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ITALMATCH, La risposta dell’assessore Cappelletti: “L’articolo di Spoletonline contiene frasi diffamatorie e gravi inesattezze'
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ITALMATCH, La risposta dell’assessore Cappelletti: “L’articolo di Spoletonline contiene frasi diffamatorie e gravi inesattezze'
L'assessore all'urbanistica del Comune di Spoleto Antonio Cappelletti risponde all'articolo di Spoletonline a firma Daniele Ubaldi dal titolo "Italmatch, donazione e ampliamento: due delibere di giunta nel giro di sette giorni". Di seguito si riporta la risposta di Cappelletti.
L'articolo pubblicato su Spoletonline in merito alla vicenda dell'Italmatch contiene una serie di gravi inesattezze e si basa su una ricostruzione degli eventi che partendo da dati errati giunge a conclusioni tanto gratuite quanto infamanti. La natura offensiva di molti passaggi nei confronti di questa Amministrazione necessita di una serie di rettifiche e di chiarimenti, specialmente in considerazione della natura particolarmente delicata della materia in questione.
Quando si dice che il Piano Regolatore Vigente, che è quello del 2008, individua l'Italmatch come realtà industriale, da delocalizzare per ragioni di sicurezza, si commette un grave errore perché si omette di dire che una sentenza del TAR dell'Umbria del 2013, accogliendo il ricorso della Italmatch, ha di fatto bocciato la proposta di delocalizzazione formulata nel 2008. Una decisione definita nella sentenza del TAR "unilaterale" e che "avrebbe arrecato grave danno economico all'azienda", anche in virtù di soluzioni che avrebbero «aggravato le conseguenze nel caso di rischio di incidente industriale rilevante. La decisione fu all'epoca impugnata e risulta tuttora pendente al Consiglio di Stato . In seguito l'Italmach ha proposto un nuovo ricorso avverso la delibera sanante del PRG, anche questo pendente.
In occasione delle attività intraprese dall'attuale amministrazione per redigere una variante al PRG è stato pubblicato un avviso ai sensi dell'art. 27 della L.R. 1/2015 in relazione al quale al quale Italmatch ed altri soggetti , hanno formulato al Comune proposte dei definizione di questioni aventi attinenza urbanistica. La proposta di accordo riduce la potenzialità edificatoria dell'area con destinazioni che non aumentano il livello di incidente rilevante e che possono unicamente servire per stoccaggi o per eventuali fabbricati utili ad attività relative ai servizi e definisce nel suo complesso i contenziosi in essere evitando rischi molto gravi per il Comune. Per questo si ribalta completamente la realtà quando l'articolo sottolinea come l'accordo approvato dalla Giunta Cardarelli prevede "l'espansione del sito produttivo". È vero infatti il contrario.
L'accordo proposto all'attuale amministrazione, RIDUCE infatti la potenzialità edificatoria dell'area rispetto ai due precedenti strumenti urbanistici. Rispetto al PRG del 1988 , che è quello che in questo momento risulta vigente per Italmach in seguito alla sentenza della quale si è detto, ci sono quasi 11000 metri quadri in meno riservati all'area industriale. L'accordo adottato dall'attuale Giunta fa segnare anche una riduzione marcata rispetto al Piano regolatore del 2008 che aveva previsto un'area di perequazione e una zona residenziale di tipo B (di quasi 8000 mila metri quadri) nella proprietà Italmach. Rispetto al PRG del 2008 l'accordo approvato dalla giunta, opera una riduzione equivalente a più di 95mila metri quadri perché le aree individuate nel 2008 come residenziali e a servizi vengono riportate in zona agricola, ci sono circa 87000 metri quadri in meno per aree di perequazione e quasi 8000mila metri quadri in meno per zone residenziali di tipo B.
Infine per evidenti fattori, legati a semplici considerazioni temporali, tra la recente donazione della Italmatch e l'accordo per la variante del PRG, che per essere effettivo dovrà però verificare l'adozione della complessiva variante da parte del Consiglio comunale, non può esistere alcun legame essendo l'iter per la predisposizione per gli schemi di accordo partito formalmente con una delibera di Consiglio comunale datata febbraio 2015.
A ciò occorre aggiungere che la Italmach è un'azienda che opera nel territorio con rilevante impatto economico e l'impegno di un'Amministrazione deve essere anche quello di salvaguardare, nell'ambito del legittimo e del possibile, le sue realtà produttive, sopratutto in momento come questo. Criminalizzare poi un'azienda che compie da anni atti di liberalità sopratutto nei confronti delle scuole e di iniziative per i giovani risulta veramente incomprensibile. Diffamatorio è invece porre strumentalmente in collegamento presunti (e inesistenti) atti di favore verso l'azienda con gli atti di liberalità da questa decisi in favore della città.
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I commenti dei nostri lettori
basilio rapucci
9 anni fa
Per Giobatta. Premesso che la notizia sulla ex S.A.F.F.A, era sull'anno di fondazione (1927), dato che ho trovato sulla storia di Spoleto. Nella fonte consultata, l'autore ha usato la dicitura "fosforo giallo e rosso". Devo dire che questo piccolo errore non sposta il problema in quanto per giallo forse si intendeva quello che effettivamente è chiamato bianco ( anche se è incolore). Ora non ho informazioni precise sui prodotti fatti oggi a Spoleto, ma se si produce fosforo rosso, forse si utilizza anche il bianco visto che il rosso non esiste in natura. Questo è una forma allotropica amorfa ottenuta a partire dal fosforo bianco, riscaldandolo ( a 260°C) in assenza di ossigeno. Sono sicuro che ora si sentirá meglio e mi auguro che l'anno di costituzione dello stabilimento a spoleto sia esatto.
Pietro
9 anni fa
abito a cinquecento metri dalla Italmatch ,la notte folate di cattivi odori invadono le zone circostanti, poi con l'arrivo del giorno spariscono , come mai ? delocalizzazzione non vuol dire licenziamenti. Parlano di misure di sicurezza in caso di fuori uscita di gas venefici, però la nostra amministrazione continua ad elargire licenze di costruzione a pochi metri dalla fabbrica. E' tutto assurdo sig. sindaco.
Aleandra Baruzzo
9 anni fa
Caro sig. Giobatta (è il nome o il cognome?) mi dispiace ammettere che ha ragione, l'Italmatch non produce Fosforo Giallo....produce SOLO derivati inorganici del Fosforo Giallo ottenutI combinandolo con lo Zolfo in appositi reattori, in modo da ottenere Pentasolfuro di fosforo, Sesquisolfuro (o Trisolfuro) di fosforo, o riscaldandolo fino alla temperatura di 280°C per ottenere il Fosforo Rosso e ne detiene uno stoccaggio di SOLE 2000 t. ("scheda di informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori” redatta dalla ditta ItalmatchChemicals S.p.A. (stabilimento di Spoleto)....QUINDI POSSIAMO ESSERE TRANQUILLI.
Prometeo
9 anni fa
Quindi, correggetemi se sbaglio, stando a quanto asserisce l’Assessore e stando all’accordo allegato alla delibera. La vecchia amministrazione, seppur facendo qualche pasticcio procedurale, aveva deciso di delocalizzare l’azienda togliendola dall’attuale sito e tessuto urbano, di concedere 8000 mq in perequazione e di ricorrere al Consiglio di Stato a fronte della sentenza del TAR. L’Amministrazione Cardarelli invece ha deciso di rinunciare al ricorso al Consiglio di Stato (nonostante risultino diverse sentenze di quest’ultimo che danno ragione ai comuni in casi simili), tenere l’azienda a Rischio di Incidente Rilevante e Insalubre di prima classe li dove sta e di concedergli anche una espansione seppur inferiore alle ipotetiche potenzialitá (tutte da verificare). Se la sintesi e la sostanza è questa, al di lá di arzigogoli lessicali, vi è una profonda e sostanziale diversitá nella scelta politica e amministrativa. Vedremo cosa ne dirá il Consiglio comunale e se deciderá di condividere scelte e responsabilitá.
Bingo
9 anni fa
Il sig. Giobatta forse non sa che la azienda in questione è sotto DPR 17 maggio 1988, n. 175, D.Lgs. 334/99 e Decreto Legislativo 21 settembre 2005, n. 238. SIg Giobatta dovrebbe leggere le 3 norme in sequenza per rendersi conto che questa azienda è ad altissimo rischio. è ora di smetterla con il ricatto occupazionale per cui si mette a rischio la vita di migliaia di persone per mantenere posti di lavoro. Questa azienda dovrebbe essere de-localizzata, ma nessuno muove paglia tanto sta li da decenni e non è successo mai nulla??
giobatta
9 anni fa
Voglio solamente dire al Sig.Rapucci di informarsi bene,la ITALMATCH non produce FOSFORO GIALLO. Al Sig.Marini dico che è completamente lontano dalla realtá.
CASA ROSSA
9 anni fa
La questione di merito è la stessa di 10 anni fa: TUTELARE LE CONDIZIONI DI SALUTE E DI SICUREZZA DEI LAVORATORI DELLA FABBRICA E DELLA POPOLAZIONE, Poiché la realtá di cui si parla rimane sostanzialmente quella descritta dalla relazione che a suo tempo fece la PROTEZIONE CIVILE in cui si legge: lo stabilimento è soggetto a notifica di cui all'art. 6 con gli adempimenti di cui all'art. 8 per effetto dei superamento dei limiti di soglia, per quanto attiene le seguenti categorie di sostanze pericolose classificate come: molto tossiche per l'uomo (fosforo giallo); molto tossiche per l'ambiente acquatico (fosforo giallo, pentasolfuro di fosforo, sequisolfuro di fosforo); sostanze che generano gas tossici a contatto con l'acqua (pentasolfuro di fosforo) e dove si legge che l’Italmatch è una delle poche ( 7 ) aziende umbre ad Alto Rischio Industriale ed è soggetta a un Piano di Sicurezza adottato dalla Prefettura di Perugia nel marzo 2006 ( Piano di Emergenza Esterno per constatare l’eventualitá di un incidente che abbia effetto al di fuori dei confini dello stabilimento) che prevede una precisa informazione e la simulazione di un piano di evacuazione. La Protezione Civile a tale proposito ha prodotto materiale informativo sotto forma di volantini e manifesti, in cui si legge: “ Vai nella direzione opposta al vento/se non puoi rifugiarti al chiuso entra a casa o a scuola/ sigilla porte finestre e prese d’aria/respira attraverso un panno umido/ lascia libere le strade per i mezzi di soccorso” e altre cose ancora. La questione quindi della delocalizzazione, fatta propria a parole anche dalle istituzioni, rimane urgente e attualissima. Si può fare, si deve fare, questo è ciò che pensiamo noi che apparteniamo alla categoria dei "sensa" un minimo di competenza.
claudio marini
9 anni fa
E' stato mai fatto uno studio epidemiologico sulle eventuali ricadute( almeno degli ultimi cinquanta anni) sulla popolazione che abita accanto a tale fabbrica ? E' stato mai fatto uno studio epidemiologico sulle malattie professionali ( almeno degli ultimi cinquanta anni) sulle maestranze ? Quanti incidenti ( tipo incendio di sostanze pericolose e nubi tossiche sul territorio) si sono verificati (almeno negli ultimi cinquanta anni) ?. Sta di fatto che mio padre era un operaio della SAFFA ( ora ITALMATCH) ED E' MORTO- DIVERSI ANNI FA- DI LEUCEMIA PRIMA DELLA PENSIONE, COME MOLTISSIMI SUOI COMPAGNI DI LAVORO CHE CONOSCEVO E CHE NON SONO ARRIVATI ALLA VECCHIAIA PERCHE' MORTI DI SVARIATE MALATTIE ONCOLOGICHE. SICURO, ERANO ALTRI TEMPI, SI LAVORAVA IL PENTASOLFURO SENZA MASCHERA E LO STATUTO DEI LAVORATORI ERA SCONOSCIUTO ED IL SINDACATO SI GUARDAVA BENE DA METTERE IN CRISI UNA DELLE POCHE FABBRICHE ESISTENTI E CHE DAVA DA MANGIARE ALLE FAMIGLIE. UNA STRANA COINCIDENZA VERO SIG. GIOBATTA????? Vorrei vedere il sig. Giobatta SE dovesse andarci a lavorare alla ITALMATCH o SE AVESSE figli CHE CI LAVORANO. Oppure abitasse li vicino. Non entro nella questione sollevata dal giornale, perché non la conosco - per ora - ma è INVECE ora di fare chiarezza SU TUTTE LE ATTIVITA' INDUSTRIALI CHE A SPOLETO OPERANO SPESSO ACCANTO A INSEDIAMENTI ABITATIVI ! E come ha commentato qualcuno CREDO SIA IL CASO CHE LE AUTORITA' COMPETENTI SVOLGANO IMMEDIATAMENTE TUTTI I CONTROLLI DI LEGGE SULLA - EVENTUALE ED ATTUALE - PERICOLOSITA' DELLA FABBRICA IN QUESTIONE PER GLI ABITANTI E GLI OPERAI . PIANGERE DOPO NON SERVE.
spoletino
9 anni fa
I Giobatta da guardia sono stati liberati, attendiamo gli altri
basilio rapucci
9 anni fa
La materia è ostica e non credo che si risolva con le minacce di querele .. o altro. Da una parte c'è una Azienda storica ( che dal 1929) produce a Spoleto fosforo giallo e rosso, che ha bisogno dei necessari adeguamenti per sopravvivere. Dall'altra parte ci sono le legittime aspettative dei cittadini che da una parte non possono rinunciare neanche ad un posto di lavoro, (fermo restando il diritto a vivere). In questa polemica ( di sapore pre-elettorale) arriva la precisazione dell'assessore all'urbanistica del Comune di Spoleto. Qualche volta dimentico la mia etá, e come le persone giovani riesco a sorprendermi nel vedere la buona volontá di alcuni amministratori. Non avevo letto troppo bene l'articolo in questione, ma se ci sono delle insinuazioni queste sono indirizzate alla Amministrazione in genere, quindi le eventuali smentite dovevano essere fatte dalla più alta espressione ( dal Sindaco), e le repliche dovevano essere fatte sulla base della documentazione reale ( le delibere) con le relative maggioranze di approvazione. Ma che centra l'assessore all'urbanistica con questo problema. I piani regolatori giá ci sono e speriamo che vengano rispettati ( sulla base della mia esperienza, questi sono stati quasi sempre disattesi). Le eventuali interpretazioni politiche, ed i successivi pronunciamenti degli organi Giudiziari ( di cui si parla) dovrebbero dettare le regole per le successive applicazioni. Mi sfugge in questo caso il senso della replica dell'Assessore, il quale abbozza anche alcune date sull'argomento senza poi spiegare le delibere prese e le maggioranze ottenute. Oltre a ciò, per concludere sull'argomento, vorrei dire che pur essendo favorevole a tutte le iniziative che in qualche modo favoriscono la salvaguardia occupazionale del nostro territorio, mi piacerebbe che chi ci amministra sia in grado di tutelare anche le legittime aspettative di quei cittadini che vogliono la tutela della propria salute e della qualitá della propria vita. Per questi motivi, per ogni richiesta fatta ci dovrebbero essere altrettanti impegni scritti da parte delle aziende, impegni che poi dovrebbero essere sottoposti a successive verifiche da parte delle autoritá competenti, come previsto per legge.
giobatta
9 anni fa
Purtroppo a Spoleto c'è troppa gente che apre bocca solamente per sparare veleno sensa un minimo di competenza ,la cosa più grave è che frange piccolissime di politica amano cavalcare (inutilmente)il cavallo della protesta. La risposta dell'Ass.Cappelletti ampiamente esaustiva,metta a tacere una volta per tutte accuse dannose per il tessuno Spoletino.
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