cronaca

Maltrattamenti in famiglia, incubo finito per una donna di Giano dell'Umbria

 

I carabinieri hanno arrestato e condotto in carcere un uomo per i reati di sequestro di persona e lesioni personali aggravate

 

Il 12 ottobre in Giano dell’Umbria la Compagnia Carabinieri di Spoleto ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo del ’61 per i reati di “maltrattamenti in famiglia”, “sequestro di persona”, “lesioni personali aggravate” e “danneggiamento”.

La decisione di interrompere ad agosto un rapporto durato 10 anni è stata la causa scatenante della violenza inaudita posta in essere nei confronti della ex compagna sino a due settimane fa ad opera di un uomo 60enne del posto. 

Una violenza protrattasi nel tempo con il racconto e la raccolta “certosina” di elementi a riscontro effettuata ad opera dei militari della Stazione di Giano dell’Umbria che hanno ricostruito gli episodi che si sono susseguiti dal 2014. Numerosi eventi di maltrattamenti subiti dalla donna, tra l’altro con l’aggravante della presenza del figlio minore, nonché con l’utilizzo di violenza oltreché fisica anche psicologica con frasi ingiuriose, minacciose. Tra le frasi proferite dall’uomo ce ne sono alcune assolutamente emblematiche del tipo che evidenziano quanto subito dalla donna e l’inversione del rapporto vittima/carnefice nella psicologia dell’uomo che addebitava le colpe alla donna per la sottrazione del porto d’armi quale provvedimento immediato posto in essere dalle forze dell’ordine nei confronti dell’uomo.

L’episodio più grave si è verificato di recente allorquando l’uomo, quasi con l’inganno, la costringeva a entrare in casa per raccogliere gli ultimi effetti personali e la sequestrava nella propria abitazione, proferendo parole di amore nei suoi confronti alternate a minacce gravi. Soltanto dopo 4 ore in cui l’aveva percossa ripetutamente con profondi segni sia fisici che sullo stato psicologico della ragazza, la lasciava uscire in casa dicendole che era stata fortunata perché si era calmato e le concedeva la possibilità di uscire. In tale circostanza la donna ha acquisito maggiore consapevolezza del pericolo e ha inteso denunciare ai militari compiutamente l’accaduto, ricorrendo preliminarmente alle cure del caso per le numerose contusioni ed escoriazioni subite.

Si è posta la parola fine a queste ripetute violenze subite grazie al lavoro costante degli uomini dell’Arma Spoletina sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Spoleto, particolarmente sensibili ad episodi riguardante reati di “codice rosso” che richiedono tempestività nell’azione, chiara lettura degli eventi e stretta sinergia tra operatore/vittima, motivo per il quale talvolta si necessità anche l’avvio di un protocollo utile all’ascolto con un militare dello stesso sesso della vittima per maggiore apertura durante il corso della denuncia. 

Inoltre si evidenzia la sinergia istituzionale della Compagnia di Spoleto con le associazioni sul territorio che offrono la possibilità di essere accolte in “case protette”, anche con i propri figli.

La violenza sulle donne, di qualunque natura sia (fisica, psicologica, economica …) va denunciata rivolgendosi all’Arma dei carabinieri contattando il 112 e tenendo a mente il numero 1522 anti-violenza/stalking promosso dalla Presidenza Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità, gratuito e attivo h 24.



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I commenti dei nostri lettori

Curiosa

5 anni fa

Spero, che lo leggano in molte

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