società

La paura

 

 

La paura è un bel carburante per guadagnare pugni di voti. Duelli a suon di colpi bassi fra politici e giornalisti lunari, che nonostante tutto e tutti non alzano mai la testa al di sopra del proprio ombelico. I primi danno la caccia all'untore, meglio se ha la pelle scura; gli altri più è scura la pelle, più aumenta la


loro convinzione che siano dei prescelti, con cui costruire un'arca ideologica e far navigare tutti in una presunta e prossima beatificazione collettiva. Al grido di accogliere, assistere, senza uno straccio di pianificazione, condannano chiunque provi a balbettare qualche timida protesta. Infilano gli immigrati nei centri di accoglienza, dimenticandosene subito dopo, oppure li distribuiscono un po' ovunque, facendo le fortune di cooperative nate per lucrare sul fenomeno. Molti sono abbandonati in strada, ma i difensori dell'accoglienza tout court tacciano di razzismo chiunque provi a balbettare qualche obiezione.

La verità è che siamo frastornati, assistiamo alle stragi di chi si è impossessato impropriamente del nome di un Dio, e per suo conto decide che chiunque lo rifiuti o lo discuta debba morire. Ci sono personaggi che sguazzano in questo stagno melmoso dove ogni verità viene negata, in preda alla cecità sociale. Costoro esistono solo perché alimentati da una isteria di buonismo, sgomitano per pontificare.

Così in preda alle incertezze del futuro, si invoca l'uomo forte, solo al comando, qualche furbacchione lo ha capito, e propina sciocchezze demenziali come soluzioni dei problemi. Sono maghi e cartomanti della politica, ultimo rifugio per i disperati. Loro lo sanno bene, e non importa se tutti noi in questo tempo siamo costretti a navigare senza rotta, e sempre più alla deriva. Più che un passaggio epocale per crescere, le nostre vite sono ormai un bivacco di anime incerte e smarrite. Spenti i fuochi dell'umanità e della fratellanza, spogliati del cuore, si cammina fino al prossimo accampamento, per spartirsi l'odio.



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I commenti dei nostri lettori

Daniele Ubaldi @ Massimo Zuccaccia

9 anni fa

Quando? Quando gli ideali, la filosofia, la visione della societá e del pianeta Terra riprenderanno il loro posto fra gli uomini, al momento occupato dal profitto, dallo sfruttamento della forza/lavoro, dal sempiterno schiavismo del capitale. Ti abbraccio

Massimo Zuccaccia

9 anni fa

Hai proprio ragione, Amico mio: l'umanitá ha ormai soltanto un valore commerciale! Ho scritto "ormai" ma dovremmo prenderne atto e basta, con tutta l'amarezza possibile. Questa triste epoca, contro la quale è inutile ribellarsi, è iniziata con la prima guerra mondiale, e continuerá per qualche secolo ancora: è c 'epoca che Steiner chiama "la guerra si tutti contro tutti"; il mondo è sempre in guerra, anche quando non vediamo eserciti schierati. L'umanitá come merce, dicevo, e non mi riferisco soltanto alla "carne da cannone". All'inizio dell'ultimo decennio del secolo scorso abbiamo inventato le aziende sanitarie, becero esempio della mercificazione della salute, alla faccia di qualche articolo della Costituzione e della Carta dei Diritti dell'Uomo; di pari passo sono nate le cooperative sociali, che di sociale, il più delle volte, hanno ben poco. Ora sono nate le cooperative per l'assistenza ai migranti, i campi di raccolta (o di concentramento), identificazione e smistamento (lascerei stare il termine "accoglienza)....Se anche questo non è mercimonio, come altrimenti vogliamo chiamarlo? Parli, giustamente, di politica, ma dov'è? E' politica il comportamento di chi raccoglie queste persone, per lo più illuse dalle nostre pubblicitá, dalle immagini televisive che diamo del nostro mondo, per poi sfruttarle, pagandoli con pochi spiccioli e senza alcun diritto, in edilizia, in agricoltura....? Quando tornerá il tempo in cui potremo di nuovo parlare di Politica (maiuscole e minuscole non sono casuali) e di occuparci seriamente dei problemi e delle aspettative delle Persone?

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