cronaca

Gelate e intemperie, api in gravissima difficoltà: lettera al ministro Patuanelli

 

'Raccolto compromesso, ma aiutateci a mantenere vive le arnie fino al 2022'

 

Sono il bioindicatore per eccellenza della Terra, dalla loro esistenza dipende il futuro stesso del pianeta e dell’umanità. Alle api spetta il compito di impollinare il grano e le altre colture, garantendo continuità al ciclo della vita. Ma se il clima impazzisce e le api muoiono, la vita come la si conosce oggi sparirà nel giro di 30 anni al massimo. Non lo dicono animalisti integralisti, lo dice la scienza. Ecco perché, a maggior ragione, gli eventi climatici che hanno caratterizzato l’inizio di aprile e la metà di maggio devono essere presi in considerazione con la massima cautela. Perché attorno al “mondo api” ruota tutta una filiera economica, un pezzo di agricoltura – l’apicoltura, appunto – che è prima di tutto passione e poi, al limite, guadagno.

Bene lo sanno gli apicoltori spoletini, cui la gelata tra il 7 e l’8 aprile scorso ha messo a dura prova le arnie possedute, falciando la fioritura primaverile in corso e provocando la morte di intere famiglie di api, con il conseguente azzeramento della produzione per l’intera stagione. “Il gelo ha tolto il nutrimento alle nostre operaie – racconta uno degli imprenditori agricoli contattati da Spoletonline – provocandone il deperimento e la morte. Abbiamo perso circa il 15% delle api, qualcuno è stato un po’ più fortunato, altri meno”.

“Per salvare le arnie siamo ricorsi allo sciroppo di glucosio e altra alimentazione artificiale – spiega un suo collega – con spese che ci siamo accollati pur di aiutare le colonie e, soprattutto, consapevoli del fatto che per quest’anno di miele se ne parlerà ben poco e a caro prezzo”.

Come se ciò non bastasse, a metà maggio – quando stava per ripartire una nuova fioritura – il vento e la pioggia tropicale hanno fermato di nuovo il processo e bloccato le api nelle arnie. “E’ una situazione drammatica che ha portato alla morte tantissimi alveari – spiega Enzo Alleori dell’Apicoltura Vallerosa – a cui si vanno ad aggiungere le numerose perdite che contiamo, ogni anno, a causa di malattie di ogni genere e animali concorrenti. Per questo ho scritto al ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Stefano Patuanelli chiedendo un aiuto a noi allevatori-produttori, che stiamo cercando di far sopravvivere le api fino al prossimo anno, in attesa che possano riprendere il naturale ciclo biologico”.

Alleori, nella sua lettera, chiede “a nome degli apicoltori dello spoletino e non solo” che il Ministero valuti l’opportunità di concedere ristori, contributi e aiuti al settore al fine di sostenere le spese “per la sopravvivenza delle api” e, per esteso, delle attività umane che ruotano attorno alle simpatiche e utilissime mellifere. Del resto, tutte le arnie in uso agli apicoltori sono iscritte e censite nell’apposita banca dati apistica, il che renderebbe estremamente semplice verificare la natura effettiva dei danni subiti a causa delle avversità atmosferiche, ormai sempre più frequenti anche in Italia.



I commenti dei nostri lettori

Locale/Globale

17 giorni fa

Totale solidarietà agli operatori che accompagnano e sostengono la vita preziosa delle api. Cogliamo l'occasione per riflettere anche sulla necessità di considerare l'interconnessione tra tutti i problemi collegati con la biodiversità: degrado del suolo e del clima, deforestazione, ecc. Invito a leggere un documento pubblicato da UNEP, Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente: https://www.worldenvironmentday.global/get-involved/ecosystem-restoration-playbook

FS

18 giorni fa

Quale cittadino e consumatore di miele, auspico che grazie all'intervento scritto del Sig. Alleori, il Ministero valuti l’opportunità di concedere aiuti e sovvenzioni al settore; ritengo che l'apicoltura sia una eccellenza delle produzioni agricole, tra l'altro decisamente ecocompatibile. Grazie alle api ed alla sapiente gestione degli operatori del settore possiamo avere un prodotto, oltre che gustoso al palato, dalle elevate qualità nutritive essendo dotato sia di zuccheri semplici, di minerali e di sostanze antibiotico-simili. Spero anche che l'apicoltura rientri nelle prospettive di lavoro di giovani imprenditori agricoli, facendo si che questa "arte" venga tramandata alle generazioni future e nel contempo si tutelino le meravigliose ed operose api, nonchè le coltivazioni quali sulla, tiglio, timo, eucalipto, rosmarino, corbezzolo ed altre, che conferiscono al prodotti finale una piacevole varietà di gusti. Perdonate la lunghezza del commento, ma ritengo il miele il Re degli alimenti che non dovrebbe mai mancare nelle nostre dispense.

Ivano Barabani

18 giorni fa

Concordo con i commenti precedenti e mi chiedo visto chi i nostri politici sono così solerti nel rimborsare anche i probabili evasori e lo abbiamo visto durante questa pandemia non trovino una formula per rimborsare le perdite di questi lavoratori forse ignorano i benefici che ci regalano questi magnifici insetti

Se bisogna dirla diciamola tutta.

18 giorni fa

Per essere sinceri e obiettivi, non sono solo i capricci della natura a creare enormi problemi alle api ma contribuisce notevolmente anche l'avidità dell'uomo. Mi riferisco ai polveroni di pesticidi e a tutte le altre sostanze velenose che durante la fioritura vengono sparse abbondantemente nei campi coltivati a frumento e spruzzati generosamente sulle piante da frutta.

Federici Valentina

18 giorni fa

Salve a tutti sono una delle giovani Apicoltrici dello Spoletino che si dedica con amore e passione al settore dell'apicoltura, quando ho iniziato qualche anno fa con le mie prime due arnie gli apicoltori più esperti mi dissero "qualche sconfitta devi sempre metterla in conto" nonostante tutto sono andata avanti e ho tenuto duro con dedizione e sacrificio... Sembra quasi impossibile credere che nel mesi di aprile, maggio e giugno in cui dovremmo aggiungere melari noi apicoltori ci troviamo a dover nutrire e sfamare le nostre famiglie con sciroppi fatti di acqua e zucchero per sostenerle e mantenerle in vita... Molti di noi hanno perso intere famiglie a causa del freddo e del clima che sta cambiando che compromette totalmente il raccolto di nettare e polline... Ringrazio la redazione di Spoletonline e in particolar modo Daniele Ubaldi che ha preso fin da subito a cuore la situazione e il dramma che stiamo vivendo in questi ultimi giorni... Andare in apiario e trovare strati di api morte sui fondi, davanti alle arnie e nelle cellette fino a spingersi per cercare l'ultima goccia di miele rimasta mi fa piangere il cuore... È una continua lotta contro il tempo e non sempre abbiamo le armi per combatterla... Federici Valentina

Enzo Alleori

18 giorni fa

Ringrazio Spoletonline, a nome mio e di tanti altri amici e colleghi apicoltori, per l'articolo pubblicato e l'attenzione che ha dimostrato per un tema molto delicato a noi e all'intero ecosistema. Enzo Alleori

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