società

Piante officinali: perché si chiamano così? Che proprietà hanno?

 

Viaggio nel tempo fra tradizione e cultura

 

La storia delle piante officinali è davvero antica e ricca di tradizione e cultura. Basti pensare che questa disciplina pone le sue basi migliaia di anni fa. Secondo gli storici i primi a trattare le piante officinali furono i cinesi. È infatti attribuito all’imperatore cinese Chen-Nong – che regnò nel XXVII secolo a.C., il primo trattato sulle piante medicinali che sia mai stato scritto. In quest'opera Chen-Nong descrive e classifica 365 erbe, che egli probabilmente sperimentava su se stesso per accertarne le virtù curative o tossiche. Non mancano i riferimenti nelle altre culture e tradizioni. Nell’antico Egitto, ad esempio, piante ed erbe officinali venivano largamente utilizzate per compiere le procedure di mummificazione. Nell’antica Grecia iniziò a svilupparsi il concetto di piante ed erbe con impiego medico, mentre nel Medioevo, grazie agli Arabi, viene scoperto l’alcool, derivato dalla distillazione di erbe e piante officinali.

Ma cosa sono esattamente le erbe e le piante officinali? Si definiscono tali le erbe e le piante che grazie alle loro proprietà terapeutiche, sono impiegate in campo medico e farmacologico. Molte piante ed erbe officinali crescono in modo spontaneo, dalla loro lavorazione deriva la produzione di oli essenziali, unguenti, tisane e cosmetici.

Le proprietà delle piante officinali

Le piante officinali che abbiamo a disposizione sono davvero numerose. Basti pensare, ad esempio, alla canapa sativa da cui viene estratto l'olio di cbd, che è stata riconosciuta come pianta officinale proprio di recente.

L’aloe, ad esempio, appartenente alla famiglia delle Aloeaceae, è una delle piante più conosciute in assoluto, una fama dovuta alle sue innumerevoli proprietà benefiche. Dalle foglie si estrae, attraverso una particolare lavorazione, un succo denso, della consistenza di un gel, che contiene numerosissimi principi attivi dalle proprietà immunostimolanti, antinfiammatorie, depurative e nutritive.

L’aloe ha grandi potenzialità depuranti. La pianta è in grado di disintossicare l’organismo dalle tossine. I saccaridi presenti nel gel, aderiscono alle pareti dell’intestino formando una barriera protettiva che impedisce l’assorbimento di sostanze dannose. È inoltre una pianta lassativa che stimola la flora batterica e favorisce l’eliminazione dei rifiuti, migliorando l’assorbimento delle sostanze nutritive.

Altra pianta officinale è la calendula. Si tratta di una pianta erbacea perenne originaria del Nord Africa che deriva il suo nome dal latino. Fiorisce una volta ogni 30 giorni circa, ovvero alle calende, cioè il primo del mese. Grazie al contenuto di carotenoidi, può svolgere un’azione antinfiammatoria e ha proprietà rigeneranti e cicatrizzanti. La calendula contribuisce infatti a incrementare la produzione di fibrina, agevolando la rigenerazione dei tessuti e la guarigione delle ferite. È quindi considerata un vero e proprio rimedio naturale per scottature, ferite, arrossamenti e irritazioni della pelle.

Chiudiamo con l’arnica, una delle piante più utilizzate per il trattamento di comuni disturbi legati al sistema cutaneo e all’apparato osteoarticolare. Grazie alle proprietà antiflogistica, antireumatica ed antiechimatosa è largamente impiegata per uso topico, sotto forma di pomata, olio o unguento, in caso di edemi post-traumatici, contusioni e reumatismi.



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