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Amministrative 2018, come cambia lo scacchiere dopo l'apparentamento: le dichiarazioni dei protagonisti
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Amministrative 2018, come cambia lo scacchiere dopo l'apparentamento: le dichiarazioni dei protagonisti
L'entusiasmo di Laureti e Bececco, l'ironia di De Augustinis. Partita l'ultima tappa della Grande Corsa
Alla fine l'accordo lo hanno raggiunto. La vicesindaco uscente Maria Elena Bececco appoggia l'assessore alla Cultura uscente Camilla Laureti, in un'ottica di continuità con il passato e di prosecuzione con il lavoro sino ad oggi svolto. Il piano della governatrice Marini, che oggi sul suo profilo Facebook scrive "Brave... e ora al lavoro!", si realizza puntuale mentre il Pd cerca disperatamente di metabolizzare la capitolazione di Terni, affilando
le armi in vista del 2019 con le comunali di Perugia e Foligno ma, soprattutto, del 2020 con le regionali che lo vedono assolutamente sfavorito per la vittoria finale, addirittura dietro ai 5 Stelle.
Ma a Spoleto la musica potrebbe essere diversa. Con l'accordo formalizzato questa mattina, il fronte del centrosinistra e le due liste civiche Spoleto Popolare e Alleanza Civica potrebbero invertire, localmente, una tendenza che oggi appare irreversibile a livello nazionale. Se così dovesse essere, cioè se Camilla Laureti dovesse uscire vittoriosa dal ballottaggio grazie all'iniezione di voti civico-destroide apportatale dalla Bececco e soci, allora Spoleto potrebbe essere la fucina politica, la pur piccola roccaforte amministrativa da cui il centrosinistra potrebbe pensare di ripartire per la riconquista di credibilità e consenso. Senza dubbio la grinta alla candidata sindaco non manca.
Tra l'altro, conti alla mano, con i nuovi assetti in caso di vittoria al ballottaggio del duo Laureti-Bececco il consiglio comunale sarebbe composto, in maggioranza, da 6 consiglieri del Pd, altrettanti delle due liste civiche che appoggiano la vicesindaco uscente, 2 per la lista civica di Camilla Laureti e uno per i socialisti di Spoleto Sì. All'opposizione resterebbero 5 consiglieri della Lega, 2 di Laboratorio Spoleto e uno ciascuno per Forza Italia e Sinistra per Spoleto, che dunque tornerebbe a far sentire la voce di una sinistra alternativa al Pd nel massimo consesso cittadino dopo nove anni. Per contro, qualora fosse De Augustinis ad imporsi al ballottaggio, al binomio Bececco-Laureti non resterebbero che 4 consiglieri del Pd, uno per la lista civica Ora Spoleto e 2 ciascuno per Spoleto Popolare e Alleanza Civica.
"Abbiamo raggiunto l'accordo sulla base di dieci punti programmatici condivisi - dichiara Maria Elena Bececco a Spoletonline - e il mio ingresso in giunta come vicesindaco. Riguardo gli altri assessori, valuteremo. Per il momento dobbiamo pensare a vincere il ballottaggio ed entrare quindi in consiglio comunale tra le forze di maggioranza".
"Sono soddisfatta e contenta - le parole a caldo di Camilla Laureti - perché penso che questo sia un grande atto di pacificazione per la città. Lo è ancor di più in un momento del genere in una città come la nostra. C'è bisogno di pacificazione, a Spoleto e non solo. L'ho detto durante tutta la mia campagna elettorale, improntata dall'inizio alla fine sul 'pro' e mai 'contro' qualcuno o qualcosa: ritengo che la pacificazione sia l'unico modo per poter portare avanti i grandi progetti di questa città". E a chi parla di inciuci o di scambio di consensi per poltrone, la Laureti risponde: "Penso che in un momento come questo occorra anche andare oltre quello che può essere la storia delle persone, in nome di quei punti condivisi e per il futuro della città. E' un grande atto di responsabilità".
Diverso, ovviamente, il pensiero di Umberto De Augustinis, in vantaggio al primo turno con il 37,21% (33,94 la Laureti) ma ora rimasto da solo contro tutti, anzi tutte, in vista del ballottaggio. "Ammiriamo la coerenza che ha caratterizzato questo apparentamento", dichiara con un sorriso a Spoletonline. "In politica bisogna almeno sperare nella coerenza, è la gente stessa che se ne aspetta almeno un po', o sbaglio? Quindi ritengo che la scelta sia molto interessante ma non premi sotto il profilo della coerenza. Noi invece alla coerenza ci teniamo, e pensiamo che questa scelta renda ulteriormente affidabile la nostra coalizione".
Che piaccia o meno, la Grande Corsa 2018 sarà decisa sul filo di lana. La tappa finale è già partita.
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