltato le spalle al momento del bisogno. Di loro si vergogna anche l'oblio. Però una cosa è appurata ed è: lui ha fatto del bene e che, viste certe dinamiche e derive, adesso moltissimi lo rimpiangono. Questo è. Se non ci credete, lo ribadisco, chiedetelo alla gente. Oltre a ciò, per entrare nel merito della questione giudiziaria, rilevo che solo in un Paese come il nostro, una sentenza del massimo organo giurisdizionale amministrativo, il Consiglio di Stato, che ha stabilito che la Banca Popolare di Spoleto non doveva essere commissariata, non è stata eseguita, ma, peggio, non ha generato effetti successivi nulli, bensì è stata completamente ignorata. Anzi hanno permesso che questo enorme patrimonio umano ed economico fosse passato ad altro istituto di credito. Realtá economica che non aveva mai avuto le radici in Umbria e che non conosceva le reali esigenze del territorio. Sic stantibuis rebus, adesso per allora, la banca è passata ad altre mani. Ciò perchè la banca umbra rappresentava in prospettiva un ottimo investimento finanziario che andava colto. Così è andata anche per volere dei commissari della Banca d'Italia. Ma a che pro mi chiedo? Se poi il Consiglio di Stato ha stabilito che la banca non doveva essere commissariata? Domanda, ma alla luce di tale solenne sentenza e veritá, non è grave il fatto che le Istituzioni non hanno mosso un dito per difendere questa preziosa, quanto essenziale realtá economica? Che il tentativo di far restare in mani umbre l'azienda spoletina ha fallito clamorosamente? Non si sono nemmeno "accorti" che nel tempo l'Umbria per la cosiddetta logica della finanza ha perso la Banca dell'Umbria, la Cassa di Risparmio di Spoleto e la Banca Popolare di Spoleto? Che la nostra regione si è paurosamente impoverita? E degli inevitabili effetti negativi che ne sono conseguiti a catena in ogni ambito, se ne sono accorti? Ma chi eleggiamo e chi governa il massimo consesso istituzionale, le istituzioni in genere, fra i loro principali doveri non sono previsti il difendere strenuamente i leciti interessi della comunitá, dell'imprenditoria umbra e il tutelare la ricchezza che questo territorio può esprimere? Far rispettare il volere democratico dell'assemblea? Ciò è stato? O, è stato altro? E' provato che la maggior parte degli italiani non hanno fiducia della politica. Invece, il Dottor Giovannino Antonini, anche se avrá commesso degli errori, chi non li commette? E' enormemente maggiore il bene che ha fatto alla gente di Spoleto e dell'Umbria. Binomio inscindibile che ha sempre orientato la sua gestione. Un giorno su questa vicenda la veritá verrá fuori e si riconoscerá il giusto merito a questo banchiere umbro. Una cosa è incontestabile, nonostante le sue traversie, gli accanimenti e gli accadimenti il Dr Giovannino Antonini non ha perso la grinta e la voglia di lottare per far emergere la veritá sulla sua vicenda. E questa energia e spinta vitale gli viene dal fatto che nessuno potrá mai minimamente scalfire l'affetto, la considerazione e la riconoscenza che moltissima gente ha per lui. Infatti il Dr Giovannino Antonini ha fatto del bene e, questa veritá, nessuno lo può o potrá mai negare.

Marco Foligno

10 anni fa

Alla fine aveva ragione il Presidente Antonini la giustizia trionfa come il suo altruismo e la sua onestá. Congratulazioni .

ALFONSO DA NAPOLI

10 anni fa

I galantuomini primo o poi hanno il riconoscimento della loro innata onesta'. Forza Giovanni, continua la tua lotta vincente. Alfonso da Napoli

un ex-socio

10 anni fa

Grande è la stima che nutro nei confronti della categoria dei giornalisti, ed in particolare di Daniele Ubaldi , cronista coraggioso e fuori dal coro. Mi rendo però conto che, talvolta, l’interpretazione delle notizie prende la mano rispetto alle notizie stesse, inducendo a considerazioni trancianti , un po’ semplificatorie, ma non completamente condivisibili quali : PAGA SPOLETO. Un momento: cerchiamo di fare di punto e di sforzarci di ricordare i fatti, anche se sono passati diversi anni (per questo, infatti si parla di prescrizione abbondantemente applicata). Punto per punto: • La vicenda Baronci pur rilevante (se non altro per il danno arrecato alla BPS di ben 3,2 milioni di euro) , non rappresenta che l’1% delle sofferenze creditizie della Banca , molte determinate dalla gestione di quella che il Capo dei Commissari della Banca d’Italia, Prof.Avv.Brancadoro, ha definito “la banda del malaffare” in pubblica riunione presso il Municipio di Spoleto; querelato , il Prof. Brancadoro è stato scagionato in quanto “il fatto non sussiste”. • I reati sopravvissuti , esercizio abusivo dell’attivitá finanziaria ed appropriazione indebita, sembrano addebiti di minore entitá, se non fosse che i soggetti attinti dall’accusa sono ex amministratori di Banca, non certo mariuoli di strada. La bestemmia non ha lo stesso valore se a pronunciarla è un Vescovo di Santa Romana Chiesa o un ateo professo, almeno mi pare. • La prescrizione , vero tarlo endemico della giustizia italiana (speriamo che il Movimento CINQUE STELLE ci metta una pezza, come hanno annunciato) , ha pesantemente condizionato l’esito processuale, anche perché, nel corso degli anni , tutto il pool dei magistrati è stato cambiato, costringendo i subentranti a ricominciare sempre da capo, modificando l’impostazione, il metodo, la visione. Così gli anni passano , gli avvocati aspettano, incassano, e le prescrizioni scattano. • Infine , occorre ribadire che “il dossier Baronci” è quasi ordinaria amministrazione (sai quante pratiche simili si troverebbero nelle banche ad Arezzo, a Jesi o a Vicenza?), mentre la MADRE DI TUTTE LE QUESTIONI è rappresentata dall’azione di responsabilitá intrapresa dalla Banca d’italia e poi confermata dal Banco di Desio , nei confronti degli ex-amministratori , Antonini compreso, con delibera dell’Assemblea del 7 Aprile 2016, per il danno arrecato al valore patrimoniale della BPS; la vera ciccia sta tutta lì, mentre la questione Baronci era solo un antipasto. Nelle prossime vicende giudiziarie avremo modo di chiarirci le idee, salvo prescrizioni..

Bruno Giordano

10 anni fa

Bene Giovannino,continua con il tuo altruismo ed inizia un nuovo percorso!!!

Valentino Giacomelli

10 anni fa

Era ora, un uomo che ha fatto girare l'economia, un uomo sempre disponibile ad aiutare tutti, un uomo dal cuore d'oro. ce ne fossero di persone così non come tanti cialtroni che sono capaci a criticare e che mandano la cittá sul baratro. Quando Antonini faceva del bene a tutti erano tutti con lui appena è stato messo in difficoltá tutti sono scappati e lo hanno condannato peggio della giustizia corrotta. Spero di trovare altri commenti oltre il mio. Grande Giovannino sei il numero 1

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