politica

Dominici (Misto) presenta una mozione sul Patrimonio dell'Ex comunità Montana-Sportello del Cittadino

 

 

Come è noto, con l'art 63 della legge regionale 23 dicembre 2011, n.18, concernente la riforma del sistema amministrativo e delle autonomie locali, le Cinque comunità Montane dell'Umbria sono state soppresse e sottoposte a gestione commissariale. Le relative funzioni sono state


 assegnate alla Agenzia Forestale Regionale e alle Unioni Speciali dei comuni. L'Agenzia Forestale Regionale è stata costituita, non cosi le Unioni Speciali dei Comuni. Con successiva legge regionale n. 10/2015, nel disporre la soppressione delle Unioni Speciali dei comuni, fu disposto che le funzioni rimaste alle comunità Montane fossero esercitate dai comuni o loro forme associative, funzioni previste dall'allegato B della legge regionale medesima. Successivamente con legge regionale n.18 del 29/12/2016 è stato previsto che i Commissari Liquidatori delle comunità Montane adottassero un piano di liquidazione unico per tutte le comunità Montane nel rispetto di linee guida dettate dalla Giunta Regionale che dovrebbe disporre in modo congiunto per tutte le comunità Montane. Più recentemente la Giunta Regionale con deliberazione n. 835 del 24/07/2017 ha dettato degli indirizzi per una nuova legge regionale da adottare al più presto, entro la dell'anno, prendendo atto delle difficoltà emerse nella predisposizione del piano unico di liquidazione e della allocazione del personale dipendente.Quel che interessa rilevare in questa sede è la mancanza di chiarezza che emerge sulla destinazione del patrimonio delle comunità Montane.
In particolare la fine che farà l'edifìcio sede della comunità Montana in Via Antonio Busetti, ma anche tutto il restante patrimonio della Comunità Montana al quale, nel corso degli anni il Comune di Spoleto ha contribuito alla sua formazione con i propri fondi. Si ricorda in proposito che almeno il 50% delle spese sono state a carico del Cmune di Spoleto che pagava la quota associativa più alta di tutti i restanti comuni. La comunità Montana che riguarda la nostra zona omogenea (Monti Martani, Serano e Subasio) non ha debiti, anzi sembra che sia in avanzo di amministrazione, mentre altre Comunità Montane (in particolare quella dei Monti del Trasimeno) ne hanno per svariati milioni. Con le leggi sopra citate la Regione dell'Umbria ha specificato che gli eventuali debiti debbano far carico ai comuni associati, mentre non è chiaro che fine farà il patrimonio. Quali conseguenze avrà l'adozione di un piano unico di liquidazione?

Significa forse che il patrimonio della Comunità Montana di cui fa parte il comune di Spoleto servirà per pagare i debiti delle altre Comunità Montane? Attualmente con i trasferimenti degli uffici dello Sportello del Cittadino e del restante personale del comune di Spoleto che occupava spazi nella sede predetta. nessun presidio comunale è presente nella sede medesima. Questo cosa comporterà: che a fronte di un presunto risparmio nel pagamento dell'affitto dei locali alla Comunità Montana (cosa tutta da dimostrare viste le spese che derivano dal trasferimento: parcheggi gratis, navette a disposizione, trasferimento linee informatiche ecc.) il Comune perderà ogni titolo sui beni patrimoniali della Comunità Montana a seguito della liquidazione della stessa?

Il danno per la cittadinanza sarebbe enorme. C'è di più: il personale delle comunità Montane dovrebbe essere trasferito, stando alla citata deliberazione della Giunta Regionale, in parte alla Agenzia Forestale ed in parte alla Regione, sembrerebbe quindi che nessun trasferimento avverrà a favore dei Comuni, questo potrebbe avvalorare l'idea che a fronte dei costi del personale che la Regione dovrebbe sostenere, la stessa debba acquisire anche tutto il patrimonio delle comunità Montane e disporne a suo piacimento. La rinuncia del Comune ad ogni spazio nella sede della Comunità Montana e a qualsiasi trasferimento di personale potrebbe quindi portare alla perdita di ogni diritto sul patrimonio della stessa. Si ricorda che questo patrimonio è il più consistente in termini di valore economico, di quello di tutte le altre comunità Montane. In conclusione sarebbe opportuno che, quanto meno, la Giunta comunale, diffidi la Regione ad adottare atti in merito al patrimonio della comunità Montana, di cui il comune di Spoleto è membro. che non
prevedano un reinvestimento delle risorse nel nostro comprensorio e che al contrario vengano utilizzate per pagare i debiti contratti da altri enti.

Tutto ciò premesso e considerato:

DELIBERA

1) Di impegnare il Sindaco e la Giunta ad adottare atti di diffida nei confronti della Regione dell'Umbria idonei a salvaguardare l'intero patrimonio della ex comunità Montana di cui il Comune di Spoleto è proprietario per una quota pari al 50%;

2) Di investire le risorse derivanti dall'eventuale alienazione del patrimonio nel territorio dello spoletino duramente provato da una crisi di carattere generale;

3) Di coinvolgere nell'azione di difesa dell'intero patrimonio della ex comunità Montana dei Monti Martani e del Serano i Sindaci dei comuni interessati.

 


 



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I commenti dei nostri lettori

basilio rapucci

9 anni fa

C'è questa mozione dell'evergreen Dominici, il quale da "buon politico locale" riesce a costruire un teorema riguardante l'ex comunitá montana , quella soppressa nel 2011. Sulla base del ragionamento fatto ( che non è di immediata comprensione) lo stesso asserisce che il nostro Comune con risorse proprie ( quindi dei cittadini della ns comunitá), hanno sostenuto spese dirette per il pagamento dei ratei di affitto degli edifici di Via dei Filosofi. Sempre secondo il Suo ragionamento detti ratei pagati in nome e per conto dei cittadini di Spoleto in proporzione al peso del peso della nostra cittá nell'associazione di riferimento, dovrebbero essere a noi rimborsati, oppure dovrebbero costituire un titolo di proprietá ( relativo a quanto da noi anticipato, nel periodo di riferimento). Sull'argomento nutro qualche dubbio, ma quando mai le cose fossero ben rappresentate dall'esimio rappresentante, non ci rimane altro che agire sulla base degli articoli del codice civile che disciplinano questa situazione. Ora, in questa circostanza dopo il proseguimento dei ragionamenti fatti da il Sig. Dominici, in merito alla mozione presentata, arrivo a commentare la fase finale della stessa dove Lui in piena autonomia delibera i tre punti che dovrebbero inchiodare l'amministrazione comunale ad agire e precisamente: 1) ad impegnare il Sindaco e la giunta ad adottare atti di diffida nei confronti della Regione dell'Umbria..... 2) ad investire le risorse derivanti da questa transazione a favore di soggetti diversi di quelli che avrebbero sostenuto le spese. 3) a coinvolgere nell'azione di difesa di questi diritti gli altri soggetti interessati. Apprezzo la modestia del soggetto in questione e ad esso perdono anche i piccoli errori di espressione che ha usato. 1) le delibere di solito vengono prese da organi collegiali, forse lo stesso voleva dire che il gruppo misto dove lo stesso è confluito la pensano come lui, e che in modo collegiale hanno deliberato questi punti. In questo caso Lui sarebbe il portavoce del gruppo misto. 2) i soldi anticipati dovrebbero essere restituiti a chi li ha versati, e poi magari gli stessi con decisione autonoma, potrebbero devolverli in beneficenza. 3) i diritti reali sono difendibili per legge e quindi non è obbligatorio effettuare delle trans-action, per poterli difendere. Uno che è titolare del 50% di questo diritto può agire in piena autonomia a prescindere dal pensiero degli altri aventi diritto.

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