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'Nessun revisionismo storico oscurerà la memoria dei popoli!'
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'Nessun revisionismo storico oscurerà la memoria dei popoli!'
Nel giorno della memoria il Fronte della gioventù comunista ricorda le gesta dell'Armata Rossa per la libertà del Mondo
Per la giornata della memoria il FGC Umbria ha effettuato a Spoleto un'azione di presa di sensibilizzazione con l'affissione di decine di manifesti per la città, nel riaffermare una verità storica ormai del tutto revisionata: Il 27 gennaio 1945 le truppe dell'Armata Rossa liberano Auschwitz. La maggior parte dei campi di concentramento, salvo rare eccezioni, furono liberati dai soldati sovietici; così come le vittorie militari che furono decisive per abbattere l'esercito nazista furono frutto dello sforzo
eroico del popolo sovietico. Ciò nonostante, come anche Monicelli ammoniva, nel cinema, nella letteratura scolastica ed accademica, nei media e nella cultura della memoria storica istituzionale è evidente il tentativo di ridimensionare e stravolgere il ruolo dell'URSS nella vittoria contro il nazifascismo. Un tentativo, questo, che non soltanto costituisce un falso storico, ma che è espressione della lotta ideologica che il capitale conduce contro l'aspirazione di tutti i popoli alla liberazione dalle catene dello sfruttamento, alla costruzione di una società di pace e giustizia sociale. Nessun revisionismo storico oscurerà la memoria dei popoli!
#GiornoDellaMemoria
(*) Fronte della gioventù comunista
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I commenti dei nostri lettori
max21
9 anni fa
vedo che in fatto di mancanza di vista il singor strabico è una buona compagnia, l'uso smodato di cellulari e televisioni o computer porta sicuramente a questo, come ad una fervente campagna anticomunista, rimane un fatto che L'URSS abbia distrutto il cancro nazista e che sia stato un faro di progresso e di civiltá per l'umanitá. GLORIA ETERNA ALL'UNIONE SOVIETICA, GLORIA AL COMPAGNO MARESCIALLO STALIN.
mary
9 anni fa
BRAVO STRABICO, IN QUESTO CASO HAI VISTO GIUSTO...NE SANNO QUALCOSA I POVERI CULACHI, CONTADINI RUSSI PROPRIETARI DI TERRE CHE, CON L'AVVENTO AL POTERE DEL BUON BAFFONE STALIN, DIVENNERO NEMICI DELLO STATO E RASTRELLATI IN MASSA, DEPORTATI NEI GULAG E STERMINATI. SI PARLA DI VARI MILIONI DI ESSERI UMANI, UOMINI, DONNE E ANCHE BAMBINI. ALLA FACCIA DELLA GRANDE DEMOCRAZIA PROLETERIA RUSSA!!!!
Erasmus
9 anni fa
Caro Strabico credo che lei abbia perso il suo tempo. I comunisti hanno sempre piegato la storia alle loro visioni di comodo. Tra Stalin e Hitler non c'erano assolutamente differenze. Il padre comune della loro ideologia aveva un nome: Hegel!!
Strabico
9 anni fa
Prendo atto del "fatto" che l'URSS sottoscrisse il patto Ribentrop- Molotov e procedette con l'invasione della Polonia e di altri Paesi solo per pura strategia difensiva e lungimiranti motivi umanitari. Prendo altresì atto del "fatto" che uno Stato che deporta e mette a morte un numero indecifrato di propri cittadini (fosse anche 1 solo) possa definirsi una Repubblica e una Democrazia. Anzi una civiltá... Ma questi "fatti" mi ricordano che l'URSS non può essere indicato come il salvatore del Mondo e tanto meno dell'Umanitá. Poi, non so se nell'URSS dell'epoca, ma almeno qui in Occidente ognuno ha il diritto di farsi ed esprimere la propria opinione.
max21
9 anni fa
Signor Strabico, mai sopranome fu più giusto, lei vede in effetti molto male la storia e vuole leggerla per come gli pare. L’Unione Sovietica fu attaccata dalla Germania nazista il 22 giugno del 1941 all’inizio dell’estate, secondo quella che doveva essere una la strategia di guerra lampo che avrebbe portato alla caduta del governo comunista, auspicata anche da qualche detrattore rifugiato in altre parti del mondo. Ma prima di rivolgerci all’attacco tedesco è bene chiarire la posizione dell’URSS e dell’internazionale comunista sulla guerra che di li a poco sarebbe esplosa. La paura principale della dirigenza sovietica era la creazione di un blocco unitario di paesi capitalistici coalizzati contro l’Unione Sovietica, o ancora la spinta che proveniva da diversi settori della borghesia affinché la Germania nazista concentrasse verso l’Unione Sovietica le sue mire. A titolo esemplificativo basterá citare alcune posizioni di due “addetti ai lavori”. Nel suo diario il ministro degli interni statunitense Harold Ickes scrive: “ La Gran Bretagna sarebbe potuta giungere giá da tempo ad un accordo con l’Unione Sovietica ma si è cullata nella speranza di spingere la Russia e la Germania l’una contro l’altra.“ Nei colloqui con l’ambasciatore polacco negli USA Potocki con William Bullit, ambasciatore statunitense a Parigi. Quest’ultimo, nel 1938, aveva previsto con assoluta precisione quanto sarebbe accaduto successivamente. “Il desiderio degli stati democratici – affermò – sarebbe che lì in oriente si arrivasse ad uno scontro tra il Reich tedesco e la Russia” L’intervento occidentale a suo parere sarebbe avvenuto solo nel caso in cui la Germania fosse stata indebolita da una lunga guerra di logoramento con l’Unione Sovietica. Queste preoccupazioni erano ben diffuse nella dirigenza comunista. Al VII congresso dell’internazionale Togliatti ammoniva contro “il sostegno garantito dalle cerchie più reazionarie della borghesia inglese” che a suo giusto parere non rappresentavano altro che “l’appoggio più o meno diretto ai preparativi bellici contro l’Unione Sovietica”. Il XVII congresso del PCUS criticò la politica di non intervento in relazione all’invasione della Cecoslovacchia come “favore reso all’aggressore” in cui era chiaro il tentativo di lasciare mano libera all’espansione ad est della Germania. Sempre allo stesso congresso fu lanciato un appello alla pace mondiale e all’unitá di quei paesi che “ per un motivo o per l’altro non sono interessati alla violazione della pace”. Ma nessuna risposta arrivò. Il patto di non aggressione tra Germania e URSS e con esso il patto che viene comunemente definito di “spartizione della Polonia” maturò nel momento di maggiore isolamento dell’Unione Sovietica, come presa di tempo indispensabile per poter reggere l’attacco nazista. Fu solo il patto Ribentrop- Molotov che costrinse le potenze occidentali a non restare a guardare lo spettacolo della distruzione dell’URSS. Con la delimitazione delle aree di occupazione in Polonia l’URSS rientrò in possesso dei territori persi dopo la Rivoluzione d’Ottobre, guadagnando chilometri preziosi per la sua difesa. I dirigenti sovietici sapevano bene che in assenza di intervento da parte delle potenze occidentali la Germania sarebbe arrivata con facilitá a lambire direttamente il confine con i territori sovietici. Proprio per manifestare questa volontá difensiva l’Unione Sovietica aspettò fino all’ultimo prima di prendere possesso dei territori che le spettavano in virtù del trattato, nonostante le numerose sollecitazioni ricevute dalla cancelleria e dal ministero degli esteri tedesco che avrebbero voluto un attacco coordinato. Stalin rifiutò seccamente queste pretese che avrebbero dato l’idea sbagliata di un’operazione congiunta tra Germania ed URSS e le operazioni militari sovietiche iniziarono solo quando fu chiaro che lo stato polacco si era disgregato sotto l’attacco nazista. Un’altra diffusa menzogna, legata al falso rapporto di Krusciov presentato al XX congresso è quella che riguarda il ruolo di Stalin nei giorni precedenti l’attacco tedesco all’URSS e nei giorni immediatamente successivi. Quello che l’Unione Sovietica cercò di evitare fino alla fine era fornire alla Germania il pretesto per un attacco, adducendo la violazione del trattato di non aggressione. la dirigenza sovietica sapeva bene che lo scontro con la Germania sarebbe prima o poi esploso ma si tentò di rimandare il più possibile quella situazione, per consentire la riorganizzazione dell’Armata Rossa e in generale la preparazione dello Stato Sovietico ad una guerra distruttiva. L’idea che viene trasmessa oggi delle affinitá tra Hitler e Stalin, di Stalin che non voleva credere di “essere stato tradito dall’amico Hitler” sono affermazioni totalmente prive di fondamento Così come sono prive di fondamento le accuse sulla mancanza di una adeguata risposta nei primi giorni del conflitto. In primo luogo è nota la volontá sovietica di non offrire alcun pretesto con movimenti di truppe al fronte che dimostrassero la minima intenzione offensiva nei confronti della Germania. Questo perché doveva essere chiaro che lo stato aggressore era la Germania nazista e non l’Unione Sovietica e nessuno pretesto doveva essere fornito ad Hitler per poter rompere il patto di non belligeranza adducendo un comportamento sovietico che manifestasse intenzioni contrarie alla pace. In secondo luogo la strategia militare sovietica non avrebbe mai potuto puntare sul dispiegamento massiccio di forze militari lungo la linea del fronte. La dirigenza sovietica ben conosceva la superioritá delle forze tedesche rispetto a quelle sovietiche, in termini di armamenti e tecnologia, in una guerra sempre più industriale. Sfruttando le caratteristiche del territorio dell’URSS e puntando a prendere tempo per consentire la riorganizzazione dell’esercito e il giusto approvvigionamento di armamenti alle truppe, si decise una tattica di dispiegamento di unitá mobili che avrebbe fatto avanzare, rallentando l’avanzata il più possibile, l’esercito tedesco per poi contrattaccare. Se, come alcuni detrattori chiedono, l’Unione Sovietica avesse schierato tutto il suo esercito al confine oggi a Mosca – e non solo – si parlerebbe tedesco. Per quanto riguarda i famosi 8 milioni di deportati consiglierei altri numeri alla lotteria, fosse più fortunato,Ma veniamo al dunque. Innanzitutto un minimo di giudizio storico non può non basarsi che su dati certi, verificati e verificabili. Qua invece ci stanno solo numeri al lotto. Quanti siano con precisione i morti presuntamente causati dai gulag e da Stalin, non lo sa nemmeno Vanna Marchi. Tutti dicono «milioni», indefinito, ma un numero e un elenco preciso non c’è. Beato chi lo trova. Poi chi fu mandato nei campi di lavoro? chi andava contro l'ordinamento sovietico e perpetuava lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Uno Stato non ha il diritto di darsi le leggi che gli pare? C’è chi permette l’aborto e chi lo vieta, chi fabbrica e spaccia alcool e chi invece lo bandisce; gli Usa, fino a tutti gli anni Venti, mettevano in galera i trafficanti d’alcool – l’Arabia Saudita ancora oggi – e un certo giorno, all’improvviso, lo hanno reso legale. Chi gli ha detto niente? Era nel loro pieno diritto. E dunque era pieno diritto dell'Urss essere contro la proprietà privata, perché era lo Stato degli operai e dei contadini, degli sfruttati cioè che s’erano stufati d’essere sfruttati. Dirá signorr strabico : «Ma questo ripugna alla mia coscienza democratica e civile». Alla tua, non alla loro (e se è per questo neanche alla mia).
Strabico
9 anni fa
Giusto ricordare anche che l'URSS nel decennio precedente giustiziò in pochi anni circa un milione di individui e rinchiuse più di otto milioni di persone in campi di lavoro (Gulag), dove i reclusi furono utilizzati per la costruzione di strade, ferrovie, miniere e officine. Giusto ricordare anche che Molotov nel 1939 firmò un patto di non aggressione con la Germania, che segretamente stabiliva la spartizione della Polonia. Infatti subito dopo l’attacco nazista alla Polonia, con cui scoppiò la Seconda guerra mondiale, le truppe sovietiche invasero la Polonia orientale. A novembre poi l’URSS attaccò la Finlandia, e nel marzo 1940 acquisì gran parte della Carelia. Nel 1940 l’URSS, inoltre, si annetté i tre Stati baltici, la Bessarabia e la Bucovina settentrionale. Nessun revisionismo storico oscurerá la memoria dei popoli...
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