società

L'indipendenza non é un referendum

 

 

La Catalogna dice addio al suo sogno indipendentista, arraffando le sue ultime confuse idee il governatore fugge in Belgio. La regione gode di uno statuto speciale, oltre a conservare la propria lingua, una delle poche cose negate è l' autonomia 


fiscale. La regione rappresenta il 20% del P.i.l della Spagna, naturalmente l'idea romantica della indipendenza è solo un paravento dietro cui si nascondono interessi economici. Manovrare le masse con le distrazione dell'ideale da raggiungere è sempre stata una prerogativa del potere economico. Libertà è una parola pericolosa se chi la pronuncia rappresenta un tentativo di delegittimazione dello stato democratico. La Catalogna è stata una delle protagoniste della lotta contro il franchismo , orgogliosa e vincente, fino a diventare una delle poche regioni trainanti della economia nazionale. Lo stralunato progetto nasce proprio da questo, molti soldi, tanti, la tentazione di poterli amministrare, senza nulla dare al governo centrale, è chiaro che dietro al tentativo c'è il coinvolgimento delle forze industriali e speculative. Che senso ha oggi rivendicare il diritto di essere sovrani, costruendo dei piccoli stati all'interno dell'idea europea? Appare chiaro l'obiettivo di accaparrarsi tutto quello che si produce e ne deriva, è francamente ridicola mascherarla da lotta contro la tirannia del governo spagnolo, peccato che al comando abbiamo messo un don Chisciotte fuggitivo con i Sancho Panza lasciati a pagare la follia. Ora il tentativo della farsa spagnola, si tenta di replicarla in Italia, il Veneto e più timidamente la Lombardia, non chiedono la secessione, ma più autonomia, guarda caso le regioni trainanti della nostra economia, con il mai dimenticato slogan " Roma ladrona " , miserevole camuffamento per trattenere e gestire le proprie risorse. La paura è, e se il granducato di Toscana avanzasse diritti? Un brivido percorre la penisola, c'è un tipo che se ne andava in giro con un trenino tutto suo, abbiamo anche noi un don Chisciotte, il vagone dove viaggiava era pieno di Sancho Panza, travasati dal parlamento.


 



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