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Lisci (Pd) si dimette dalla presidenza della Commissione Controllo e Garanzia
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Lisci (Pd) si dimette dalla presidenza della Commissione Controllo e Garanzia
'Il permanere del commissariamento del partito ci umilia, basta con discorsi a vuoto e accordi sotto banco'
All'atto dell'insediamento del Consiglio Comunale venni indicato per conto del partito e del gruppo consiliare del PD a presiedere la Commissione di Controllo e Garanzia che spetta, per Statuto, alle minoranze.
Negli ultimi mesi ho avvertito con crescente disagio la difficoltà a svolgere il mio ruolo che non può essere di natura personale, ma il frutto di una iniziativa collettiva che risponde alle esigenze del Partito Democratico e della città. Il permanere invece del commissariamento del partito, al di là della persona del commissario sicuramente preparata e stimabile, non risolve alcun problema e ci umilia, come iscritti al partito e come cittadini di Spoleto, impedendoci di fatto di scegliere democraticamente la nuova classe dirigente del partito spoletino.
Le difficoltà evidenti dell'attuale amministrazione comunale e il giudizio negativo crescente dei cittadini nei loro confronti dovuto anche all'aggravarsi della situazione economica e occupazionale di questa città, impongono al PD una opposizione responsabile ma anche incalzante e puntuale.
Basta con le promesse che poi non vengono mai mantenute, i discorsi vuoti fatti solo per prendere tempo, gli accordi sottobanco, i politici che vivono la politica solo per interessi personali e non per il bene comune.
La discussione della "cosa pubblica" deve tornare nei luoghi a lei più consoni, come le sedi di partito, il consiglio comunale e soprattutto in piazza tra la gente. In poche parole la politica deve riacquistare quei valori di dignità, onestà, trasparenza e consapevolezza della parola data, oltre al rispetto delle persone e delle loro idee che oggi non sono più presenti. Non dimentichiamoci che in passato la politica era una cosa talmente seria che le persone erano pronte a rischiare anche la vita per essa: serve uno scatto d'orgoglio che riporti il PD locale, e Spoleto più in generale, nel giusto posto che gli compete all'interno della nostra regione.
Come uno dei tanti, intendo dare il mio contributo a questa ripresa di iniziativa insieme alle molte persone che ogni giorno incontro e vogliono essere protagoniste della rinascita della nostra tanto amata città.
In virtù di tutte queste considerazioni, in attesa che il PD spoletino esca da questa palude stagnante e faccia chiarezza su cosa vuole fare, rassegno le mie dimissioni dalla presidenza della Commissione di controllo e garanzia, auspicando di poter iniziare un nuovo percorso con i tanti cittadini e iscritti del PD che si renderanno disponibili.
Stefano Lisci
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I commenti dei nostri lettori
basilio rapucci
10 anni fa
Un atto di coerenza che onora chi lo prende, ma che non risolve i gravi problemi del partito democratico di Spoleto. I motivi del gesto sono chiari e (per chi non cerca posizioni gerarchiche nel partito) anche condivisibili. Che possiamo dire di tutto questo caos, che tutto questo non fá altro che accrescere i problemi della nostra cittá e dei nostri cittadini, ma forse questo non è un problema prioritario per il partito democratico in questo momento.
velleitario
10 anni fa
Stimolare un confronto per comprendere,è comunque sempre positivo!A mio giudizio la presidenza della commissione controllo e garanzia è sicuramente molto impegnativa.A lui(in questo caso)è attribuito il compito di effettuare le verifiche di trasparenza sugli atti assunti dalla amministrazione comunale.Impegnativo ma affascinante in quanto trattasi di un continuo relazionarsi con il presidente del consiglio comunale,assessori,presidenti dei gruppi consiliari ecc ecc per il bene comune della cittá.Le sue dimissioni aiutano il partito?O magari aiutano questa amministrazione comunale in difficoltá come lei afferma!Aiutano il partito dopo le dimissioni di 30 dei 52 membri della assemblea comunale?Per quanto riguarda il commissariamento del partito,è avvilente la categoria di ragionamento che viene usato,cioè l'incapacitá di usare la ragione.Si continua ad essere invincibili nell'arte di non scegliere,ci si attacca a tutto pur di rimanere fermi meglio se immobili,meglio il fallimento piuttosto che cambiare un paese bloccato dalle minoranze.Il problema di questo partito consiste nell'andare oltre cioè da quello schema ormai logoro,E' necessario rimuovere il luogo del conflitto e non delle idee,del risentimento e non del sentimento di una sinistra moderna europea.Il partito non può continuare con una irriducibile legittimazione reciproca tra il segretario e presidente del consiglio dei ministri e la sinistra la quale ha disperso un patrimonio politico a favore del M5S,Lega,partito dell'astensione(ciò si riverbera anche nelle realtá periferiche,come vediamo)Dopo circa 20 mesi non si riesce a condividere un percorso per eleggere un nuovo gruppo dirigente?Ciò è bizzarro,surreale....Non si tratta di disquisire,se anche il campo gravitazionale può influenzare il ritmo spazio /tempo come ci ricorda Einstein,oppure sostenere l'esame di meccanica razionale!Ma cosa più semplice.Interpretare e applicare correttamente lo statuto che il partito si è dato, approvato dall'assemblea nazionale il 20 giugno del 2008.Art.2 il partito affida alla partecipazione di tutte le sue elettrici e i suoi elettori le decisioni fondamentali che riguardano l'indirizzo politico,l'elezione delle più importanti cariche istituzionali.
iscritto al pd
10 anni fa
condivido a pieno e stimo Stefano Lisci per aver detto quello che il PD si merita, io sono un iscritto ancora al PD ma dopo trenta anni circa che milito in questo partito e mi accorgo che più tempo passa e più peggiorano le condizioni di gestione. Una volta si faceva politica per passione con serietá,onestá, trasparenza e si lavorava veramente per la cittá. Purtroppo ormai da tempo non è più così. Oggi personalismo, prodagronismo e non si è più in grado nemmeno di fare una opposizione seria, perchè non ci sono gli uomini o per volontá politica? Bravo STEFANO altri dovrebbero fare quello che tu hai fatto.
cittadino preoccupato
10 anni fa
Dico subito: queste dimissioni, che poi si estrinsecano alla rinuncia a presiedere una commissione spettante alle minoranze, non mi convincono. Specialmente in questo momento in piena campagna refendaria! Il consigliere Lisci motiva le ragioni della sua decisione, collegandole alle note vicissitudini del locale P.D. e nel contempo si rende portavoce di iscritti che vorrebbero rinnovare la dirigenza partito. Quello che più sconcerta è quanto dallo stesso auspicato in calce della sua nota e cioè quello di volere iniziare un nuovo percorso con i tanti cittadini i iscritti del PD disposti a farlo.
luigino
10 anni fa
"risponde alle esigenze del Partito Democratico e della cittá." Io rimango sbalordito di fronte a questa affermazione, una carica istituzionale come la presidenza della commissione di controllo trattata come moneta per esigenze partitiche. Ma Lisci si rende conto della enormitá scritta? Della gravitá di questa sua impostazione nel fare politica? Io temo di no e che a lui, non solo a lui, non solo nel Pd, risulti normale ed ovvio confondere il partito con le isituzioni.
Federico
10 anni fa
Finalmente si intravede all'orizzonte qualcuno che non pensa solo alle poltrone e ha il coraggio di dire quello che pensa. Spoleto non merita questa classe dirigente, questi partiti, serve una svolta. Bravo Stefano!!
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