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Si amplia l'offerta culturale della Rocca: tutti gli interventi previsti

 

A fare il punto il direttore Mercurelli Salari, che annuncia: 'Ponte delle Torri riaperto entro il 2019'. Il Comune al lavoro sui beni culturali chiusi al pubblico

 

Sta per entrare nel vivo il progetto per la rifunzionalizzazione dei camminamenti e delle torri della Rocca albornoziana: i lavori, per un costo complessivo vicino ai 5 milioni di euro, prenderanno il via nelle prossime settimane (il 21 agosto si procederà alla firma del contratto)


per concludersi poi entro il 2020. A fare il punto è stato oggi il direttore del museo nazionale del Ducato Paola Mercurelli Salari, nel corso della conferenza promossa per celebrare i 10 anni della “Spoleto Card”: “La struttura, una volta completate le operazioni, diventerà il punto di riferimento per l’Umbria e le regioni confinanti per il tipo di esperienza che offrirà agli utenti. Inoltre abbiamo intenzione di trasformare in un giardino pubblico l’area denominata ‘Malborghetto’ situata sul Colle Sant’Elia: sarà accessibile dal percorso del Giro della Rocca e stiamo pensando a delle soluzioni che possano mettere insieme le diverse generazioni, dai bambini agli anziani”. 

Il rilancio della Rocca All’interno del monumento verrà inoltre allestito un bar-ristorante in grado di ospitare vari eventi: “Abbiamo le risorse necessarie ma per questo progetto i tempi saranno un po’ più lunghi”. Interventi che consentiranno di potenziare l’offerta culturale di Spoleto e consolidare l’immagine della struttura. “Negli ultimi tre anni, da quando è entrata a far parte del polo museale regionale, si è cercato di voltare pagina - ha detto il direttore - e questo ha prodotto risultati importanti: dal Mibact sono arrivati numerosi finanziamenti, che ora finalmente possiamo usare al fine di migliorare i servizi rivolti ai visitatori”. 

La situazione del Ponte delle Torri Novità in arrivo anche per quanto riguarda il Ponte delle Torri, chiuso a causa dei danni prodotti nel 2016 dal terremoto. “Il progetto definitivo per la messa in sicurezza del monumento è stato consegnato al Mibact ed è in attesa di essere validato. Siamo quasi ormai nelle condizioni di poter affidare i lavori ed entro la fine del 2019 il Ponte dovrebbe tornare fruibile ai visitatori. Il Ministero deve fare i conti con la carenza di personale tecnico-amministrativo e non è semplice gestire una gara del genere in queste condizioni tuttavia auspichiamo che si possano rispettare i tempi previsti”. 

La ricognizione del Municipio Il Comune dal canto suo sta invece effettuando una ricognizione al fine di comporre una mappa definitiva dei beni culturali al momento chiusi al pubblico e capire che tipo di interventi mettere in campo per riaprirli, in modo tale da potenziare l’offerta culturale del territorio. “Dobbiamo riuscire a sfruttare tutte le potenzialità - ha spiegato l’assessore alla cultura Ada Spadoni Urbani, presente all’incontro - al fine di far acquisire veramente a Spoleto il titolo di città della cultura”. Tra le priorità individuate c’è il recupero del Fortilizio dei Mulini (a breve l’Ente provvederà a rifare le coperture) e dell’ex eremo di Sant’Antonio a Monteluco, fino agli anni ’70 utilizzato come complesso di case popolari e da ormai diverso tempo abbandonato al proprio destino (nel 2012 il Municipio provò, senza successo, a venderlo). La struttura, dove in passato soggiornarono Sant’Antonio da Padova e San Bernardino da Siena, nei mesi scorsi era stata inserita nel progetto nazionale “Valore Paese” dell’Agenzia del Demanio e nei piani originari avrebbe dovuto ospitare una residenza d’epoca destinata ai turisti interessati a trascorrere ore di relax nella quiete dei boschi ma il bando, nonostante le varie campagne comunicative, è andato deserto.



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