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Passo indietro del Comune sulla questione asili nido: salvi i 12 posti al 'Carillon'
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Passo indietro del Comune sulla questione asili nido: salvi i 12 posti al 'Carillon'
Ad annunciarlo è stato il vice sindaco Bececco, nel corso dell'assemblea promossa ieri dalla Cgil e dalla Uil: 'Rivedremo il bando ma servono iscrizioni'
Passo indietro del Comune sulla questione asili nido, dopo gli attacchi del Movimento 5 Stelle: i 12 dodici posti a rischio “taglio” al “Carillon” saranno mantenuti. A fare il punto della situazione è stato vice sindaco Maria Elena Bececco, intervenuta ieri all’assemblea pubblica convocata all’Albornoz hotel dalla Cgil e dalla Uil
per riflettere insieme ai numerosi genitori presenti sul futuro del nido di Villa Redenta. “In Giunta abbiamo deciso di modificare il bando per l’iscrizione, rivedendone i contenuti. Al contrario di quanto si è letto negli ultimi giorni, non abbiamo alcuna intenzione di chiudere il nido o di esternalizzarlo. La nostra idea - ha detto - era quella di riportarlo a regime non appena disponibile il nuovo polo didattico previsto in zona San Paolo che ospiterà la materna ‘Prato Fiorito’ e la media ‘Dante Alighieri’: in quell’occasione avremmo riaperto le iscrizioni prevedendo di nuovo i posti che con il bando erano stati tolti”.
Passo indietro dopo le polemiche Attualmente il nido di viale Martiri della Resistenza (dove sono stati trasferiti i piccoli di Villa Redenta) ospita 64 bimbi, un numero giudicato “troppo alto” dalle educatrici. Da qui la decisione di abbassarne il numero massimo ma poi, di fronte alle polemiche portate avanti dal M5S, dai sindacati e dalle famiglie, il Municipio ha preferito tornare sui propri passi. La struttura, inoltre, per accogliere tutti i bambini avrà bisogno di una serie di lavori di adeguamento che l’amministrazione è pronta a fare nel caso in cui le iscrizioni dovessero essere molte. “Non sono interventi strutturali - ha detto la Bececco, rispondendo alle domande della platea - e li avvieremo per lanciare un messaggio diverso da quello passato finora. È uno sforzo economico che intendiamo fare anche se si tratta di un problema di natura temporanea, visto che a novembre i bambini dovrebbero tornare a Villa Redenta. Colgo infine l’occasione per ringraziare le educatrici perché pure in un momento di grande difficoltà sono riuscite a mantenere un livello dei servizi altissimo”.
Decisioni accolte positivamente dalla coordinatrice regionale dipartimento autonomie locali Fp Cgil Patrizia Mancini e dal responsabile territoriale della Uil Fpl Andrea Russo: “Il confronto tra Comune, lavoratori e genitori ha prodotto risultati positivi ed ha permesso di chiarire la vicenda. In ogni caso continueremo a vigilare”.
L’intervento della Bassetti Sulla questione, poche ore dopo la conclusione dell’incontro, su Facebook è intervenuto il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Elisa Bassetti. “Ci sentiamo spesso ripetere che il Comune si deve comportare come un'azienda riguardo le sue finanze. Un concetto con cui non concordo nemmeno un po’. Se così è però, allora ne deriva una diretta conseguenza: il comune-azienda deve vendere i suoi prodotti, fare marketing in sostanza.
Il comune cosa fa per promuovere il prodotto “asilo nido pubblico?”. Le azioni che si sono susseguite nel tempo sono state tese più a scoraggiare le iscrizione, che ad attrarle. Tutte le bellissime iniziative, gli eventi e le attività che si svolgono nei nidi difficilmente vengono promosse. La domanda è cruciale: il Comune ha interesse a promuovere, efficacemente, i suoi servizi all'infanzia? Ho chiesto anche che sia reintrodotta la sezione lattanti, tagliata nel 2015, perché è quella che dà continuità e vita ad un asilo nido. Sono fermamente convinta che un servizio pubblico efficiente sia garanzia di qualità della vita e che alzi il livello generale dei servizi anche privati, in tutti i settori.Di idee ne avrei da vendere. Chissà se qualcuno vorrà ascoltarmi”.
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