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Vini nel Mondo se ne va: Cretoni (FI) è 'basito', ma l'Osservatorio sul Turismo non dice nulla?
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Vini nel Mondo se ne va: Cretoni (FI) è 'basito', ma l'Osservatorio sul Turismo non dice nulla?
L'amministrazione non lo convoca da circa un anno e mezzo. Fu quella l'unica volta che l'organismo è stato sentito
Ma come è stato possibile perdere Vini nel Mondo così, senza neanche combattere? Se lo chiedono molti, in città, a seguito della notizia dell'imminente trasloco della manifestazione verso nuovi lidi, non è ancora dato sapere quali. Un tema, quello della perdita di uno dei moderni simboli della città,
che non passerà certamente sotto silenzio dal punto di vista tanto economico quanto politico. E se Paolo Martellini, consigliere comunale del Partito democratico, parla di un'altra grande occasione perduta, le polemiche nei confronti dell'amministrazione Cardarelli piovono anche da centrodestra, con il capogruppo di Forza Italia Alessandro Cretoni che si dice "basito" ed "incredulo" di fronte a questa notizia. "Stupisce - dichiara Cretoni - il silenzio dell'amministrazione comunale", e ancora: "Non posso accettare e rimanere fermo di fronte a determinati comportamenti e posizioni dell'attuale amministrazione".
Il capogruppo ricorda come Vini nel Mondo sia un brand di grande interesse, che da ben dodici anni "contribuisce ad affermare l'identità nell'agroalimentare e nella trasformazione della materia prima senza dimenticare che Spoleto, in questo ambito, ha una storia che dura da ben più di dodici anni". Il riferimento è, ovviamente, rivolto verso eccellenze quali l'Istituto Sperimentale per l'Olivicoltura, l'Accademia dell'Olivo, la tartuficoltura artificiale - il primo impianto è stato realizzato a Poreta -, l'Istituto Alberghiero tra i più importanti in Italia ed il primo realizzato in Umbria. E via di seguito. Tutte realtà, queste, che rappresentano il contesto ideale nel quale Vini nel Mondo potrebbe e anzi dovrebbe essere volano di sviluppo agroalimentare e culturale. Ma non è tutto.
"Inoltre - prosegue Cretoni - la perdita di tale evento rappresenta un ulteriore, gravissimo colpo a tutte quelle attività economiche che già segnano il passo, e che stanno facendo i conti con le gravi conseguenze del dopo terremoto". Alla luce di ciò il capogruppo di Forza Italia chiama in causa il diretto interessato, vale a dire l'assessore delegato allo Sviluppo economico Zefferino Monini, affinché insieme all'assessore Camilla Laureti e all'Osservatorio Permanente sul Turismo "si attivino per individuare misure, proposte correttive e soluzioni da porre urgentemente all'attenzione della Regione Umbria, per evitare di lasciarsi sfuggire ulteriori eventi ed eccellenze del nostro territorio così come sta accadendo anche in materia di Sanità".
A proposito di Osservatorio Permanente sul Turismo, questo organismo è stato istituito dal famigerato regolamento sull'altrettanto famigerata tassa di soggiorno, risalente al 16 luglio del 2015. Ebbene, all'articolo 14 si legge testualmente che l'Osservatorio è "composto da rappresentanti dell'Amministrazione comunale, delle Associazioni maggiormente rappresentative dei titolari delle strutture nel campo della ricettività, della ristorazione e del commercio, delle principali Fondazioni/Associazioni culturali del Comune di Spoleto. Tale Osservatorio ha, tra i propri compiti, quello di monitorare la destinazione delle somme derivanti dall'imposta, gli effetti dell'applicazione della stessa e di formulare eventuali proposte correttive".
In altre parole, agli addetti ai lavori spetta il compito di discutere, insieme all'Amministrazione, la migliore destinazione d'uso dei proventi derivanti dalla tassa di soggiorno. Il punto è: quante volte si è riunito l'Osservatorio Permanente sul Turismo dalla sua istituzione? Una. Soltanto una, circa un anno e mezzo fa, e su esplicita richiesta proprio del capogruppo di Forza Italia Alessandro Cretoni. Forse convocare l'Osservatorio prima di lasciarsi sfuggire Vini nel Mondo sarebbe stato quantomeno un atto dovuto da parte dei rappresentanti diretti dell'Amministrazione comunale, tanto l'assessore al Turismo Laureti quanto il consigliere delegato Monini. Forse, ascoltare il parere dei diretti interessati, vale a dire di chi quella tassa la versa in funzione del numero delle presenze registrate, sarebbe stato interessante prima di decidere, magari, di non destinare fondi o di quanti fondi destinare alla manifestazione del gruppo Meet. Forse, appunto.
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I commenti dei nostri lettori
???
9 anni fa
vini nel mondo? Petizione???? Ministro Franceschini??? Festival Dei Due Mondi???? Direttore artistico????? Ferrara????? Luchetti????? Folena????? Cardarelli??? Marini o meglio Sereni?????Nulla di nuovo,tutto giá visto. Spoleto e\' morta , se non ve ne foste ancora accorti.
claudio
9 anni fa
FINALMENTE Spoleto merita molto di piu\' e non un bruttisssimo ricettacolo di alcolizzati.
claudio marini
9 anni fa
Condivido il commento di @knight , specialmente in questo periodo di dopoterremoto e di turismo azzerato = ancora meno sviluppo economico, ancora meno occupazione, ancora meno futuro per i giovani, perdere questa manifestazione - assolutamente migliorabile ed anzi da migliorare assolutamente- per la nostra cittá è un fatto grave e vanno trovate le vere responsabilitá. Va verificato tutto : quel che dice Casali e quel che dicono i politici . Vero è che ormai da Spoleto scappano tutti: per primi i turisti, i visitatori del week end, le gite scolastiche, i convegnisti, le eccellenze dell'Ospedale. ecc. ecc. Allora che aspettiamo, che anche il Festival dei Due Mondi cessi di esistere? Abbiamo letto che in cittá circola una petizione popolare al Ministro Franceschini per affidare ad una giusta selezione internazionale la nuova nomina del Direttore del Festival : che aspettiamo a metter su banchetti e gazebo per raccogliere migliaia di firme, per rinnovare un Festival che ormai sa di vecchio, di ammuffito, che non ha mordente, che ha perso il fascino della sperimentazione, dell'innovazione. Un Festival , che, morente Menotti, richiamava ancora decine di migliaia di veri spettatori - PAGANTI - e di VERI TURISTI DELLLA CULTURA. E' ora che la cittá si svegli se vuole uscire da questa fase terminale !
un cafone
9 anni fa
Sono uno dei cafoni che partecipava a Vini nel Mondo. Come l'ha chiamato qualche commentatore aristocratico. Ricordo la prima edizione si pagava 10 euro e si beveva 3 giorni. Poi hanno cominciato a mettere 10 al giorno. Poi 10 al giorno e altre 10 la notte bianca. Poi 15 al giorno. Poi 10 euro 4 assaggi. Io sarò un cafone avvinazzato, ma mi si spieghi come si può scoprire e promuovere delle cantine, con centinaia di proposte, quando un degustatore ne può assaggiare 4 al giorno. Bah. Ora leggendo i commenti di risposte delle istitzuoni pare che il signor Casali oltre che spennare i cittadini chiedesse pure bei denari, non del tutto giustificati. Sono un po' di anni che non andavo più. Per me non cambia niente. Peccato perché un tempo per molto di noi giovani cafoni era un bel fine settimana. Ma gli aristocratici dell'acropoli sono così: si lagnano che Spoleto è vuota ma poi chiamano cafoni chi la vive suduto su uno scalino, fanno le petizioni per chiudere i bar. Volete solo i tuoristi. Pieni di soldi. Per bene. E tanti. Io voglio una Spoleto viva (con tutte le contraddizioni che la vita porta con sé) voi volete una Spoleto vetrina, tipo Venezia o Firenze. Un luna park per turisti. Io vorrei che tanti ragazzi che vanno al pub a Foligno potessero farlo a piazza del mercato e al Duomo
Diogene
9 anni fa
" forse si può ancora fare " !?!?!?!? C'E' QUALCUNO CHE MI SA DIRE QUANTE VOLTE L'ABBIAMO RIPETUTO ?
@Knight
9 anni fa
Hai ragione, era una manifestazione organizzata male da gente non esperta di vino e che non faceva il bene delle cantine partecipanti, ma in fondo non mi pare che facesse nè male al vino in generale nè alla cittá. Quindi per Spoleto è una perdita e anche grande. C'è da chiedersi perchè, tutti questi sapientoni di vino, te compreso, non abbiate mai fatto proposte intelligenti per far diventare l'evento più appetibile e meglio organizzato? Tutte le degustazioni, le aste e gli eventi collaterali non mi sembravano male affatto e anzi sempre pieni di esperti di vino. Certo mancava il collegamento con il territorio, con le cantine e i consorzi locali cui si chiedevano soldi per partecipare invece di pagargli il vino... Avrebbero dovuto costituire un comitato di cittadini esperti di vino e ce ne sono, permanente ...che si sarebbe dovuto incontrare mensilmente per migliorare l'Evento e farlo rendere, e non come al solito partire 2 mesi prima facendo tutto di corsa e in fretta e male... Si potevano raccogliere mailing list, organizzare eventi con importatori...tanto è solo questo quello che vogliono le cantine, ma organizzato con gente che lavora nel mondo nel vino e pagandola...non da chi si occupa di vino per passione e non capisce i problemi delle cantine. forse si può ancora fare. L'importante è che ci sia la volontá, politica e da parte di Casali di trovare un accordo...
Il Corvo della rocca
9 anni fa
Perdendo un pezzo alla volta, a Spoleto non gli rimangono che le mutande: "Il Festival". Se ancora così è lecito chiamarlo! In tempi grami come questi, a molte altre cittá della nostra bella Penisola, più sveglie e dinamiche della nostra, non è detto che possa causargli un certo appetito. Il commento vuole essere solo un piccolo avvertimento per "i polli, i conigli e gli animali da cortile nostrani", facili e possibili prede di animali carnivori, che non si fanno alcun scrupolo quando la "fame" li assale. .
Micheal Knight
9 anni fa
Finalmente si mette fine al più brutto e cafone festival mai ideato nella storia del mondo del vino. Finalmente si è staccato l'ossigeno a questo sperpero di danaro pubblico. Prima edizione: alcuni illustri personaggi del mondo del vino vennero perché Spoleto è bella e vantava credito. Ma era un festival organizzato malissimo. Non ci sono più tornati perché tra produttori il passaparola negativo era ormai partito. D'altronde è andata sempre peggio. Ma lo Stato continuava a tenere la spina attaccata. Finalmente ce ne siamo liberati. Bello che sul vino vogliano dire la loro tutti, anche quelli che non ne sanno una cippa ma pensano di poter fare politica senza che si capisca che non ne sanno una cippa.
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