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Laureti-De Augustinis, verso il ballottaggio in un silenzio di piombo
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Laureti-De Augustinis, verso il ballottaggio in un silenzio di piombo
Prove di apparentamento nel centrosinistra, linea ferma sul fronte opposto. Tra malumori e veti bipartisan Spoleto va incontro al 24 giugno
Il silenzio è piombo, in queste ore. L'ultimo atto della Grande Corsa 2018 si avvicina, al 24 giugno mancano appena giorni, Ancora meno, una manciata di ore, ne mancano al 17, data ultima per stipulare apparentamenti ufficiali. I due contendenti rimasti in gara limitano al minimo le uscite
pubbliche, preferendo lavorare a bocca chiusa in vista del ballottaggio. Ma se De Augustinis sembra orientato a non concedere aperture formali, che comporterebbero l'ingresso in giunta e in consiglio di diversi elementi della coalizione Civica-Popolare che sostiene Maria Elena Bececco, la Laureti ha spinto fin dal lunedì - sostenuta in questa linea dalla stessa presidente della Regione Umbria Marini - per raggiungere un accordo con la grande esclusa dalla tappa finale, vale a dire proprio la vicesindaco uscente.
Martedì sera, a Villa Redenta, l'intero gruppo dirigente e i candidati della coalizione avevano detto "no" ad apparentamenti con la Bececco. Poi, ieri sera, il centrosinistra ha improvvisato una riunione non ufficiale, alla quale non è stata convocata l'unione comunale del Pd né la totalità dei candidati delle liste. Un incontro informale per decidere il da farsi, mentre il tempo stringe e il ballottaggio si avvicina. Una trentina, in tutto, i partecipanti, ciascuno con la propria legittima visione politica. L'immagine d'insieme che è emersa dall'incontro è quella di una sostanziale apertura nei confronti della vicesindaco, a patto però che dell'accordo non facciano parte gli assessori uscenti Antonio Cappelletti e Gianmarco Profili, quest'ultimo - già militante di Alleanza Nazionale - definito di oltre l'estrema destra da più di uno dei convenuti. Il pregiudizio del centrosinistra riguarda anche, sia pur in maniera più velata, il consigliere comunale uscente con delega allo Sport Roberto Settimi. Si tratta, come noto, di tre figure-cardine del gruppo dirigente che sostiene la vicesindaco, cui difficilmente la Bececco rinuncerà in nome di un accordo programmatico con Camilla Laureti.
Proprio il programma, sbandierato da Alleanza Civica e Spoleto Popolare durante la prima parte della campagna elettorale, rappresenta il principale ostacolo a un apparentamento di tal genere. Maria Elena Bececco e la sua coalizione hanno da sempre definito "disastrosa" la situazione finanziaria in cui versava l'ente al momento del loro insediamento a Palazzo Comunale, nel 2014, attaccando in maniera esplicita le precedenti giunte di centrosinistra. Di più: Cappelletti e Profili, ai tempi dell'opposizione, sono fra coloro che denunciarono l'allora sindaco Daniele Benedetti e l'assessore al bilancio Paolo Proietti per presunte irregolarità nel bilancio. Difficile ora pretendere di governare insieme: un concetto che, in teoria, vale per entrambi gli schieramenti.
E mentre alcuni candidati del Pd e la totalità di Spoleto Sì ribadiscono la propria contrarietà all'apparentamento, alcuni circoli del Partito democratico sembrerebbero già pronti ad uscire con delle note infuocate in tal senso, ricordando alla Laureti gli impegni presi sulla discontinuità con l'amministrazione uscente. Ad ogni modo, la riunione di ieri si è chiusa con un "sì" condizionato all'apparentamento, a patto che Profili, Cappelletti e Settimi non facciano parte della prossima giunta - dunque "no" alla riedizione di quella precedente - e che prima di decidere si convochino tutti i candidati e i membri dell'assemblea comunale del Pd.
Insomma, dall'incontro di ieri sera non è scaturito un vero e proprio mandato a cambiare la linea di martedì scorso, che necessita il via libera degli organismi ufficiali del partito. L'opinione largamente diffusa vuole che, se proprio apparentamento ci deve essere, allora lo si dovrà siglare nel segno della discontinuità e con l'esclusione delle tre figure di cui sopra. E mentre c'è chi ha già fatto sapere che non è disposto a correre per un simile binomio in vista del ballottaggio, rimane tutta da verificare l'opinione degli elettori dei 5 Stelle e della Sinistra per Spoleto, tendenzialmente più vicini alla Laureti rispetto a De Augustinis, ma che potrebbero anche decidere di comportarsi diversamente - per esempio non recandosi alle urne - in caso di un apparentamento con la Bececco.
Sull'altro fronte, De Augustinis non ha ancora proposto apparentamenti di sorta alla vicesindaco che, per estrazione politica e culturale, è molto più vicina alla coalizione di centrodestra. E non lo farà. Il magistrato, come noto, ha improntato la sua campagna elettorale sulla trasparenza, dote che - dal suo punto di vista - non riconosce completamente all'operato dell'amministrazione uscente. Ciò detto, la Bececco e il suo gruppo di 48 candidati hanno ampiamente dimostrato di essere amati e stimati dagli spoletini, specialmente dall'elettorato di Forza Italia ma non solo, dato che al primo turno hanno pescato più di qualcosa anche a sinistra. Per questo motivo, anche in nome della pacificazione cittadina, De Augustinis potrebbe proporre agli esponenti di Alleanza Civica e Spoleto Popolare l'ingresso all'interno della maggioranza con i quattro consiglieri comunali conquistati al primo turno, premiando il consenso popolare ricevuto e garantendo loro ampia visibilità istituzionale e politica, senza tuttavia apparentarsi formalmente con le conseguenze che ciò comporterebbe. Il candidato del centrodestra tiene molto alla propria autonomia e, sotto questo aspetto, vuole ritrovarsi una maggioranza in consiglio comunale indipendente dagli eventuali "alleati della seconda ora". I quali, ovviamente, avrebbero ampio riconoscimento ma senza potere di "ricatto contrattuale" fra i banchi del consiglio.
Ad ogni modo, questa sera proprio a Villa Redenta le truppe del centrodestra si incontreranno per fare il punto e decidere l'ultima offensiva, in vista di un ballottaggio che pare sarà deciso dalla formazione terza classificata. Per il momento, però, solo silenzi bipartisan. Silenzi di piombo.
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