società

Corpi di Solidarietà Europea, un progetto che cresce a Norcia

 

Sono 15 i ragazzi che rimarranno in città fino al 28 aprile

 

Per il terzo anno consecutivo tornano a Norcia i ragazzi del Corpi Europei di Solidarietà, voluti fortemente dal Presidente Juncker. Dopo l’avvio del progetto nell’estate 2017 e 2018 i 15 ragazzi, provenienti da diverse nazionalità europee, stanno collaborando con vari settori del tessuto sociale nursino.


“Norcia è una città che si sta aprendo all’ Europa ed è particolarmente significativo che teniamo la conferenza stampa proprio oggi, alla vigilia dei festeggiamenti in onore di San Benedetto patrono della città e d’Europa - ha detto l’assessore alla cultura, Giuseppina Perla -. Siamo stati i primi a credere in questo progetto avviato nell’estate del 2017, che sta crescendo e questo ci rende orgogliosi quanto responsabili. Norcia può diventare la capitale della solidarietà europea come sottolineato anche dal Commissario Navraksis e al contempo far sì che la nostra città che possa guardare all’Europa e alle opportunità che essa può dare con grande fiducia. Sarà un grande onore – continua – poter raccontare l’esperienza di Norcia il prossimo 30 aprile nella sede della massima istituzione europea dove siamo stati invitati a partecipare. Il percorso che abbiamo intrapreso insieme a voi è necessario per la nostra Comunità: l’ entusiasmo e la speranza che danno i giovani è importante. Crediamo che l’Europa – ha concluso l’Assessore - possa diventare una società inclusive e solidale in cui le idee dei giovani ci rendano più liberi e garantiscano la pace”.

I ragazzi dei Corpi di Solidarietà saranno a Norcia fino al 28 aprile. “E’ una cosa naturale che questo progetto sia partito dalla culla di san Benedetto Patrono d’Europa e da qui continui a svilupparsi – ha detto Giulio Mariotti dell’Associazione Kora, coordinatrice del progetto in Umbria -. In questi giorni stiamo collaborando con i laboratori per i ragazzi disabili, di concerto con la USL 2 e la Cooperativa L’Incontro. La partecipazione all’organizzazione degli eventi locali – continua - in particolar modo legati alla tradizione come il marzo benedettino, e la prossima Pasqua, favoriscono in particolare l’integrazione e la commistione tra diverse culture, unite sotto un’unica bandiera” ha concluso Mariotti.



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