cultura e spettacolo

14 giugno 1944-14 giugno 2018: Casa Rossa celebra i 74 anni dalla liberazione di Spoleto

 

Dalle 18 alle 21 ai giardini di via Matteotti con musica, testimonianze e un bicchiere di vino per tutti

 

"Testimonieranno le gesta della lotta partigiana parenti e amici di coloro che combatterono per la libertà. Porteranno il loro saluto coloro che oggi tengono alti i valori di libertà e giustizia sociale della Resistenza". Casa Rossa celebra il 74esimo anniversario della liberazione di Spoleto dai nazifascisti


"perché il ricordo non si asciughi", oggi pomeriggio (14 giugno) dalle 18 alle 21 ai giardini di via Matteotti. Un omaggio ai partigiani con musica e un bicchiere di vino per tutti. "Ora - scrivono dall'associazione culturale citando Bertold Brecht - occorre vedere e non guardare in aria, occorre agire e non parlare. Questo mostro stava per dominare il mondo. I popoli lo fermarono ma il grembo da cui nacque è ancor fecondo".

Significativo il ricordo del partigiano Francesco Spitella sulla Liberazione di Spoleto, avvenuta il 14 giugno del 1944. "Quando vidi Baii cadere, tirai con il mio moschetto tre colpi verso la finestra da dove era partita la raffica, per cercare di impedire a chi era dentro di mettere di nuovo fuori la testa. Colpirli sarebbe stato difficile da dove mi trovavo. Presto gli uomini di Spampinato presero il Mulino. Sopraggiunse quindi un camion carico di partigiani. Urlavano e cantavano Bandiera Rossa. Tra loro c'erano Principi Dario, Donati Lionello e molti altri che provenivano dalle brigate 'Gramsci' e 'Melis'. Quando, dopo avermi visto, mi riconobbero, fecero salti di gioia. Mi tirarono sul camion, quasi di forza; quasi mi soffocarono di abbracci.' Francuccio, Francuccio' strillavano baciandomi sulla testa. Erano diretti a San Giacomo. 'Spoleto è già nostra', mi dissero. Lungo il viale della Stazione mi resi conto che effettivamente la città era in mano dei partigiani. Uomini armati, con una fascia bianca sul braccio, con una scritta in inglese che non so cosa significasse, erano un po' dappertutto".

In queste parole di un Partigiano, Spoleto nel giorno della Liberazione dai nazifascisti. 56 morti sulle montagne di Spoleto e della Valnerina, quasi 500 in Umbria per cambiare il mondo. "L'Italia di oggi però - scrive ancora Casa Rossa - non assomiglia neanche lontanamente a quella immaginata da chi prese le armi per liberare il paese. Basta averli sentiti parlare i Partigiani, aver visto i loro occhi, per avere una idea della distanza abissale che separa le loro speranze dalla realtà odierna. Il dovere di ogni antifascista è quello di far sì che il ricordo non si asciughi e combattere come allora, contro gli egoismi delle classi dominanti e i nazionalismi, contro l'odio razziale e la servitù verso i potenti".



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I commenti dei nostri lettori

Alessandro

8 anni fa

Solo curiositá storica. Sul manifesto c'è una foto d'epoca. E' forse relativa alla "volante rossa" ? Perchè da quanto ho letto, sia la "Banda Melis" sia la "Banda Tito" andavano a piedi.

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