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'Una società che nella pandemia tiene aperti i luoghi del profitto e tiene chiusi i luoghi dell’istruzione va rovesciata'
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'Una società che nella pandemia tiene aperti i luoghi del profitto e tiene chiusi i luoghi dell’istruzione va rovesciata'
I lavoratori della scuola dell'associazione culturale 'Casa Rossa' contro la didattica a distanza: 'discrimina, distrugge la socialità, non è insegnamento ma un pallido surrogato'
"Ci affidiamo alla scienza non asservita agli interessi delle multinazionali per sostenere l’idea corretta del che fare durante la pandemia. Perciò non affermeremo mai a priori quale debba essere la cosa da fare, cosa tenere aperto e cosa tenere chiuso. Ma è certo che una società comandata da una classe politica che risponde agli interessi forti, siano essi, luoghi di divertimento, centri commerciali, attività produttive non essenziali e chiude scuole e teatri è una società malata e questo male si chiama denaro, profitto, accumulazione". A parlare sono i lavoratori della scuola dell'associazione culturale "Casa Rossa".
"Non è un caso che le differenze sociali in questo ultimo anno sono enormemente cresciute, file di poveri e guadagni record dei milionari nel mondo. Ora se in nome della scienza chi governa e decide tiene aperti i luoghi del profitto e del mercato e in più non ha fatto nulla di concreto per modificare aspetti fondamentali della società come i trasporti pubblici di cui usufruiscono la maggior parte degli studenti, mentre tiene chiusi i luoghi dell’istruzione e della cultura come è accaduto per lunghi mesi e sta ancora accadendo, allora diciamo che non ci sta bene e che a queste decisioni bisogna opporsi, così come stanno facendo studenti e insegnanti un po’ in tutta Italia".
"Qualsiasi serio insegnante sa che la didattica a distanza non è scuola e se questa si è affacciata in una fase d’emergenza, non può e non deve divenire la scuola di oggi e del futuro. Perché dove vuole andare il sistema, cosa chiede il capitale ce lo ha detto Letta, ex Primo Ministro del Centro Sinistra e sostenitore del governo Conte (il Centro Destra la pensa allo stesso modo): "È finito il tempo in cui si andava a scuola, all'università e poi si lavorava. Adesso per tutta la nostra vita dobbiamo adattarci, cambiare ed essere pronti. Il sistema deve aiutare tutto questo".
"La DaD discrimina, distrugge la socialità, non è insegnamento ma un pallido surrogato. Allora se in nome dell’economia si lasciano aperti i luoghi del profitto diviene inaccettabile la negazione dell’istruzione, della formazione, della cultura che si ha con la chiusura delle scuole, teatri, cinema. Siamo perciò al fianco degli studenti che lottano per la riapertura delle scuole in presenza e daremo il nostro contributo in questa lotta".
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I commenti dei nostri lettori
gualtiero beniamini
5 anni fa
In verità non è tanto che vengano tenuti chiusi i luoghi dell'istruzione e della cultura, ma che le modalità di trasmissione e fruizione dell'istruzione e della cultura siano trasferiti "altrove", nella DaD e nello streaming. Gentili signori di Casa Rossa e lettori, non sarà che siamo in presenza delle prove generali di...mai sentito parlare di "Transumanesimo"?
Francesco
5 anni fa
Mi sembra che Casa Rossa sia d'accordo sostanzialmente con la ministra Azzolina che vuole (voleva!) riportare tutti i ragazzi a scuola e ritiene la DaD, appunto, un surrogato del "fare scuola" da utilizzare solamente in contesti emergenziali. Nello stesso tempo però mi sento di non buttare via quello che di positivo la DaD favorisce o ha favorito in questo ultimo anno e cioè la possibilità di risentire lezioni già svolte, di comunicare in modo rapido e diretto con i propri docenti e compagni, un contenitore per tanto materiale prodotto da alunni e docenti da condividere non solo con il gruppo classe. La socialità si sviluppa, comunque, anche attraverso la DaD e come integrazione della didattica in presenza, e non sarei così categorico da rigettare in toto questo strumento almeno di essere, come scriveva Umberto Eco tanto anni fa, un "apocalittico" ! Pur non essendo un "integrato" mi sento di condividere un link di Roberto Maragliano. https://www.agendadigitale.eu/scuola-digitale/didattica-a-distanza-perche-e-unetichetta-sbagliata-due-lezioni-e-un-compito/
Signor Smith
5 anni fa
Se solo ci fossero un po' meno slogan ideologici ed un minimo di ragionamento in più molte delle obiezioni che questo intervento presenta, e che hanno una loro ragion d'essere, avrebbero migliori occasioni di dibattito, piuttosto che finire etichettate come lagna ideologica.
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