società

'Intorno ai murales di Palazzo Collicola: ipocrisie di una protesta'

 

Il neo direttore del museo Tonelli replica al Pd e ai consiglieri Renzi e Laureti

 

Riceviamo e pubblichiamo la lettera attraverso la quale il neo direttore di palazzo Collicola Marco Tonelli replica al Pd, a Laureti e Renzi in merito al futuro del progetto "Collicola on the wall" e delle opere murali presenti all'interno del museo:

"Un coro di vibrante protesta (con tanto di appello Facebook) si è alzato negli ultimi giorni intorno a Spoleto, in difesa di una serie di murales fatti realizzare dall’ex direttore di Palazzo Collicola tra il 2010 e il 2018, prima che all’inizio di quest’anno il sottoscritto gli succedesse. La protesta è così sintetizzata: l’attuale direttore avrebbe intenzione di ‘cancellare’, ‘rimuovere’ ed ‘eliminare’ tutti i murales, realizzati tra gli altri da Sten Lex, Di Fabio, Obqueberry, Moneyless e via dicendo.


Niente di più falso. Il sottoscritto ha inviato a tutti i muralisti in questione una mail in cui ha chiesto non l’autorizzazione (non ne avrei bisogno, la legge parla chiaro, chi è diventato proprietario di un’opera non la può modificare o alterare, ma la può distruggere), bensì una sorta di liberatoria informale e di comunicazione di rispetto e cortesia, informando gli interessati della mia necessità di rivedere il percorso museale, di dover probabilmente ricoprire (temporaneamente e senza distruggere) alcuni interventi murari con pannelli didattici e segnaletica che indichino la nuova sistemazione museale.

Perché di questo si tratterà: rivedere completamente la galleria d’arte moderna spostandola dal piano terra al secondo piano, ripensare il modo di comunicare il museo con indicazioni esplicative ora del tutto assenti, allestire sale tematiche nuove e con un progetto più organico e rivolto al pubblico. Vorrei citare en passant la relazione scritta fatta da un architetto del Politecnico di Milano, allestitore di mostre d’arte contemporanea (tra cu Buren) e antica (ha in preparazione quella di Giulio Romano a Palazzo Ducale di Mantova!) e vari musei (ha in apertura quello di Palazzo Medici Riccardi a Firenze!), dopo aver fatto un sopralluogo a Palazzo Collicola: ‘Nel museo sono attualmente dislocati numerosi interventi di tipo ‘murales’, molti dei quali realizzati direttamente sulle superficie muraria. Questi, anche quando intendono relazionarsi con l’architettura, presentano un grave intralcio all’integrità spaziale e architettonica che va necessariamente a condizionare qualsiasi futuro progetto allestitivo, con ricadute non solo in quei locali ma sull’intero sistema espositivo’.

Qualche muralista, dopo la mia lettera, mi ha risposto ‘capisco benissimo che un direttore nuovo abbia la voglia di mettere del suo all’interno del museo, spero che le cose per Spoleto con lei possano migliorare, avete un bellissimo spazio e una collezione invidiabile. Che il nuovo corso spazzi via le magagne della precedente gestione’, oppure ‘a lei e al suo ruolo il compito di gestire il tutto nel modo che riterrà più adeguato’ o ancora “capisco benissimo le tue future scelte logistiche per il museo, ma il primo wall painting è molto bello e ha riscosso molto successo negli anni... magari si potrebbe cancellare il secondo…?'. Certo nessuno ovviamente ha fatto i salti di gioia, ma la questione è un’altra. Dobbiamo comunque precisare che la ‘vivace protesta’ è stata alimentata da una parte dall’ex direttore che aveva fatto realizzare quegli interventi, dall’altra dal candidato sindaco perdente alle ultime elezioni comunali (che da assessore alla cultura aveva sostenuto l’ex direttore): il sospetto di una strumentalizzazione politica di squadra è più che evidente, non si tratta solo di questioni estetiche.

Ritengo che questa protesta sia quanto mai inopportuna, intempestiva e fuori luogo per almeno tre motivi. Punto primo: hanno letto ex direttore ed ex aspirante sindaco i documenti inviati a suo tempo da funzionari del Comune di Spoleto alla Sovrintendenza di Perugia?  Ne dubito, perché se lo hanno fatto avrei io qualcosa da recriminare nei loro confronti. Su quei documenti protocollati infatti si chiedeva autorizzazione a realizzare sui muri di un museo (tra l’altro un palazzo del Settecento e quindi vincolato) interventi ‘temporanei’ e ‘su supporti rimovibili’ e la Sovrintendenza immagino abbia acconsentito su quanto preventivamente richiesto con quegli atti ufficiali. Ora però si dà il caso che gli interventi siano stati dipinti direttamente sui muri (che rimovibili non sono) ed essendo temporanei non possono e non devono rimanere lì a vita. Detto ciò, qualcuno potrebbe essere responsabile di una irregolarità, ma se per ipotesi io come direttore di Palazzo Collicola denunciassi alla Sovrintendenza il fatto, chi ne risponderà se non il direttore e l’assessore dell’epoca? Dunque cui prodest questo ‘coro di vibrante protesta’? 

Punto secondo: dove erano fino a pochi giorni i coristi paladini del patrimonio artistico, dal momento che nessuno di loro ha mai sollevato polemiche, fatto azioni concrete, portato la cosa all’attenzione pubblica, in merito al degrado in cui versa dal 2016 il wall drawing di Sol Lewitt che si trova sugli stessi muri dove sono i murales che tanto interessano? Wall drawing ambientale del più importante pittore di pareti del mondo, opera di punta della Galleria d’Arte Moderna, visibilmente rovinato dal terremoto e dall’inserimento nella sua stanza di una scultura estranea di altro artista: Remo Remotti. Io appena insediato ho convocato tre diversi conservatori e restauratori per avere dei pareri in merito al suo recupero ed informato la Fondazione Lewitt per progettarne insieme un restauro il prima possibile. Lewitt deve essere difeso meno di un giovane muralista? Quanto vale un wall drawing di quella estensione di Lewitt?

Terzo punto: si scandalizzano che nel nuovo allestimento possano finire coperti o distrutti alcuni interventi murali. Però magari del fatto che in deposito siano finite opere, tra i vari, di Burri (ora non più presente in collezione!), che l’allestimento originale di Giovanni Carandente sia stato mutilato ma non ripensato né migliorato, che lo stato conservativo e museografico della collezione d’arte moderna versi in uno stato di degrado (illuminazione di venti anni fa e inadeguata, crepe vistose sui muri, dietro e intorno alle opere, sollevamento degli intonaci, necessità di restauro di molti lavori), di tutto ciò non interessa al nostro ‘coro di vibrante protesta’? Non dovrebbero invece apprezzare gli sforzi che stiamo facendo per far tornare la Galleria d’Arte Moderna il fiore all’occhiello di Spoleto? Perché non ci danno una mano piuttosto che tenderci subdole e inconcludenti trappole e farci perdere tempo inutilmente per rispondere?

Sulla questione poi del valore degli interventi (su un articolo del Messaggero del 5 aprile l’ex direttore ha parlato di 500 mila euro, che neanche Banksy arriva a tanto), mi chiedo: i coristi hanno visto in che condizioni versano oggi molti di quei murales che dovevano essere ‘temporanei’ e ‘su supporti rimovibili’? Quelli in esterno si stanno ammuffendo per l’umidità, alcuni seppur al riparo hanno già perso parte della pellicola pittorica, altri si sono spaccati in seguito al terremoto del 2016 con cadute di colore. Se tanto è il loro valore, perché non essersi preoccupati di conservarli meglio, magari facendoli realizzare su pareti preparate adeguatamente o supporti rimovibili, appunto come era richiesto nei documenti ufficiali? Non abbiamo fatto i nomi degli attori principali. Eccoli serviti: Gianluca Marziani nella parte dell’ex direttore, Camilla Laureti in quella dell’ex assessore ed ex aspirante sindaco. Chi si ricorda da chi era composto quel ‘coro di vibrante protesta’ nel finale della canzone di De Andrè La domenica delle salme, capirà meglio dove voglio arrivare…”.



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I commenti dei nostri lettori

spoletino 2.0

7 anni fa

Bau, bau ! E' meglio che vai a cuccia, cagnaccio di pagliaio.

Chiara

7 anni fa

Almeno questi cagnolini sono stati sottoposti ad antirabbica... ahahaha

Spoletino

7 anni fa

Sì nota subito il cambio di passo impresso dal neo commissario. Ha sciolto i cagnolini. Ma si limitano ad abbaiare o morderanno anche?

come brucia la sconfitta

7 anni fa

Egr. Dott. Tonelli, il suo intervento non fa una grinza, purtroppo la spilungona ed i suoi amici sono stati rifiutati da Spoleto e la cosa ancora gli brucia. Prosegua nella sua azione culturale, la Cittá gliene renderá merito.

x spoletino, spoletino 2

7 anni fa

"Spoletino, Spoletino 2,.."..Toh, eccoci confrontati con una nuova realtá!: Non si sapeva che alcuni spoletini per, poterli distinguere, gli si assegnassero dei numeri come si fa con le pecore. Bisogna dire che, rispetto al marchio a fuoco di qualche anno fa, ne è stata fatta di strada! Se non altro gli viene evitato il fastidio di qualche bruciatura di chiappe! .

Spoletino n

7 anni fa

Invece chi si firma chiara non interviene sotto mentite spoglie. Ipocrisia allo stato puro.

Ah, non vi ha detto niente...

7 anni fa

Se fossi Laureti-Renzi-Marziani-PD mi andrei a nascondere. Il nuovo direttore non teme niente, parla chiaro e i cittadini sono con lui. E mo' che fate? A Spoleto si dice: pija su e porta a casa!

x Paladino

7 anni fa

Risposta esauriente! Non ci si poteva aspettare nulla di più! Complimenti!

paladino

7 anni fa

Risposta a colui che si firma " X paladino". Egregio Signore potra' trovare le risposte ai suoi quesiti in qualsiasi testo di Diritto Amministrativo. Grazie-

Chiara

7 anni fa

Il confronto è sempre utile quando costruttivo, in questo caso invece noto che Spoletino e Spoletino2 sono bravi ad offendere, pur facendolo in un italiano alquanto discutibile e sotto mentite spoglie. La politica dell'intimidazione non seduce nessuno, mandate avanti gli ingenui per supportare le vostre malsane ideologie, fate tenerezza.

Luca

7 anni fa

Grazie direttore Tonelli, la cittá ha bisogno della sua cultura e della sua preparazione, vera! Buon lavoro.

Spoletino 2

7 anni fa

È dura vedere una stimata prof. di filosofia non riconoscere le basi del ragionamento logico. Ciò che il mio semiomonimo scrive è frutto di una analisi precisa, anche estrinsecata, benchè sintetizzata: visto che il prof/direttore scrive e parla come un assessore, seguirá il percorso logico di ogni assessore. Resta finché c'è la sua maggioranza. In quanto al nom de plume, ci permetta (poi se non permette pazienza, permette il direttore Ubaldi, suficit) In quanto al nome d'arte, abbiamo deciso di utilizzarlo per non l'attenzione dallo scritto allo scrittore.

x Paladino

7 anni fa

Esimio Paladino, visto che Lei si ritiene così esperto "in contenuti e limiti" attinenti i ruoli direttivi, senza scomodare il Sindaco, ci spiega quali sono? Le promettiamo che saremo tutt'orecchie! E la rassicuriamo che non ci sfuggirá niente! Anche perché oggigiorno i "paladini" sono molto rari!

Diogene

7 anni fa

PREMESSO CHE NON HO LA COMPETENZA SPECIFICA PER ESPRIMERE UN GIUDIZIO; POSSO PERO' CONSTATARE CHE IL PROF. TONELLI OLTRE A DIMOSTRARE COMPETENZA HA SICURAMENTE CARATTERE ED IDEE MOLTO CHIARE ! ! ! CHE NE DIRESTE DI LASCIARLO LAVORARE PER POI GIUDICARE ?

daniela de gregorio

7 anni fa

A Spoletino: “Vorrá dire che quando cambierá la maggioranza, lui stesso (Marco Tonelli) sará il primo a non poter essere più, per il suo autopoliticizzarsi, direttore”, scrive “Spoletino” che alla veemenza del suo intervento non ce la fa proprio a far seguire il coraggio di una firma. Caspita, mi dico, ecco un bell’atteggiamento di intento di epurazione a priori. Quando succederá, spero che “ Spoletino” concederá a Tonelli la possibilitá di scrivere almeno una lettera-testamento come Stalin concesse al compagno Bucharin prima dell’esecuzione.

Chiara

7 anni fa

Risposta puntuale ed esaustiva. Le critiche che si leggono nei commenti sottostanti sembrano rispondere ad un altro articolo più che a quanto esposto dal neo Direttore Tonelli. Auspico che si vada a fondo sulla questione delle "irregolaritá " portate avanti dalla precedente gestione, dato che appaiono lapalissiane pur restando da molti taciute. Lavorare con competenza, attenzione e in modo trasparente sono, al contrario, delle grandi doti! Auguri Direttore, ad maiora!

Luigi Graziani

7 anni fa

Egr. Sig. Direttore Marco Tonelli, Grazie per la Sua vibrante, esaustiva, tecnicamente esatta replica. Sono mesi che chi ha perso nelle ultime elezioni amministrative fa di tutto per mettersi in mostra dimenticando ciò che è stato e ciò che ha fatto in prima persona affinchè la nostra Cittá cadesse nel baratro. Evidentemente ancora non ha/hanno "elaborato" la sconfitta. Grazie ancora, Luigi Graziani

Anatomia di una sconfitta.

7 anni fa

Bisogna capire che chi esce da una sconfitta elettorale potrebbe essere soggetto ad avere delle crisi esistenziali che potrebbero portarlo alla ricerca di una nuova identitá. E in questa fase molto delicata si potrebbero commettere molti errori, compreso quello di dover fare delle figure barbine per intromettersi in cose che non gli competono. Ci si attacca a tutto per non finire nell'oblio!

giampi

7 anni fa

Bravo Tonelli, complimenti per la replica. Ora la cosiddetta elite radical chic e relativi servitori e poeti di corte dovrebbe nascondersi per la vergogna: non lo faranno, loro sono quelli che hanno la verita' stampata in fronte, il dogma incontestabile. Poveri noi che dobbiamo sopportarli!

Rita Correnti

7 anni fa

Gentilissimo Prof. Tonelli, Non La conosco personalmente ma giá mi è simpatico. Per come procede, per come espone i fatti, per come difende la causa del Patrimonio collettivo e per il coraggio che espone e con ciò insegna ai Suoi nuovi concittadini. Le porgo il mio personale ringraziamento per la funzione che sta svolgendo!

Giacinto

7 anni fa

Quindi in un palazzo del 700 può tranquillamente stare un murale di Sol Lewitt (viva!) è non uno più attuale? O tutti o nessuno, giusto? se non sono consoni al palazzo perché non rimuoverli tutti? O meglio perché non tenerli tutti?

sandro tulli

7 anni fa

carissimo direttore.io sarei stato più cattivo.Buon lavoro,

Francyfontana

7 anni fa

Credo si debba far lavorare il nuovo direttore prima di attaccare a sproposito e in anticipo. Il vecchio allestimento presentava svariate mancanze e criticitá (a voler usare un eufemismo). Perciò direi che una nuova esposizione e riorganizzazione complessiva, pensata per valorizzare ciò che davvero un senso e un valore lo ha, è non solo da non osteggiare, ma addirittura auspicabile. Buon lavoro al Direttore!

Troppo lungo da leggere

7 anni fa

Troppo lungo da leggere. Occorre prendersi un giorno di ferie. La modernitá sta sotto i 500 caratteri inclusi gli spazi.

Spoletino

7 anni fa

Un intervento VERGOGNOSO, nella sostanza e nella forma (ma l'una dá significato all'altra), da perfetto interprete della a-cultura che permea questi tempi e questi amministratori. Ai quali accosto in pieno il direttore, visto che lui per primo fá un intervento politico e di parte, più da assessore che da direttore. Vorrá dire che quando cambierá la maggioranza, lui stesso sará il primo a non poter essere più, per il suo autopoliticizzarsi, direttore

paladino

7 anni fa

forse questo signore non ha compreso i contenuti ed i limiti dei proprio ruolo? Necessita un intervento immediato del Sindaco per ricordare al Direttore le proprie competenze.

marco chiodetti

7 anni fa

Risposta garbata puntuale e precisa. Complimenti per la competenza Direttore.

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