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Ballottaggio 2018, toto-giunta shock su Cityjournal che profila un esecutivo rosso-nero
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Ballottaggio 2018, toto-giunta shock su Cityjournal che profila un esecutivo rosso-nero
Brunacci: 'Il Pd rischia di perdere la sua identità-dignità'
Rischia di scatenare un effetto domino la ridda di rumors sull'eventuale spartizione di ruoli e poltrone in caso di vittoria al ballottaggio del duo Laureti-Bececco. E' di oggi l'articolo di Marco Brunacci, pubblicato su Cityjournal, nel quale si parla apertamente di Stefano Lisci presidente del consiglio comunale a fronte di una giunta rosso-nera con sfumature di grigio, composta da
Daniela Tosti, Marco Trippetti e Massimiliano Capitani affiancati dalla vicesindaco Maria Elena Bececco, Gianmarco Profili e Antonio Cappelletti, oltre a un misterioso personaggio romano - i meglio informati parlano di un ex membro della squadra dell'ultimo Governo del Pd.
"Il Pd umbro a Spoleto - scrive Brunacci - può perdere l'ultima cosa che finora non ha mai voluto (anche a costo di pesanti rovesci elettorali) mettere sul mercato politico: la sua identità di partito della sinistra moderata e di governo, con una tradizione consolidata e radici profonde nella cultura popolare di queste parti, magari anche un po' polverosa ma alla fine coerente, nonostante tutte le divisioni interne evidenti". Brunacci dipinge Spoleto come l'ipotetica Eboli "dove si è fermato il Pd partito con un'identità", che è "parte integrante della dignità di una proposta politica".
Il pezzo prende lo spunto da alcune dichiarazioni di Laura Zampa, già consigliere provinciale del Partito democratico e poi esponente di spicco dell'opposizione in consiglio comunale di Spoleto, durante gli anni di giunta Cardarelli-Bececco. "Abbiamo fatto per anni opposizione a progetti che adesso dovremmo andare a sposare", questa una delle dichiarazioni più emblematiche della Zampa. Che non è esattamente l'ultima arrivata, come testimoniano la valanga di preferenze ricevuta nel 2014 ma anche, e soprattutto, i valori che da sempre ne animano l'azione politica a partire dalla nascita del Partito democratico, se non da prima. E se un pezzo di storia del Pd è convinto che i dieci punti dell'accordo Laureti-Bececco parlino una lingua diversa da quella del suo partito, c'è come minimo da starla a sentire.
Insomma, al di là delle tattiche funzionali a un'ipotetica vittoria spoletina che renderebbe meno amara la disfatta totale di Terni, il rischio di vedere quel che resta del Pd - anzi, del centrosinistra - al guinzaglio di ex Anneisti e liste civiche destroidi non è concreto: è reale.
Concludendo, per Brunacci se a Terni il Pd umbro ha perduto i voti, rimanendo escluso persino dal ballottaggio, a Spoleto rischia di perdere l'identità e la dignità in nome di una vittoria elettorale che lo trasformerebbe nel profondo. Anzi, a dirla tutta l'operazione di apparentamento con la Bececco ha già trasformato radicalmente il centrosinistra di Spoleto, su cui sono puntati gli occhi di mezza Italia in vista dell'imminente, possibile trasformazione del Pd nazionale. La città del Festival, per l'ennesima volta, sarà la cavia di progetti politici di più ampio respiro, con la figura autorevole di Camilla Laureti che dovrebbe essere la garante della tutela di questo territorio. E che a questo punto potrebbe essere chiamata a smentire un'ipotesi come quella tracciata dal quotidiano online, in nome di un cambiamento rispetto al recente passato. La speranza è che, a esperimento politico concluso, non ci si dimentichi del laboratorio in cui si è svolto, a prescindere dal risultato finale. Ma vivere sperando, come sanno bene gli anziani, non porta sempre un granché bene.
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