politica

'Migliorare i servizi con i fondi del contenzioso sul torrente Argentina'

 

Mozione di Capitani (Pd) per 'sbloccare' circa 2mln 6mila euro

 

Pubblichiamo di seguito il testo della mozione con cui il cosigliere comunale Capitani (Pd) chiede di destinare i fondi del contenzioso sulla captazione dal torrente Argentina al miglioramento della qualità dei servizi al cittadino.


Premesso
che nel 2003 a gestire le centrali idroelettriche per la produzione di energia era l'Enel, la quale
lamentava il fatto che dal torrente Argentina venivano sottratte risorse idriche per uso umano
potabile per alimentare l'acquedotto della città di Spoleto e delle zone limitrofe. Così facendo,
l'Enel riteneva che ad essere intaccata era stata la portata dello stesso torrente e di conseguenza si
erano registrati cali notevoli al Fiume Vigi, al Fiume Nera e quindi anche al Fiume Tevere,
comportando minori possibilità di sfruttamento da parte delle centrali idroelettriche lungo i vari
corsi fluviali. Pertanto la questione è finita nelle aule del Tribunale Regionale delle Acque
Pubbliche di Roma che inizialmente si era espresso a favore della società privata subentrata ad Enel
nella gestione delle centrali. A farne le spese erano stati quindi la Valle Umbra Servizi ed il
Comune di Spoleto, condannati ad un risarcimento. Infatti in data 31 Maggio 2004 la Endesa Italia

S.p.a. ha proposto ricorso contro il Comune di Spoleto e la società Valle Umbra Servizi S.p.a. per
ottenere il risarcimento dei danni per illecita sottotensione d'acqua relativamente alla derivazione
destinata alle centrali elettriche della ricorrente, facendo notare che tale sottotensione era da
attribuire alla captazione d'acqua dalla sorgente Argentina che il Comune di Spoleto e la V.U.S.,
eseguivano nonostante fossero privi di titolo concessorio.
Considerato
che con sentenza n. 38/08 resa dal Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche in data 08 Maggio
2009 il Comune di Spoleto veniva condannato al pagamento della somma 314.937,00 oltre interessi
e la VUS al pagamento della somma di euro 1.572.981,00 oltre interessi come risarcimento danni
per il periodo novembre 2000, dicembre 2001 per il Comune di Spoleto e per il periodo gennaio
2002, agosto 2006 per la V.U.S.;

che il risarcimento dei danni si arresta all'agosto 2006 in quanto a partire da tale data il Comune di
Spoleto ha ottenuto una concessione per la captazione di acqua dalla sorgente Argentina che faceva
seguito ad una richiesta di concessione del Dicembre 1999.


Tenuto conto
che nel 1992 a seguito di un ricorso dell'Enel, il Consorzio dell'Acquedotto dell'Argentina, era già
stato condannato al risarcimento dei danni per l'illecita sottotensione di acqua;

che tale condanna, pronunciata dal Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche di Roma con
sentenza n. 7/94, confermata dal Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche con sentenza n. 66/97 e
dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 906/99 prevedeva un risarcimento di 2.5 milioni di euro al
gestore delle centrali da parte di V.U.S e Comune di Spoleto;

che nel 2004 è stata inoltrata al Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche un'ulteriore causa per
risarcimento dei danni da parte del nuovo soggetto titolare delle centrali elettriche Endesa.

Constatato
che nel 2006 l'Ati 3 ha promosso un'apposita legge regionale -poi emanata nel 2006 da palazzo
Donini -con cui si stabiliva che "le risorse idriche sottratte per l'utilizzo umano potabile, non
potevano essere considerate come eventuale danno in diminuzione della portata e quindi non
conteggiabili come richiesta di risarcimento", sanando così anche i precedenti ed eventuali richieste
future.

Preso atto del fatto
che a seguito dell'emanazione della legge regionale sopra riportata l'Ati 3, Vus Spa e Comune di
Spoleto hanno ripresentato un ricorso che è giunto a chiusura nel febbraio 2017;

che quindi dopo tredici anni il Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche con sentenza pubblicata
nel mese di maggio 2017 ha messo un punto definitivo alla questione legale che ha coinvolto i vari
enti pubblici ribaltando il primo grado e dando ragione al Comune di Spoleto, alla V.U.S. ed all'ex
A.T.I. 3;

che l'attuale società, che ha in capo la concessione delle centrali idroelettriche, non solo non potrà
più pretendere nulla, ma dovrà anche restituire quanto versato in acconto dal Comune di Spoleto,
ovvero 115mila euro.

Alla luce di quanto esposto il Consiglio Comunale IMPEGNA il Sindaco del Comune di
Spoleto e la Giunta:
-ad assegnare i 115.000 euro del Comune di Spoleto ed i circa 2.5 milioni di euro appostati

dalla V.U.S. a copertura del risarcimento stabilito nella prima sentenza a disposizione dei

cittadini di Spoleto investendoli sul nostro territorio al fine di migliorare la qualità dei

servizi al cittadino.

Spoleto, 30 Luglio 2017

Il Consigliere Comunale del P.D.

Massimiliano Capitani

per conto del Gruppo Consiliare del PD

 

 


 



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I commenti dei nostri lettori

cavolo

9 anni fa

chi si rivede......pensavo non era piu' Consigliere Comunale, era sparito. Allora forse e' vero che tra un pò si rivota!!!!!!!!!!

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