politica

Ballottaggio 2018, dal fioretto si passa alla baionetta

 

Irriverente replica di Ginetti-Verini alla lettera della Bellina: 'I Furbetti del Tribunale'. La risposta del coordinamento per De Augustinis: 'Chiamate lo Zingaretti Montalbano anziché il presidente della Regione Lazio'

 

Era nell'aria, si sperava di evitarlo ma evidentemente ciò non è stato possibile: la campagna elettorale per il ballottaggio fra i due candidati a sindaco di Spoleto, Camilla Laureti di Ora Spoleto, Partito democratico, Spoleto Sì, Spoleto popolare e Alleanza civica - queste ultime due liste afferenti alla


vicesindaco uscente Maria Elena Bececco - e Umberto De Augustinis di Laboratorio Spoleto, Rinnovamento e centrodestra, sembra avere ormai preso una brutta piega. Un crescendo rossiniano che porta a venerdì sera, quando si chiuderanno ufficialmente le campagne di ambo i fronti, almeno quelle pubbliche.

Uno dei terreni di confronto-scontro fra i due schieramenti è il tribunale di Spoleto, la cui soppressione era stata auspicata tempo addietro - secondo il centrodestra - dalla stessa Regione Umbria, come ricordato in una lettera aperta anche dall'ex presidente del tribunale, giudice Emilia Bellina, moglie del candidato sindaco De Augustinis. Ieri sera il duo di parlamentari umbri del Pd Verini e Ginetti ha inteso rispondere alla Bellina con una lunga nota, dal titolo eloquente: "I Furbetti del Tribunale".
Di seguito il testo integrale:

"Che cosa non si fa a Spoleto per prendere un voto in più! E per prenderlo alterando la verità, per di più con metodi discutibili e scorretti, tanto più gravi quando a praticarli è addirittura un magistrato in pensione come la dottoressa Bellina. Ancora più gravi quando questi metodi sono usati per far prendere quel voto in più ad un candidato sindaco al ballottaggio che - per pura coincidenza - è marito del magistrato in pensione (anche lui - ahimé - magistrato in carica) che fa campagna elettorale!

Non è solo un problema di conflitto di interessi legato a elementari motivi di opportunità: è proprio una scorrettezza grave, che merita repliche nette, soprattutto da parte di chi, come noi, ha lavorato in questi anni nelle Commissioni Giustizia di Camera e Senato.

1) La riforma della geografia giudiziaria venne fatta per cercare di razionalizzare gli
uffici giudiziari. Vennero chiusi decine di tribunali e 220 sezioni distaccate. Furono scelte difficili e dolorose (in Umbria vennero chiusi il Tribunale di Orvieto e diverse sezioni distaccate), ma il Pd, a tutti i livelli, non fece demagogia e campanilismo, contrariamente alle forze che sostengono De Augustinis.

2) La riforma salvaguardò i Tribunali di Perugia, Terni e Spoleto. Esponenti della Destra come Benedetti Valentini, lavorarono per introdurre la cosiddetta "regola del 3", una regola del tutto aleatoria: se un Governo o un Parlamento, un domani, togliessero questa regola, il futuro del Tribunale di Spoleto sarebbe compromesso.

3) Fu una furbata fatta nottetempo, accorpando territori senza il minimo coinvolgimento (ricordiamo le proteste nel folignate, nella Media Valle del Tevere, degli stessi vertici giudiziari della regione), mettendo a grave rischio la posizione di Spoleto, che si trovò in una situazione di forte isolamento.

4) Il Pd e le istituzioni umbre, non condividendo questi metodi clandestini, difesero la realtà di Spoleto non per la fallace "regola del 3", ma per le potenzialità degli uffici giudiziari spoletini, per la possibilità di allargare il bacino - ma di farlo con i metodi della partecipazione e del coinvolgimento e non dei maldestri colpi di mano.

5) In questi anni il Pd a tutti i livelli (Governo, Parlamento, Regione, Consiglio Comunale) ha lavorato e sostenuto con serietà e non con la propaganda, concretamente gli sforzi per l'adeguamento di personale giudiziario e amministrativo degli uffici giudiziari e di quello di Spoleto in particolare. Questo sforzo è stato più volte sostenuto dai nostri parlamentari e ufficializzato anche con la visita del sottosegretario alla Giustizia Ferri, oggi deputato del Pd.

6) Respingiamo al mittente, quindi, le incredibili accuse contenute nell'incredibile lettera della moglie di De Augustinis. Ci aspetteremmo l'ammissione di questo gravissimo infortunio. Se non arriverà, come temiamo, vuol proprio dire che l'avversario al ballottaggio deve avere proprio raschiato il fondo di argomenti e contenuti, mettendo panni da "furbetti del Tribunale"

7) Siamo ancora più convinti, infine, che una persona come Camilla Laureti, profondamente legata alla comunità spoletina, sia la più adatta - per capacità, energia, visione - a difendere davvero, da Sindaco, gli interessi non solo del Tribunale e degli Uffici giudiziari, ma quelli di tutta la città di Spoleto e del suo futuro".

Secca la replica del coordinamento per De Augustinis sindaco, che con una nota decisamente più breve risponde ai due parlamentari e apre nuovi fronti di contrasto, sui quali - c'è da giurarci - a breve arriveranno nuove puntate.
Di seguito il testo integrale:

"Siamo stupefatti dalla replica dei parlamentari Pd Verini e Ginetti alla lettera della dott.ssa Bellina sul Tribunale. Il loro comunicato trasuda ostilità contro Spoleto e infatti non contiene alcuna risposta sulla esigenza di salvaguardia del tribunale e dei suoi operatori. La verità potrà venir fuori solo se accetteranno un dibattito pubblico con l'ex Senatore Benedetti Valentini, che ci conferma la sua disponibilità. Ciò premesso, constatiamo quanto segue:

1. che la dott.ssa Bellina sia moglie del candidato civico, appoggiato dal centro-destra e non solo, non è certo una novità. Lo sanno anche i sassi, a Spoleto. Forse non lo sa chi è di fuori, come la signora Laureti che risiede a Roma e solo oggi promuove la sua presenza sul territorio. Allo stesso tempo, non è novità che la Laureti è la compagna di un assessore regionale di Zingaretti nel Lazio: altro che "civica"!

2. Sull'intenzione di cancellare il Tribunale a Spoleto, già a suo tempo manifestata, prendiamo atto che la nota di questo Pd non smentisce. Ci aspettiamo, quindi, altri regali, in linea con la visione padronale che il potere tradizionale di Perugia ha di Spoleto: declassamento dell'ospedale, nessun completamento della Tre Valli (la loro Regione non l'ha mai messa in cima alle priorità), svendita della "Novelli", abbandono della ex Pozzi, retrocessione nell'area di crisi in pieno post-terremoto, niente fermate dei treni (la Regione ha negato i soldi necessari) e simili... importanti piccolezze!

3. De Augustinis, prima di accettare la candidatura, ha seguito ogni corretta procedura per evitare incompatibilità. La vicesindaco, passata disinvoltamente da destra a sinistra, non ha sentito il dovere di dimettersi prima di candidarsi, ma ha preferito speculare sull'immagine di un'amministrazione. Un'amministrazione, ricordiamo, votata nel 2014 dal popolo spoletino per mandare via finalmente una certa sinistra, succube di Perugia, che molti danni ha fatto nel tempo alla Città; quella stessa "area" che oggi siede dietro al duo Laureti-Bececco. Questo gruppo oggi cerca l'appoggio dei deputati di Perugia, che in realtà non tengono alle sorti di Spoleto, salvo poi criticare l'appoggio a De Augustinis da parte dell'onorevole Giorgio Mulè, un vero amico di Spoleto, che ha casa qui e che ha pubblicizzato la Città sulla più importante rivista italiana.

4. Invece di far venire in appoggio lo Zingaretti di Camilla, a leggere i giornali ci sarebbe piuttosto da chiedere l'intervento dell'altro Zingaretti, noto come il commissario Montalbano, per indagare sull'oscuro caso delle "aziende Novelli", dato che era del Pd il Vice Ministro dello Sviluppo Economico che non ha mai spiegato l'iter del fallimento e, anzi, ha tenuto fuori dalla trattativa chi aveva denunciato le "anomalie"... E, inoltre, chi c'era in quella sede in rappresentanza della città?

Ecco il senso del cambiamento tanto necessario".

 


 



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