cronaca
Licenziato per 'ingiusta causa': operaio ottiene reintegro e indennizzo
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Licenziato per 'ingiusta causa': operaio ottiene reintegro e indennizzo
Era accusato di aver abusato della 104 della madre, anche per una battuta di caccia poi rivelatasi inesistente
Il licenziamento in tronco, una battaglia legale, la vittoria. Si possono riassumere così gli ultimi due anni dell'operaio 53enne spoletino che nel febbraio 2015 è stato cacciato per "giusta causa" dall'azienda presso cui prestava servizio da circa 30 anni e denunciato per truffa aggravata ai danni
dello Stato. Secondo il datore di lavoro non sussisteva più un rapporto di fiducia con il proprio dipendente, che avrebbe sfruttato per 3 volte a fini non inerenti l'attività assistenziale i permessi lavorativi previsti dalla legge 104, di cui beneficia la madre. Due giornate dedicate in parte a spostamenti non direttamente connessi alle esigenze del genitore e addirittura una battuta di caccia, tutto a cavallo fra il 2014 e il 2015: queste le contestazioni mosse attraverso i servizi di un investigatore privato. Una tesi smontata però dagli avvocati difensori Marco Parmegiano Palmieri e Fabrizio Domenico Mastrangelo. Lo scorso 12 aprile il giudice Marta D'Auria ha infatti respinto tutte le accuse, disposto la reintegrazione del dipendente e condannato l'azienda alla corresponsione di una indennità risarcitoria pari a 12 mensilità lorde, la regolarizzazione della posizione previdenziale ed assistenziale ed il pagamento delle spese legali. In attesa di sapere se il datore di lavoro impugnerà o meno il provvedimento, rimane la vittoria e la grande soddisfazione di uomo che si è visto "riabilitato" dopo aver convissuto anche con le tante illazioni e "leggende" messe in strada dalla gente sul "furbetto" di turno.
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I commenti dei nostri lettori
Pensiero di un lavoratore
9 anni fa
Farsi riassumere da un datore di lavoro che ti ha licenziato ingiustamente, non so se sia la cosa migliore che possa fare un lavoratore. Per orgoglio, io avrei fatto in modo di ridurlo "senza mutande" evitando di tornarci a lavorare. È solo una questione di punti di vista!
no autocensura
9 anni fa
Si può saper per completezza d'informazione il nome dell'azienda ? Quando i "cattivi" sono i giovani o qualche povero disgraziato i nomi sono sempre in primo piano.
rosso nera
9 anni fa
Questo operaio, ingiustamente licenziato, è stato riassunto perché è un "vecchio" contratto. Ai nuovi contratti si applica il jobs act e quindi c'è solo il risarcimento e non la riassunzione. Un bel regalo che Renzi ha fatto ai giovani lavoratori
Massimo
9 anni fa
Mi rallegra molto leggere questa notizia.
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