società
Il perenne carnevale della politica e della stampa...
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Il perenne carnevale della politica e della stampa...
Dopo il potere legislativo, esecutivo e giudiziario, esiste un quarto potere ed è la comunicazione. La stampa, e non solo, può determinare ascesa e caduta di uomini politici, fare il tiro al piccione ai personaggi scomodi, distruggere la reputazione, ridicolizzare, spaventare o idolatrare. Fare cartello per eliminare chi si oppone
al sistema ormai collaudato, una trama fitta di complicità, una rete di sodali che strozza qualsiasi tentativo di rinnovamento. Soffocare alla fonte sorgenti nuove, isolando voci, ignorando volutamente la ragione, distribuendo patenti di onestà e moralità, indagare sulle mezze frasi per costruire un'accusa, rivoltando ad arte qualsiasi concetto contrario, fino a farlo incastrare con i pezzi di chi gestisce il puzzle del comando. Ho visto il film The Post, semplice e potente, asciutto e convincente. Un dossier segreto sulla guerra del Vietnam commissionato dalla casa bianca , dai vari presidenti degli Stati Uniti dell'epoca, è giusto divulgarlo?
La vicenda è realmente accaduta, non mi soffermo sulla strepitosa Meryl Streep, il punto è: "La stampa è al servizio del governo o dei governati?" Senza cadere nel qualunquismo, si può dire che ci sono seri dubbi sugli intenti delle testate giornalistiche? In ogni paese dove c'è libertà di stampa, non sempre si è veramente liberi di formarsi un'opinione al di là e al di sopra di ogni dubbio, specialmente nel periodo delle elezioni politiche.
Dichiarazioni assurde, progetti irrealizzabili, mercato delle vacche, il tutto sottaciuto o quantomeno alleggerito, edulcorato. Nel caso Italia nessuno dice in modo netto, potete anche andare a votare, ma chi poi siederà in parlamento lo decidiamo noi (il noi sta per i partiti politici) anche se su questo ho delle riserve, ormai ogni movimento politico è personalizzato e dunque decide un uomo solo. La stampa dovrebbe comunicare con un linguaggio accessibile a tutti, non lo fanno, non possono farlo.
Penne fantastiche, con accento saccente, che disegnano un bazar labirintico di parole, dove il lettore si perde. Assistiamo impotenti al circo mediatico, somigliante sempre più ad un vero spettacolo circense. Il domatore grintoso che promette guerra alle ingiustizie, galere sicure alla delinquenza, lo spregiudicato, cinico demolitore e trasformista. L'illusionista, che mette in scena da anni lo stesso numero e nonostante questo continua a far cadere in trance il pubblico, poi c'è il ragazzo attrezzista che è sveglio e sta imparando in fretta, per debuttare in pista, a voi identificarli. A me pare importante rendere merito ai 20 giornalisti sotto scorta, che non hanno dimenticato l'onore e l'onere di raccontare la verità. Ed è questa lo spazio mancante, introvabile: potete sfogliare, leggere, cercarla, ma non la troverete mai.
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I commenti dei nostri lettori
Poveri noi!
8 anni fa
E visto che ci siamo diciamocela tutta:: La colpa di chi è?....Non è forse del popolo che non fa nulla per ribellarsi a questo sistema?..Non è forse del popolo che gli piace farsi prendere per i fondelli?...
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