società
Tagli alla Cultura, briciole anche a palazzo Collicola
società
Tagli alla Cultura, briciole anche a palazzo Collicola
Il direttore artistico Tonelli scrive a Sol: 'Per la Regione è il più importante museo pubblico di arte moderna dell’Umbria. Soltanto a parole però. Auspico che la situazione possa cambiare dal 27 ottobre'
Riceviamo e pubblichiamo la lettera del direttore artistico di palazzo Collicola Marco Tonelli in merito ai recenti tagli decisi dalla Regione nel settore della Cultura:
"Leggendo su Spoletonline un articolo sul taglio da parte della Regione Umbria in merito a fondi per fondazioni e istituzioni culturali (“Mannaia della Regione sui fondi destinati agli spettacoli e alle attività dal vivo”, 17 ottobre 2019), è inevitabile pensare a quanto accade in campo culturale e nello specifico a Palazzo Collicola di Spoleto. Il taglio riguarda per la verità, come si legge suo sito del giornale on line, “numerose associazioni, enti e Fondazioni tra cui il Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” il quale potrà contare soltanto su 38 mila euro: una mazzata, considerando che nel 2018 aveva ricevuto 120 mila euro e nel 2017 241 mila. Ad essere colpita è anche la Fondazione Festival dei Due Mondi, alla quale andranno 31.500 euro (nel 2018 erano stati 78 mila; nel 2017 93 mila).
La lista degli altri soggetti comprende: Anonima Impresa Sociale (2.200 euro), Anec Umbria (1.042,77), Zenith di Riccardo Bizzarri (2.200), Fontemaggiore Teatro Stabile di Innovazione (45.000), Indisciplinarte srl (3.040), Associazione Culturale di promozione sociale Aurora (1.500), Associazione Culturale Dejà Donné (1.800), Oplas Centro Regionale Danza Umbra (1.800), Festival delle Nazioni Onlus (35.000), Associazione Omaggio all’Umbria (2.550), Associazione Culturale Gabbiano Jonathan di Gianluca Di Maggio (2.550), Associazione Culturale Roghers Staff (2.450), Associazione Culturale Eunice (9.918,5), Associazione Culturale Umbria Ensemble (6.923), Tieffeu Teatro di Figura Umbro (5.000), Associazione Ippocampo (2.500), Associazione Teatro Laboratorio Isola di Confine (2.500)”.
Sotto il versante strettamente culturale però (ovvero musei) la situazione non è migliore, anzi molto peggiore. Basti pensare che Palazzo Collicola (Galleria d’Arte Moderna, Appartamento Nobile e Biblioteca Carandente) ha ricevuto nel 2019 appena 1300 euro dalla Regione, cioè molto meno di quanto non si dia a una qualsiasi associazione culturale, il che stride con quanto viene comunemente detto da politici e funzionari addetti: che cioè sia il museo pubblico più importante di arte moderna e contemporanea dell’Umbria, se si esclude la Fondazione Palazzo Albizzini (che non è pubblica) che è dedicata a un solo, seppur grande artista: Alberto Burri.
Un conto è infatti combattere quotidianamente con mancanza di fondi pubblici o riceverne in maniera assolutamente insoddisfacente, un altro è non venire affatto presi in considerazione ricevendo una sorta di elemosina. Vorrei solo sottolineare che attualmente, se si considera soltanto il valore assicurativo della collezione della Galleria di Arte Moderna riallestita al secondo piano del palazzo, siamo intorno a una stima di 10 milioni di euro, che vengono gestiti con un budget comunale di circa 42 mila euro, senza contare il valore della quadreria del Piano Nobile e le attività di mostre, incontri, presentazioni e via dicendo.
Che Palazzo Collicola non meriti di avere un adeguato finanziamento regionale sembra tanto più assurdo quanto più finanziamenti si erogano, e in misura consistente, per varie associazioni (senza contare il Festival e il Teatro lirico di Spoleto), alcune delle quali ricevono più di quanto sia il budget annuale che il Comune di Spoleto, seppure a fatica, mette a disposizione di Palazzo Collicola.
In qualità di direttore di Palazzo Collicola comprendo bene la difficoltà finanziaria attuale e infatti sono in dialogo, su un progetto triennale ben preciso, con Fondazioni bancarie e con un gruppo di persone sensibili all’arte che hanno in progetto di costituire presto un’Associazione Amici del Museo di Palazzo Collicola, mentre già un mecenate straniero, che al momento vuole rimanere anonimo, sta fattivamente contribuendo a spese per la necessaria risistemazione di importanti opere su carta della collezione e il restauro del wall drawing di Sol Lewitt, ancora danneggiato dai danni del terremoto del 2016. Piccole azioni strutturali tra le tante che necessitano di esser fatte (sistemi di filtraggio luce solare delle finestre, di deumidificazione e climatizzazione parziale delle sale espositive, attrezzature tecnologiche adeguate, varie operazioni di restauri e via dicendo)
Mi auguro che la dimenticanza della Regione, se confermata, possa essere risolta o comunque meglio affrontata a partire dal 27 ottobre prossimo venturo e dai vertici della nuova amministrazione regionale, qualunque essa sia, come del resto fatto in anni passati con attenzioni e contributi significativi. In caso contrario, si eviti in futuro di affermare che Palazzo Collicola è il museo pubblico di arte moderna e contemporanea più importante dell’Umbria, il che viene contraddetto, conti alla mano, dalle azioni di sostegno della politica e delle amministrazioni attuali a livello regionale".
Marco Tonelli
Direttore artistico di Palazzo Collicola
Fai una donazione a Spoletonline per aiutare il nostro progetto
I commenti dei nostri lettori
FAROALDO 1°
7 anni fa
Ma come può farsi rispettare una Cittá come Spoleto dove nell'amministrazione pubblica e nelle sezioni dei partiti politici non figurano studiosi e competenti delle arti contemporanee? Possibile che 62 anni di Festival non sia servito a niente? E perché questo Festival che ogni anno gode di un finanziamento statale di ben 5 milioni di euro più quelli dei vari sponsor e incassi, non contribuisce con qualche migliaia di euro alle programmazioni di Palazzo Collicola...?
Camillo Corsetti Antonini
7 anni fa
Il pensiero del Direttore Tonelli, e credo quello del Teatro Lirico Sperimentale e delle Istituzioni culturali umbre, sollecita a tutti i cittadini (spoletini e non) una riflessione sul ruolo e la funzione delle Istituzioni pubbliche locali e, soprattutto, indica la sola via possibile per non far morire di inedia l'Istituzione che lui rappresenta: cercare direttamente quei sostegni che la "politica" non può o non vuole dare. Ben vengano dunque gli "Amici di Palazzo Collicola", gli "Amici dello Sperimentale" e tutte quelle sinergie mirate alla crescita culturale di Spoleto. Ma, ancor di più, siano benvenuti tutti quegli spoletini che hanno a cuore la loro cittá, senza la loro vicinanza, il loro aiuto ed il loro sostegno... si, parlo "biecamente" di soldi. Non basta più riempirsi la bocca di belle parole di circostanza, è necessario metter mano al portafoglio e, ognuno per quel che può, sostenere un progetto culturale che, incredibile ancora se ne dubiti, può essere una vera ancora di salvezza per un territorio in cui il turismo si profila sempre più come una componente molto importante dell'economia locale.
Dì la tua! Inserisci un commento.