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L'ospedale di Spoleto... visto da vicino
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L'ospedale di Spoleto... visto da vicino
Questa volta non li ho visti da lontano, anzi ho avuto un incontro ravvicinato con la realtà dell'ospedale di Spoleto. Un malore mi ha costretto al pronto soccorso. Di notte, sul tardi, dove il tempo si dilata, diventa pigro, sonnolento. Improvvisamente però al mio ingresso, il meccanismo si rianima, prende il suo ritmo.
Infermieri e medico di turno arrivano, ascoltano, sorridono, mi tranquillizzano, dialogano, fanno le prime indagini, il tutto senza ignorare i pazienti distesi sui letti e poltrone attigue. Pur dolorante, osservo i silenziosi percorsi di ognuno, concentrati, nessuna forzatura di comportamento, finché mi viene data la diagnosi e un consiglio, devo sottopormi ad un intervento, prima un breve ricovero in chirurgia x ulteriori accertamenti, prenderanno poi loro la decisione e stabilire tempi e modi. Trovano il modo di rasserenarmi, con calma e pacatezza, sulla facilità di una operazione, diventata ormai di routine. Il dolore è quasi scomparso, mi sembra del tutto naturale arrivare in reparto, mi addormento ormai esausto. Scrivo tutto questo, non certo per farvi sapere i fatti miei, ma per smentire tanti luoghi comuni, ovvietà , banalità e critiche a cui è spesso esposto il personale. Mi sono imbattuto, in un giovane cardiologo, che sembrava avere il dono dell'ubiquità, di mattina, solo, affrontava diverse emergenze, caparbio e gentile, una parola per tutti, ed ha trovato anche il tempo di augurarmi buona fortuna, prima di essere riassorbito dal lavoro. Nel reparto chirurgia ho trovato rispetto e umanità ed un medicinale salvavita : il sorriso. Nell'angoscia di ogni paziente il sorriso apre l'anima, attenuando le sofferenze. Il personale infermieristico e medico capace, educato e disponibile. La mattina, prima dell'operazione chirurgica, sollecitato, scambio qualche battuta spiritosa con chi si prenderà cura di me, per allentare la tensione. Nel post intervento una sensazione difficilmente riscontrabile in molti altri ospedali, mi sono sentito un uomo soccorso, confortato, aiutato da altri esseri umani. Questa realtà dell'ospedale di Spoleto è un patrimonio da salvare, proteggere e ringraziare.
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