cronaca

Volere è potere

 

Manca il personale all'ospedale? Lo si trova bandendo per tempo concorsi e firmando convenzioni con altre Usl. I soldi ci sono. La Regione dica cosa vuole fare con il 'San Matteo degli Infermi'

 

Qualcuno dice che il ripristino del SanMatteo è tanto difficile e che non è come la riapertura di un Supermercato. A parte il fatto che anche un Supermercato è difficile da riattivare se, nel  periodo di chiusura, ha perso decine di dipendenti, quello che è necessario sapere, innanzitutto, è se c'è o non c'è la volontà di riaprire. Il proverbio parla chiaro: volere è potere. Bisogna solo capire che cosa si vuole.

In passato, negli anni in cui, in Regione, non governavano i dirigenti di adesso, la volontà è stata di depauperare pesantemente il SanMatteo. E poiché, giova ripeterlo, volere è potere, ci sono riusciti abbastanza. I dirigenti che sono arrivati recentemente vanno dicendo, in ogni occasione, che la loro volontà è quella di restituirci, dopo il Covid, un Ospedale migliore di quello che era stato chiuso. 

Aggiungono, però, che ci sono delle difficoltà perché manca il personale. Insomma: mettono le mani avanti (della serie "Vorrei tanto ma non posso"). E' una scusa che proprio non regge e che alimenta il sospetto che continui la manfrina degli anni passati. Perché? Perché, se si vuole, il personale si trova. Lo si trova bandendo per tempo e con rapidità concorsi che portano ad assunzioni stabili e non precarie. Lo si trova firmando convenzioni con altre Usl come, ad esempio, hanno fatto ad Orvieto dove, come a Spoleto, i pediatri mancano, ma il Punto Nascita continua ad essere attivo grazie ad una convenzione con un Ospedale di Roma.

Lo si trova, insomma, spendendo quello che c'è da spendere perché, come ci insegna la storia dell'uomo, pagando si ottiene tutto. Fra l'altro i soldi ci sono. Sia perché ci sono da utilizzare quelli risparmiati dall'uscita dal servizio dei quasi trenta medici (i cui stipendi, ovviamente, pur non gravando più sul bilancio del SanMatteo, fanno pur sempre parte del suo budget) e sia perché, per validi e urgenti motivi, gli euro si possono tranquillamente spendere, così come è avvenuto, ad esempio, per tutti i lavori di “trasformazione-ristrutturazione" del nostro Ospedale in Presidio Covid. 

Ecco. Ci debbono semplicemente far capire cosa si vuole. Il resto verrà da sé e sarà o un Ospedale di nicchia, come ha profetizzato il Direttore De Fino, oppure la Struttura dignitosa ed efficiente che si merita Spoleto. 



I commenti dei nostri lettori

Paolo Ciru

16 giorni fa

Il ragionamento non fa una grinza.

Curiosa

16 giorni fa

Leggo, sempre volentieri, le vostre notizie, giusto quello che scrive il Dott. ERCOLANI. Ne sarò felice, per l ospedale della città di Spoleto. L'unica cosa è che chi ci lavora, sia sempre dispinibile, verso gli utenti.... Sopratutto le signore ai vari cup!

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