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L'Italia prima per minor numero di frodi d'identità sul web nel mondo del gambling
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L'Italia prima per minor numero di frodi d'identità sul web nel mondo del gambling
Lo ha stabilito Jumio, società americana da anni specializzata in verifica di identità digitale
La società statunitense specializzata in servizi di verifica e autenticazione d'identità digitale, Jumio, da anni si occupa di raccolta dati per valutare e giudicare la prevalenza di frodi che consentono la violazione di account in rete nei settori più disparati. Il bilancio per il 2019 in un settore come il gaming è
chiarissimo: le frodi crescono ma il settore ha aumentato gli standard in sicurezza. Nell'analisi dei nuovi account creati nel giro degli ultimi sei anni, il gruppo di Palo Alto Jumio ha appurato che la creazione fraudolenta di account aumenta, laddove si intende per questo l'utilizzo dell'identità di qualche altro sul web. Ma il 2019 è un anno positivo, che ha registrato un vistoso calo in termini di frodi: il caso dell'Italia è emblematico, trattandosi di un paese che nel 2014 aveva le peggiori premesse in materia di frodi e che nell'ultimo anno ha ridotto dell'oltre 11% il numero delle violazioni. L'unico paese al mondo che ha raggiunto la doppia cifra, con un trend opposto a tutti gli altri che hanno visto un aumento anche piuttosto netto: in Germania la percentuale è salita ad ottanta, in Canada a quarantaquattro, negli USA al 34.
Il team di Jumio da par suo esegue 300.000 verifiche giornaliere su oltre 200 milioni di identità in oltre 200 paesi. La mole di dati giornaliera è, dunque, enorme e utile soprattutto per prevenire il furto di identità. Tornando al 2014, secondo le elaborazioni di Jumio, erano oltre l'85% i casi di conti creati in maniera fraudolenta. Numero poi aumentato fino al 4,21% nel 2018. Unico anno di stop proprio il 2019, che ha registrato un miglioramento del 40,21%.
Nel report del gruppo californiano emerge anche l'esempio del Regno Unito, virtuoso solo in parte: se da un lato in UK si è trovato un modo migliore per garantire l'identità del conto, il tasso di frode nel mercato è salito, soprattutto nel weekend tra Black Friday e Cyber Monday, sfiorando l'11% in più rispetto al trend del 2019. Anche se il Paese ha visto una diminuzione grazie alle normative migliorate e inasprite con le procedure del "know-your-customer" e antiriciclaggio volute e implementate dalla Gambling Commission.
Il CPO di Jumio, Philipp Pointner, ha commentato aggiungendo che spesso il primo passo del furto di identità inizia con la creazione di un nuovo account online ed è di uso deliberato dell'identità di qualcun altro per ottenere soldi e credito ed effettuando acquisti. Ma il furto di identità viene anche utilizzato per perpetrare le imprese nel distinguere tra utenti ad alto rischio e utenti a basso rischio - e questo accelera solo grazie alle violazioni dei dati su larga scala, all'evoluzione del web oscuro e alla minaccia incombente dell'identità furto. Troppe volte infatti le aziende fanno affidamento su metodi tradizionali di verifica dell'identità che non sono molto attrezzati per trovare nuove frodi di account. Il tema sicurezza, infatti, è fondamentale.
Il caso italiano, sopracitato, è emblematico perché la maggior parte degli operatori di settore hanno fatto del tema sicurezza una battaglia da perseguire con forza e senza indietreggiare. Tra le politiche più efficaci contro le frodi online e contro i furti di identità spicca quella adottata dalla piattaforma di casinò online Gioco Digitale, un punto di riferimento in materia. Difatti, dopo la registrazione e dopo aver accettato tutte le informative sulla privacy, l'identità dell'utente viene completamente protetta secondo le normative legislative vigenti. L'utente, che da par suo può rifiutare il trattamento dei suoi dati, chiedere di essere informato, di accedere, di rettificare i suoi dati, cancellarsi, la limitazione del trattamento dei dati. Ma non solo: le filiali di Gioco Responsabile, gli agenti, i fornitori, adottano, al fine di tutelare al meglio i clienti, banche dati sicure e provviste di firewall, pagine web criptate e certificate e, infine, società certificate ISO 27001:2013.
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