politica

Il sindaco De Augustinis in consiglio comunale: 'Lavorare per coltivare e sviluppare l’occupazione nel territorio, secondo modelli che esaltino le caratteristiche della città'

 

Lungo discorso tenuto oggi in aula: 'Formazione e turismo temi fondamentali'

 

“Oggi a Spoleto si apre un confronto che, secondo gli indirizzi che abbiamo esposto più volte durante la campagna elettorale, è aperto alla collaborazione di tutti perché il momento storico che il Paese sta vivendo, e che si riflette sulla storia di Spoleto, richiede un esperimento di approccio alla politica molto diverso dal passato”. Inizia così il discorso tenuto oggi, nel corso dell’odierna seduta del consiglio comunale, dal sindaco Umberto De Augustinis. 


"Se chi vi parla è stato eletto senza essere stato mai stato iscritto ad alcun partito politico, qualcosa significherà! La realtà è che anche a Spoleto si è confermata la progressiva disgregazione di meccanismi ideologici di riferimento nei quali si crede sempre meno per orientare le proprie scelte. Di qui anche il numeroso ‘partito degli astenuti’, al quale rivolgo un caloroso invito a partecipare alla vita politica della Città, rimuovendo le pur comprensibili diffidenze.

Il tessuto sociale italiano ed europeo, la struttura delle istituzioni ed i relativi protagonisti attraversano un momento di forti cambiamenti. Se si deve credere alla buona politica ed alla democrazia come metodo migliore per dare risposte alle esigenze della comunità si deve anche partire dai presupposti connessi alla società liquida, che determina movimenti più che partiti, alla politica dell’emergenza, alla necessità di collegarsi costantemente con tutte le realtà di riferimento, non esclusa la rilevanza dell’isolamento e della solitudine, di dimensioni tali da fare ipotizzare addirittura Ministeri della solitudine. A Spoleto la solitudine può nascere dall’accentuazione della discordia, mentre un clima di concordia può generare attrazione sociale e portare qui risorse e qualità volgendole a favore della Comunità. Il Consiglio comunale, mai come oggi, deve essere luogo e momento di confronto civile e di condivisione di idee e di progetti, da qualunque parte provengano. Ritengo, quindi, necessario l’ascolto di tutte le componenti civili: nessuno può sentirsi trascurato, nessuno deve esserlo, dall’ultima frazione al centro della Città. Qui non si fa un assessore alla solitudine, la si combatte. Da questa politica è nata l’idea dell’assessore alle frazioni espressamente previsto. Vorrei, inoltre, che tutta l’azione del Comune fosse improntata alla cultura della legalità e della trasparenza. In questa prospettiva è stata prevista apposita delega all’assessore al bilancio. Il rispetto delle regole è utile a tutti e, soprattutto, è la premessa dei diritti e dello sviluppo.

Prima di proseguire, vorrei rivolgere un pensiero al Sindaco che mi ha preceduto, l’amico Fabrizio Cardarelli, che ci ha lasciato, vittima del dovere, perché, permettetemi di pensarlo, sopraffatto da un lavoro incessante al servizio di questa Comunità ed al lavoro dei componenti della sua Giunta di questi ultimi mesi.

Spoleto ha una risonanza internazionale in buona parte legata al Festival. Di qui una cultura diffusa tra gli spoletini che si dividono tra i nostalgici dell’epoca menottiana e quelli che ritengono centrale il Festival per ogni tipo di sviluppo cittadino. In realtà, sono convinto che questo modo di ragionare ha progressivamente determinato il trascurare della caratteristiche della Città, che ha potenzialità enormi soprattutto collegate alla sua storia, anche remota, alle tracce di una cultura straordinaria, ad attrattive naturali, logistiche e paesaggistiche eccezionali. Bisogna ricordare l’ovvietà: Gian Carlo Menotti scelse Spoleto per come era prima del Festival. Il nostro compito è quello di essere tanto eccellenti da essere ancora scelti come sede naturale di molti eventi culturali come il Festival e mantenersi, nel tempo, all’altezza di questo ruolo. Di qui deriva l’assoluta necessità di coltivare e sviluppare l’occupazione nel territorio, secondo modelli che esaltino le caratteristiche della Città, a partire dal nome, e la facciano passare da palcoscenico a protagonista del mondo culturale anche internazionale.

Questi obiettivi passano per molte tappe. La prima è certamente quella di mantenere livelli occupazionali adeguati. Intendiamo seguire da vicino i tavoli di risoluzione delle crisi delle aziende in difficoltà; intendiamo fermare eventuali avventurieri e chiediamo a maestranze e sindacati di vigilare perché le soluzioni via via prospettate abbiano sempre caratteristiche di serietà e praticabilità.

La seconda tappa è l’attenzione alla formazione. Ne abbiamo parlato a lungo in campagna elettorale. L’idea chiave è che, per le sue caratteristiche, Spoleto è un nome ideale, un luogo altrettanto ideale a cui unire un’istituzione formativa di alto livello. Sono molti i progetti che possono essere avviati e su questo mi aspetto una collaborazione ed uno sforzo assolutamente sinergico.

Il terzo passaggio è l’attenzione al turismo. Lo cureremo in tutte le sue forme, quando è collegato allo sport, alla religione e, possibilmente, alla salute. Le caratteristiche della Città sono tali da rendere possibile il rinforzamento dell’immagine sullo scenario interno ed internazionale e l’attrazione di investimenti adeguati, anche con una sapiente richiesta e gestione dei fondi europei e interni. Tutto questo passa per la cura delle infrastrutture e delle Vie di accesso al territorio e, in particolare, per un restauro della Città ed una migliore prestazione di servizi anche solo informativi o promozionali all’utenza. A Spoleto ci sono molte professionalità già impegnate sul tema. Chiediamo a tutte di cooperare. Sulla strada dello sviluppo servono idee nuove. Anche i più giovani di questa Città hanno dimostrato più volte di averne. Noi non intendiamo privarcene e chiediamo, quindi, di aiutarci ad aiutarne la coltivazione.

Lo sviluppo della Città deve anche garantire un ambiente adeguato sotto tutti i profili. Dunque, oltre alla cura del territorio, dell’arredo urbano etc., porremo l’attenzione su tutto quello che inerisce alle tematiche ambientali richiedendo collaborazione a tutti.

Il tema è connesso ai rischi geologici ed alle tematiche sismiche, compresa l’analisi di quanto è stato finora fatto. Su questo campo, già nei primi giorni, ho avuto modo di seguire il provvedimento legislativo in materia di terremoto, che, decisamente insoddisfacente, richiede attenzione e nuove proposte per rendere più veloce la ricostruzione ed il restauro del patrimonio immobiliare pubblico e privato. Parallelamente esamineremo e affronteremo i temi della protezione civile, puntando ad una razionalizzazione del sistema con l’apporto costruttivo di tutti. Siamo molto preoccupati per la situazione dell’ospedale in relazione a carenze più volte segnalate, che hanno determinato tempi lunghi di attesa e vuoti in settori strategici. Seguiremo ed espliciteremo costantemente il malessere e le criticità segnalate dai cittadini, augurandoci di mantenere nella Regione un interlocutore affidabile.

Infine, mi sia permesso di esprimere al personale comunale l’augurio di buon lavoro, sicuro come sono che ognuno si prodigherà per i soli interessi di questa Comunità”.



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I commenti dei nostri lettori

Paolo Rigozzo/ tarkus 77

8 anni fa

Non vedo riferimenti ai collegamenti ferroviari con Roma. C'è bisogno di treni per e da Roma in orari tali da essere usufruiti da chi lavora nella capitale. Poi vorrei segnalare che il maggiore quartiere della cittá, Passo Parenzi, popolosissimo, é lasciato un po' al degrado. Con l'arrivo di tanti stranieri, si stanno moltiplicando i furti negli appartamenti, anche di giorno. Non c'è molta vigilanza. Poche macchine di polizia carabinieri e vigili urbani. Parcheggi al buio rendono favorevoli spacci e consumi di sostanze. Piazza d'armi doveva diventare un centro verde e attrezzato ma é rimasto un campo polveroso. Peccato, un'area così importante, non utilizzata. C9.unque confidiamo in questo esecutivo. Buon lavoro e veniteci a trovare.

spoletino

8 anni fa

Tutti vogliono vantarsi ma,non ho inteso nessuno parlare delle tre valli.

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