cronaca

A spasso per il miele: orso devasta le arnie di una piccola azienda agricola spoletina. Che non sarà risarcita

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Quasi certamente è lo stesso animale ripreso a Leonessa (in fotogallery) e poi protagonista a Monteleone di Spoleto e a Sant'Anatolia. In Umbria non sono previsti ristori per i danni da plantigradi

 

Come nei cartoni animati. O nelle favole. Soltanto che, da simpatico protagonista delle storie per bambini, nella realtà l’orso diventa un problema quando entra a contatto con l’uomo. Specialmente se le istituzioni non tutelano l’agricoltura dai danni provocati dalla specie. Ed è particolarmente ghiotto il plantigrado che ha fatto visita, nella notte dello scorso weekend, ad una piccola azienda agricola locale che possiede 15 arnie per apicoltura, situata in una zona impervia e fuori dai sentieri del trekking nella parte meridionale del comune di Spoleto, ai confini con la provincia di Terni. L’apicoltore, il mattino seguente, ha trovato ben 9 delle 15 arnie possedute ridotte a brandelli, con interi sciami dispersi e famiglie distrutte. “Siamo riusciti a recuperarne soltanto una – racconta a Spoletonline – mentre le altre otto sono andate irrimediabilmente perdute”.

Le immagini parlano da sole: l’orso si è introdotto nell’area che ospita le arnie e l’ha trasformata nel proprio party personale. I segni delle unghie sembrano a dir poco inequivocabili, anche se della vicenda si sta occupando la Forestale, che ha già compiuto un sopralluogo in azienda.

Ma il punto è un altro: il piccolo apicoltore non riceverà un centesimo di risarcimento, visto che la Regione Umbria, al momento, non dispone ancora di un protocollo di ristoro dei danni alle attività agricole provocati dall’orso. Ve ne sono in atto per i cinghiali, per i lupi e per i volatili, ma non per gli orsi. In pratica, poiché la burocrazia non contempla l’esistenza dell’orso in Umbria, questo animale può venire nella nostra regione e fare quel che vuole senza che nessuno si preoccupi di risarcire le persone e le attività danneggiate. Un vuoto sul quale le istituzioni devono intervenire, possibilmente in maniera retroattiva visto che, presumibilmente, lo stesso orso in particolare - un esemplare giovane e dunque privo di radiocollare – ha già fatto parlare di sé a Leonessa – dove è stato anche ripreso da una fotocamera notturna, ultima immagine della gallery –, Monteleone di Spoleto e Sant’Anatolia di Narco, dove ha fatto strage di una trentina di arnie. In queste aree è già intervenuto l’istituto zooprofilattico, per ulteriori controlli.

Un vero ghiottone di miele, che ovviamente di mestiere fa… l’orso. Ma se nessuno tutela gli agricoltori, che ancora oggi si ostinano a vivere in ambienti rurali e a portare avanti tradizioni culturali fondanti per il territorio, la società stessa è destinata a scomparire.



I commenti dei nostri lettori

sandro

14 giorni fa

occhio che la bistecchiera e' come l'orsacchiotto e'dotata di un attrazione particolare per la ciccia

carlo

17 giorni fa

@amante della fauna e della natura. Avrei voluto vedere che avresti detto se fossi stato tu e la tua famiglia a doverci campare con la tua attività di apicoltore!

Amante della fauna e della natura.

18 giorni fa

All'orsacchiotto si può solo rimproverare di non essere stato molto delicato a svuotare nel modo dovuto le arnie, (nessuno glie lo ha insegnato), e di non aver ringraziato l'apicoltore. Per il resto, visto che madre natura lo ha dotato di una particolare attrazione per miele, è giusto che per una volta ne abbia approfittato. Un'occasione così chissà quando potrà ricapitargli.

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