politica
'Contro l'UE per il socialismo'
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'Contro l'UE per il socialismo'
Successo per l'iniziativa pubblica del Fronte della Gioventù Comunista a Spoleto
Lontani dalla sinistra borghese, lontani dall'antipolitica populista, contrari alla Ue, per il Socialismo. E' stato un successo enorme quello registrato ieri pomeriggio (domenica 12 marzo) dall'iniziata del Fronte della Gioventù Comunista (Fgc) presso la Libreria Aurora, cui ha preso parte il vice segretario
nazionale Paolo Spena. L'evento si inserisce all'interno di una campagna nazionale contro l'UE che avrà come culmine la manifestazione di sabato 25 marzo a Roma, dove il Partito Comunista scenderà nelle piazze con la gioventù comunista per dichiarare il suo netto rifiuto ai diktat del capitale finanziario europeo, per l'alternativa socialista. Ben oltre 45 le persone presenti alla Libreria Aurora per il dibattito pubblico sull'immigrazione e l'Unione Europea. Il tema è da anni al centro di un dibattito politico che trascende la politica nazionale e finisce per includere la stessa UE, fondata sulla libertà di circolazione di persone e merci.
Prendendo le distanze dal binomio della sinistra europeista e borghese, dalle false alternative dell'antipolitica e dalle risposte delle forze reazionarie, xenofobe e razziste, la discussione si è sviluppata sulla linea di un totale rifiuto delle politiche dell'Unione Europea, articolando risposte pratiche e immediate per affrontare ogni singola problematica, con un focus principale sull'effetto dell'immigrazione nella società, generata da questo sistema economico. Le analisi e le proposte, che sono emerse dal dibattito, vertono su una generale presa di coscienza di classe tra lavoratori immigrati e italiani.
L'immigrazione, è emerso dal dibattito, è il risultato dell'organizzazione del capitalismo nel mondo. Le potenze imperialiste sfruttano i paesi del terzo mondo, sottraggono loro ricchezze e, quando i popoli di quei paesi si ribellano, rispondono con le bombe. E' altrettanto normale che da un simile contesto di povertà, guerra e sfruttamento molti cerchino di fuggire e quindi decidano di emigrare. Ma questo non è naturale, o romantico, come vorrebbe la "sinistra" buonista. Gli immigrati non sono animali, per loro non è normale migrare. Sono uomini che scappano dalla guerra o più facilmente dalla fame e dalla povertà. Che fare? Come agire concretamente?
"Le proposte immediate - si legge in una nota del Fgc - sono di ritirare i reparti militari presenti in tutti i paesi. Smascherare il "peacekeeping". Fermare le guerre, le occupazioni militari, tutte le ingerenze in quei paesi. In poche parole: uscire dalla Nato. Contestualmente all'interruzione delle azioni militari, occorre bloccare il rapporto di sfruttamento economico tra l'Occidente e quei paesi e, di conseguenza, smettere di sottrarre risorse, materie prime e di sfruttare inumanamente la manodopera locale, come avviene ora da parte di tutte le multinazionali. Vanno ripristinati con quelle nazioni rapporti di cooperazione, non di rapina. Un esempio: offrire da parte dei paesi sviluppati la propria conoscenza produttiva, il proprio know-how. Si formano i quadri, i tecnici, si costruiscono strutture e infrastrutture, anche sociali. Le materie prime, che finora l'imperialismo ha rubato senza chiedere il permesso, devono essere acquistate a prezzi realistici. A quel punto si regolamenta, con nettezza, il fenomeno dell'immigrazione". "Se queste politiche fossero applicate nell'arco di un ventennio, il numero degli immigrati comincerebbe a diminuire fino alla normalità. Ma ovviamente nessuna politica di questo genere potrà essere applicata in un sistema che è fondato sul potere dei grandi monopoli, che vede gli stati interamente asserviti ai loro interessi. Il socialismo sarebbe la soluzione vera a questa condizione, permettendo di realizzare queste misure. Altre strade non esistono". "La maggioranza della gioventù che ha composto il corpo centrale dell'iniziativa, sta comprendendo la vera natura di questo sistema e intraprende la strada dell'organizzazione come unica possibilità di liberazione collettiva, riconoscendo che all'interno dell'UE non c'è futuro per i giovani".
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I commenti dei nostri lettori
Majakovskij I Love You
9 anni fa
Caro Signor Giorgio, Purtroppo Lei ha ragione. Qualche decina di persone coinvolte, in un Paese normale, non dovrebbe considerarsi un successo, men che meno enorme. Purtroppo, però, Lei non fa i conti con la realtá nella quale viviamo, una realtá - specie quella giovanile - fatta di apatia verso tutto e tutti, a cominciare dai problemi seri che ci circondano e che sono il nostro quotidiano. Soprattutto a livello politico, poi, la partecipazione segna i nuovi minimi storici: provi ad andare a vedere qualche dibattito pubblico organizzato da uno dei principali partiti italiani... Il deserto dei Tartari. Al giorno d'oggi riuscire a coinvolgere una cinquantina di persone, soprattutto se sono giovani e giovanissimi, purtroppo è da considerarsi un successo enorme. Un saluto
Giorgio
9 anni fa
Un successo enorme? Ma quanti eravate nel salotto di casa? 30?40?50? mah
fabien
9 anni fa
Interessante.ben fatto,se dei giovani trovano il modo di aggregarsi e discutere di problematiche sociali economiche e culturali soprattutto secondo un'ottica fuori dagli schemi attuali e dietro principi valori e azioni che hanno permesso nel 900 a milioni di persone di affrancarsi dalla fame e dalla miseria e che oggi piu' che mai sono ancora di attualitá-avanti ragazzi,avanti popolo!!!
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