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Vertenza Maran, maggioranza e opposizioni parlano con lingue diverse
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Vertenza Maran, maggioranza e opposizioni parlano con lingue diverse
Respinta la mozione di Spoleto Popolare e Alleanza Civica
A volte interesse generale, ragione politica e vincoli istituzionali - uniti a un'evidente leggerezza "estiva" nella gestione degli organi di amministrazione cittadina - diventano un qualcosa di inconciliabile. Solo così, e non altrimenti, si può leggere il pastrocchio combinato oggi pomeriggio in
consiglio comunale, con la mozione sulla Maran che è stata respinta "a malincuore" dalla maggioranza alla guida della città. Una mozione, quella presentata lo scorso 30 luglio, la cui urgenza era stata votata all'unanimità dal consiglio comunale, salvo poi sollevare dei distinguo e delle richieste di modifica ma soltanto oggi, a distanza di due mesi dalla prima presentazione.
Una storia complicata come solo la politica sa essere, per di più costruita su di un documento che, sostanzialmente, non offre alcun valore aggiunto all'opera che il sindaco de Augustinis sta portando avanti sin dal suo insediamento. Ma, come ha tenuto giustamente a sottolineare Ilaria Frascarelli di Spoleto Popolare, "una mozione è un documento politico", e in quanto tale avrebbe ricoperto anche di un forte valore simbolico la sua eventuale unanime approvazione. E' andata diversamente.
Nel dettaglio, con la mozione urgente i gruppi di Spoleto Popolare e Alleanza Civica chiedevano al sindaco e alla giunta comunale ad attivarsi presso la Maran nella trattativa con le organizzazioni sindacali e le Rsa, affinché l'accordo da siglare prevedesse quattro punti strategici: un piano industriale in grado di garantire la più ampia occupazione possibile, l'eliminazione del vincolo di riduzione del 20% degli stipendi del personale, la sollecitazione della Regione per attivare procedure urgenti atte alla salvaguardia dei livelli occupazionali e, infine, la strategicità del sito produttivo di Spoleto, "e che una volta superata l'attuale crisi - si legge nel documento - siano riassorbiti i lavoratori oggi oggetto di licenziamento".
Un testo assolutamente condivisibile, come hanno tenuto a precisare tutti gli esponenti che hanno preso la parola dai banchi sia della maggioranza sia delle opposizioni, e che lo stesso sindaco ha condiviso assicurando che la sua opera in tal senso è costante. Tuttavia, come ha precisato de Augustinis, "un sindaco non può inserirsi nella trattativa fra soggetti privati. Quelle che mi chiedete nella mozione sono clausole di un contratto, non indirizzi politici: se io mi attivassi realmente per strappare alle parti un accordo comprensivo di tali e tanti dettagli, sarei passibile di trattamento sanitario obbligatorio. Il che non vuol dire, ovviamente, che non abbia a cuore anch'io questi punti: ma non posso perseguirli direttamente attraverso una mozione, devo cercare altre vie". Lo stesso de Augustinis ha invitato i colleghi consiglieri a rimodulare le richieste, magari inserendo nella narrativa del documento i quattro punti di cui sopra e, contestualmente, impegnandolo a spendersi in ogni sede per la migliore soluzione possibile della vertenza. Purtroppo, malgrado un'interruzione dei lavori con contestuale riunione dei capigruppo, non si è addivenuti ad un testo condivisibile da tutte le forze politiche, il che ha condotto al respingimento della mozione con 14 voti contrari contro i 9 favorevoli delle opposizioni.
"Sono molto dispiaciuta - il commento a caldo dell'assessore allo Sviluppo Economico Ada Spadoni Urbani - perché avremmo potuto e dovuto cercare una soluzione condivisa, magari impiegando qualche giorno in più e rimodulando la mozione con i gruppi dell'opposizione. Peccato, ma comunque non cambia nulla riguardo la nostra azione di mediazione e di monitoraggio della crisi Maran, che è attenta e costante ogni giorno".
Amareggiato anche il commento di Camilla Laureti e Luigina Renzi di Ora Spoleto: "Abbiamo votato favorevolmente la mozione, dopo averne approvato l'urgenza a fine luglio, poiché siamo convinti che i lavoratori e i loro stipendi vadano difesi con tutti gli strumenti possibili. Il nostro è stato un atto che abbiamo sentito come doveroso. Avremmo preferito l'unità di tutto il consiglio che su un argomento come questo non dovrebbe dividersi tra favorevoli e contrari, per la Maran e per tutti i lavoratori che da troppo tempo non sanno cosa sarà del loro domani".
Di ben altro tenore il punto di vista di Maria Elena Bececco di Spoleto Popolare: "Innanzitutto riteniamo grave votare l'urgenza di una mozione e poi lasciar trascorrere due mesi prima di discuterla. Oltretutto è stata bocciata per un motivo di forma e non di sostanza, dato che i punti che chiedevamo erano di indirizzo. Si trattava di un atto meramente politico: ritenevamo importante che il sindaco portasse avanti quegli indirizzi nelle interlocuzioni con i sindacati e l'azienda. Lui (de Augustinis, ndr) li ha voluti vedere come punti di un contratto, ma noi nella premessa ci eravamo detti consapevoli del fatto che l'amministrazione comunale ha un ruolo non primario nelle relazioni industriali private. Ovviamente se il sindaco non avesse davvero alcun potere non avrebbe neanche senso partecipare ai tavoli della trattativa, ma poiché non è così per noi sarebbe stato fondamentale impegnarlo a sostenere i punti della mozione".
Sul fatto, poi, che la maggioranza abbia respinto la mozione poiché impegna il sindaco oltr ei propri poteri, la Bececco esterna tutta la sua perplessità: "In chiusura di seduta - dichiara - abbiamo approvato una mozione (quella del consigliere del Pd Erbaioli, ndr) che impegna il sindaco a dotare il reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Spoleto della culla salvavita. Ovviamente il sindaco non ha il potere di dotare materialmente l'ospedale della culla: allora non dovevano votare neanche quella? E' ovvio che non deve ottemperare alla mozione fisicamente, ma parlando con la Asl e la Direzione sanitaria. E' un atto politico di puro indirizzo, proprio come quello presentato da noi sulla Maran. Non capiamo bene la ratio con cui una cosa non possibile a un sindaco venga o non venga votata".
La posizione della Lega, infine, sta tutta nelle parole del capogruppo David Militoni: "È nostro obiettivo costituire un tavolo permanente sulle crisi occupazionali per il tramite della Seconda commissione consiliare che, una volta al mese, farà il punto sull'evoluzione delle varie criticità del territorio e le loro evoluzioni progressive. Proprio per questo abbiamo chiesto di condividere la mozione rimodulandolo la parte finale dell'atto in votazione oggi. Constatato il diniego ci siamo espressi in modo contrario. Tuttavia, per andare dalle parole ai fatti, prevediamo di convocare la commissione in modo tempestivo, già nei prossimi giorni, al fine di seguire le situazioni in modo più snello".
Nel frattempo le azioni e gli incontri del sindaco si susseguono da settimane, con gli attori principali che restano, come noto, la svedese Hoist, la Regione Umbria e il Ministero dello Sviluppo economico.
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I commenti dei nostri lettori
gazza ladra
8 anni fa
86 persone dopo una alleanza con coloro che erano stati i nemici acerrimi prima,durante e dopo la vecchia campagna elettorale?quelli con cui stringere patti per non perdere le poltrone? dai D.R. per attaccarsi sugli specchi occorrono ventose,NON FROTTOLE!!!
D.R.
8 anni fa
No parliamo di chi oggi dovrebbe risolvere i problemi.... perché è stato votato da 86 persone in più della minoranza, parliamo di S. Cretoni , di S Proietti e A. Loretoni tutti politici della Giunta in carica e della precedente. Forse questi soggetti hanno trascurato la situazione. In questo caso non parliamo di chi era stato cacciato da associazioni.
gazza ladra
8 anni fa
ma parliamo della stessa Bececco vice sindaco facente funzione? parliamo della stessa Spoleto Popolare che ha governato fino a tre mesi fa? parliamo della crisi della Maran,la stessa che è un caso da più di tre anni? Frascarelli è lo stesso consigliere della passata amministrazione che non ha fatto niente per risolvere la questione? suvvia signori se gli Spoletini non vi hanno voluto più anche con alleanze indecenti,un motivo ci sará!!! invece di fare demagogia politica, il pomeriggio andate ai giardinetti e leggete qualcosa su cosa e che può fare una amministrazione pubblica su un contesto privato.
Marco Antonelli
8 anni fa
Sono giorni , mesi , anni che si parla di salvare la MARAN ! ! ! Mi domando , ora sconcertato , se c'è il reale interesse per salvarla ? ? ? Siamo al ridicolo farsesco di chi si dichiara " amareggiato ", "dispiaciuto","contrariato " senza avere la minima cognizione di cosa sia stata la MARAN nei 30 ......( dico trenta anni ) passati, di cosa abbia portato da 0 ........(dico zero) senza chiedere nulla alla cittá di Spoleto . Qualcuno provi a quantificare quanti milioni di euro sono entrati a Spoleto grazie alla lungimiranza del suo fondatore in questi trenta anni . LA MARAN MERITA RISPETTO, SI FACCIA DI TUTTO PER SALVARLA ! ! !
spoletino verace
8 anni fa
Ecco, i tanti Spoletini che hanno votato questa amministrazione,si renderanno conto dell'errore fatto,una amministazione incapace a risolvere i vari problemi della gente.
Gianni
8 anni fa
E il senatore Lucidi che dice? Di Maio che fine ha fatto?
Diogene
8 anni fa
ALLA MARAN NON SERVONO TAVOLI I STITUZIONALI MIRATI ALLA CASSA INTEGRAZIONE , CONDANNANDOLA AD UNA LENTA MA INESORABILE AGONIA MA CONTRATTI CONCRETI, REMUNERATIVI E DURATURI CON SERIE SOCIETA' FINANZIARIE SE NON SI TROVA UNA PERSONA CAPACE DI FAR QUESTO LA SITUAZIONE, SECONDO ME , NON SI POTRA' MAI SBLOCCARE .
Zucchero filato
8 anni fa
La prossima volta si potrebbe parlare di zucchero filato.....magari poi qualcuno DISPONE di bocciare il tema perché troppo dolce. Spoleto merita gente con il cervello e con il cuore.... che sappia capire le difficoltá reali della Persone e non si limiti al mero elenco dei VIP.
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