cronaca

'Il mio cane'

 

La storia di Zack e di quanto la solitudine accomuni uomini e animali

 

Il mio cane si chiama Zack. Ha 15 anni. Non è di razza ma è bellissimo. È di grosse dimensioni, più o meno come un pastore tedesco, però più massiccio, ha il pelo lungo di colore marrone con delle curiose striature più scure che ricordano il manto di una tigre. In effetti non è il mio cane, lo


regalarono a mio figlio quando compì 18 anni e indovinate in tutti questi anni chi lo ha nutrito, accudito, curato, portato a spasso? Io e mia moglie.
La mattina del 30 ottobre anche lui, come me, ha perso la sua casa. Dormiva ormai da tempo, vista la sua età, nel garage che oggi è inagibile. Anche il mio cane, credo, ha capito quanto è terribile questa parola: inagibile!

La mattina del 30 ottobre, appena riprendemmo un po' di lucidità, lo cercammo ma era sparito, fuggito: le macerie sul piazzale, le finestre che si erano staccate dal piano superiore, lo avevano convinto ad andare via, a trovare rifugio da qualche altra parte.
Tornò in tarda mattinata, tutto imbiancato, impolverato, ansimava come se avesse corso: chissà quale rifugio aveva scelto per nascondersi e fuggire dalla paura!
Noi umani andiamo sempre da qualche parte, i cani seguono percorsi diversi: sono gli odori che seguono, sono loro che danno tutte le informazioni e mi sono sempre chiesto quale fosse l'odore del suo rifugio, del riparo sicuro.
Dopo alcuni giorni l'ho portato con me a Perugia.

Una domenica mattina, per non sottoporlo al supplizio della strada della Rocchetta, l'ho lasciato a casa di una amica di mia moglie, che ha un bel giardino a Pian di Massiano. Io sono andato a Norcia per "recupero beni" (sto studiando il nuovo linguaggio che dobbiamo imparare noi terremotati: coc - cor- recupero beni - sistemazione autonoma - schede aedes - schede fast).
Il telefono di mia moglie squillò in tarda mattinata: era la sua amica che, disperata, ci comunicava che Zack era scappato dal suo giardino. Panico. Immediata denuncia al servizio veterinario di Norcia. Dopo due ore Zack fu ritrovato in una farmacia di Ellera dove lo avevano portato due ragazzi insospettiti dal quel cane che non mascherava affatto la sua paura.

Pian di Massiano-Ellera per un cane, sopratutto per un cane di Norcia, è come un Camel Trophy o la Parigi-Dakar: è un percorso di guerra tra macchine, traffico, semafori. Fatico ancora a credere che abbia salvato la vita, che lo abbiamo ritrovato, e non mi risponde quando gli chiedo l'odore che ha seguito.

"Sentivo i suoi passi dietro di me, come quelli di un bambino, mi raggiunse, mi toccò lievemente con il muso per avvertirmi che era lì, e come per chiedermi il permesso di accompagnarmi.
Mi volsi e gli accarezzai la testa di velluto, e subito ho sentito che finalmente, anche io, avevo nel mondo un amico". (Grazia Deledda).
La citazione, spesso, maschera la scarsa capacità di esprimere concetti o emozioni, ma questa è talmente bella che voglio condividerla con chi mi leggerà per tentare di spiegare quanta similitudine ci sia tra due solitudini, la nostra e quella di Zack.



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I commenti dei nostri lettori

Belinda

9 anni fa

Un legame forte che non si spezza nemmeno nei giorni della distruzione...

Diogene

9 anni fa

Desidero ringraziare il Sig. Alessandro Vergari per aver scritto questo articolo che sinceramente mi ha anche commosso ; in particolar modo nella citazione , perfettamente calzante , di Grazia Deledda.

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