politica

Il Partito della rifondazione comunista si riorganizza a Spoleto: 'Serve una Sinistra unita e plurale che sappia porsi come alternativa al Pd'

 

Bordate all'Esecutivo Marini: 'Totale insipienza e incapacità di gestire l’emergenza terremoto'. Oltre 400 le persone in arrivo in città

 

Sono oltre 400 le persone in arrivo a Spoleto per partecipare al decimo congresso nazionale del Partito della rifondazione comunista e iniziare a dare vita “all’interno del quadro politico regionale e nazionale ad un’alternativa autonoma al Partito democratico”. 


Una Sinistra “unita e plurale”, ha spiegato ieri il segretario regionale Enrico Flamini nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’appuntamento che si terrà da domani fino a domenica negli spazi dell’Albornoz Palace Hotel, ritenuta quanto mai necessaria “alla luce della totale insipienza e incapacità di gestire l’emergenza terremoto mostrata dal presidente della Regione Catiuscia Marini e dalla sua maggioranza. Nel 1997 la classe politica dell’epoca riuscì, nel giro di poche settimane, a dare risposte concrete alla cittadinanza e agli operatori economici colpiti dal sisma, ora invece ci ritroviamo a fare i conti con un commissariamento che sta creando solo danni e che ha tolto ogni autonomia alle comunità locali. E' tutto bloccato, in pratica non sta avvenendo nulla, per stessa ammissione del commissario straordinario alla ricostruzione Vasco Errani”. All’iniziativa, come annunciato dalla segretaria del circolo di Spoleto Maura Coltorti, prenderanno parte anche diversi ospiti stranieri provenienti dalla Francia, dalla Germania, dalla Grecia, dal Portogallo, dalla Turchia, dalla Danimarca, dalla Spagna e da diversi Paesi del Sud America.

Un nuovo inizio Chiaro il messaggio che si intende lanciare: “È arrivato il momento di darsi una mossa” ha affermato il segretario nazionale Paolo Ferrero che, in occasione del congresso, illustrerà le proprie idee su come uscire dalla crisi, causata “dalla cattiva distribuzione delle ricchezze. Una ristretta minoranza ha talmente tanti soldi da non sapere cosa farsene mentre la maggior parte delle famiglie non riesce ad arrivare a fine mese. Così facendo - ha fatto notare - si riducono i consumi e si restringono i mercati. Dicono che per risalire la china bisogna tirare la cinghia ma per me è vero l’esatto opposto: dobbiamo ridistribuire i soldi, usandoli non per le banche bensì per finanziare interventi di pubblica utilità”. Numerose le criticità esistenti, a partire dalla mancata messa in sicurezza degli edifici sia pubblici che privati per arrivare poi alla Legge Fornero (“va abolita subito”) e all’orario di lavoro attuale (“riduciamolo per dare a tutti la possibilità di trovare un impiego”). “Siamo sognatori, ce ne rendiamo conto ma pensiamo che il mondo possa essere migliore rispetto a come è adesso” ha detto Ferrero che venerdì, al termine della prima giornata dei lavori, parteciperà all’incontro in programma alle ore 19 al complesso monumentale di San Nicolò dal titolo “Europa, Mediterraneo, Trasformazione: per una nuova umanità” insieme a Samir Affin, Eleonora Forenza, Giovanni Mazzetti e Micol Savia. 



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