cronaca

Terremoto, container da 48 posti letto divisi in quattro camerate. Tre docce, sei bagni e quattro lavandini per ciascun sesso

 

La notizia, anticipata ieri da Spoletonline, trova conferma al Centro regionale di Protezione civile

 

Purtroppo non era una chiacchiera, né una leggenda metropolitana - anzi campestre, visti i luoghi - come da alcuni insinuato in queste ore convulse, in cui le voci si rincorrono. Magari fosse stato un "granchio" preso da Spoletonline. I container con i bagni comuni, annunciati ieri sera (7 novembre) da queste colonne, sono una realtà. Li hanno potuti visionare questa mattina (8


 novembre) a Foligno, sotto forma di progetti, tutti i consiglieri e assessori regionali nel corso della riunione presso il Centro regionale di Protezione civile, indetta per l'aggiornamento sulla situazione sismica e per valutare come accelerare le procedure di emergenza e sistemazione delle popolazioni terremotate.

Nella foto si nota chiaramente come uno spazio lungo 45 metri e largo 25, denominato "Campo A", potrà fungere da dormitorio e mensa per 48 persone, distribuite in 16 stanze da quattro posti letto ciascuna, adiacenti ma indipendenti una dall'altra, ricavate in quattro distinti container/camerate. Il progetto prevede una sala comune, una lavanderia, dei magazzini, una cucina e una sala mensa oltre - ovviamente - ai bagni comuni, per l'esattezza dodici servizi igienici, otto lavandini e sei piatti-doccia (bidet non pervenuti, ma forse il modello è francese...). Se non altro il progetto prevede anche la presenza di una stanza da bagno per disabili, cosa affatto scontata durante le prime sistemazioni di emergenza, che hanno comportato inevitabili quanto scontati disagi ai portatori di handicap e ai loro accompagnatori.

Senza ovviamente pretendere di avere una suite dell'Hilton, i terremotati di Norcia e Cascia si stanno ponendo, più o meno tutti, la stessa domanda: come sarà possibile riprendere le normali attività di routine, vale a dire alzarsi la mattina ad una certa ora, lavarsi, per le signore e signorine truccarsi, e poi andare a scuola o al lavoro, se per 48 persone saranno disponibili appena tre docce e quattro lavandini per sesso? Come è pensabile richiamare, sia pure per pochi mesi, il concetto di "normalità" in attesa dei moduli di legno - che pure esistono già, come scoperto dalle Iene e confermato da esperti a Spoletonline - se nel frattempo si è costretti a vivere in condizioni che richiamano la vita militare ma con un numero minore di servizi igienici rispetto a quelli che si trovano abitualmente in una caserma? E' questo il concetto di "evoluzione dei modelli di protezione civile" che la Regione intende introdurre sul territorio? Specialmente i più deboli, vale a dire portatori di handicap, bambini ed anziani non potranno che risentirne.



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I commenti dei nostri lettori

Centurione

10 anni fa

Gli sfollati per vivere avranno 5 metri quadrati a testa meno dei detenuti: sotto i 6 metri è considerata tortura

Marco Morganti

10 anni fa

Questi stanno fuori come un balcone.

Luigi

10 anni fa

Sembra quasi che ci siano degli interessi più o meno manifesti, per far lavorare le ditte umbre piuttosto che acquistare casette di legno giá pronte in nord Italia. Basterebbero anche delle case mobili acquistate dalla regio a prezzi modici vista la quantitá. Pare che lo fanno apposta non hanno un mino di buosenso

Luigi

10 anni fa

Chiarissimo che a farne le spese siamo sempre noi terremotati che oltre al danno subiamo persino la beffa! Sconcerta il fatto che in un momento così delicato per la popolazione dell alta valNerina, vi siano personaggi politici che gestiscono gli sfollati come bambole costretti a stare in 50 in un container w per giunta con pochissimi servizi igienici.

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