cronaca
Nuova importante donazione per l'ospedale di Spoleto
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Nuova importante donazione per l'ospedale di Spoleto
L'associazione 'Giovanni Parenzi' Onlus ha consegnato al reparto di Nefrologia e Dialisi due nuovi computer portatili
L’associazione “Giovanni Parenzi”, associazione di solidarietà e volontariato fondata sui principi promossi nel 1860 dall’allora sindaco, Giovanni Parenzi, continua la sua opera al fianco dell’Ospedale di Spoleto. Sono stati consegnati nei giorni scorsi, al reparto di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale di Spoleto diretto dalla dottoressa Paola Vittoria Santirosi, due computer portatili donati dall’Onlus che hanno permesso il completamento dell’opera di informatizzazione della rete nefrologica aziendale.
“Dopo l’avvio del sistema di controllo per la dialisi domiciliare Share Source, primo in Umbria, nel 2017 a Spoleto, oggi primi in Italia abbiamo reso completa la gestione da remoto del centro con l’introduzione del sistema Sined Web, portando un’ulteriore eccellenza nell’assistenza e nella modernizzazione del servizio - spiega la dott.ssa Santirosi. “L’ammodernamento tecnologico introdotto – prosegue - permette un miglioramento dell’assistenza all’utente in trattamento dialitico ospedaliero permettendoci di rimanere a contatto con il malato anche se da postazioni fisicamente distanti”.
Sined MEDWARE® consente la connessione di postazioni remote attraverso la rete web realizzando una vera interconnessione geografica tra i diversi presidi ospedalieri che compongono la rete nefrologica dell’Azienda Usl Umbria 2.
L’utilizzo del sistema informatizzato della cartella elettronica Sined Web, insieme al sistema di tele dialisi domiciliare già in uso, permetterà anche il monitoraggio a distanza di postazioni remote come singoli posti letto in emodialisi domiciliare o posti letto in strutture sanitarie periferiche. Questo inoltre permetterà l’interazione con il centro trapianto regionale per la gestione dei pazienti nefropatici in attesa di trapianto di rene.
L’aumento delle postazioni hardware a disposizione nel centro dialisi di Spoleto accelererà il lavoro del personale e renderà più agevole l'accesso ai dati, semplificando il lavoro del dirigente medico e del personale di reparto.
“L’associazione Parenzi - dichiara il presidente dott. Piero Meduri - già impegnata per la realizzazione dell’ascensore di collegamento tra la palazzina Micheli e il blocco ospedaliero centrale, anche in questa fase di ripartenza post Covid partecipa attivamente al rilancio del nosocomio attraverso il sostegno a strutture di eccellenza, come la nefrologia e dialisi.
“Dal mese di marzo del 2020, con l’arrivo della pandemia - aggiunge la dott.ssa Orietta Rossi, direttrice del presidio - l’Ospedale di Spoleto ha dovuto attivare percorsi assistenziali dedicati, implementare le attrezzature necessarie alla valutazione, alla diagnosi e alla cura dei pazienti ed acquisire dispositivi di protezione individuale indispensabili per affrontare l’emergenza. In tutto questo periodo tante associazioni cittadine si sono fatte promotrici di iniziative e donazioni attraverso un sostegno concreto e un segnale di apprezzamento verso l’operato dei sanitari tutti. Questo ci fa capire ancora di più il valore di ciò che stiamo facendo”.
“Ridurre l’ospedalizzazione del paziente affetto da malattie renali croniche - conclude il direttore generale della Usl Umbria 2 dott. Massimo De Fino che porge i più sentiti ringraziamenti all’associazione - migliorarne la qualità di vita e essere sempre al passo con la modernizzazione attraverso l’aggiornamento tecnologico e la ricerca scientifica, insieme all’incremento delle attività di trapianto di rene sia da vivente che da donatore cadavere, sono tra le missioni della nostra azienda. Con l’avvio della dialisi turistica a Spoleto e negli altri centri della nostra Usl - afferma il manager sanitario - di cui prevediamo nel futuro l’estensione anche oltre il termine del periodo estivo, abbiamo portato a Spoleto molti pazienti che, pur se sottoposti ad una terapia salvavita, hanno potuto proseguire la loro dialisi durante gli spostamenti per motivi lavorativi, turistici o pellegrinaggi religiosi”.
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I commenti dei nostri lettori
associazione Giovanni Parenzi ( APS )
5 anni fa
L'associazione di promozione sociale Giovanni Parenzi, illustre e benemenertito confaloniere sindaco di Spoleto negli anni del 1860 dai grandi valori morali e umani,attento alle necessità dei propri cittadini i più sofferenti i meno abbienti offrendo loro sostegni economici e quanto necessario per le cure mediche,dando loro la sopravvivenza e una vita dignitosa. L'ospedale del San Matteo degli infermi quindi viene annoverata fra i cinque ricoveri di cure mediche realizzati nella nostra città intorno agli anni del 1600 e 1700 cui fondatori vedono protagonisti la dinastia dei Parenzi. La San Matteo degli infermi è la concretizzazione di questi centri di cure in un unica importante realtà ospedaliera che ha visto per molitissimi anni intorno agli anni 1860 la guida e il sostegno morale ed economico il primo cittadino di Spoleto " Giovanni Parenzi" L'associazione quindi Giovanni Parenzi fondata nel 2001 riprende i valori sociali dell'insigne figura storica di Giovanni Parenzi e ne sono diventati i principi fondamentali dello stesso statuto associativo che a tutt'oggi sono presenti in tutti i progetti di solidarietà, ove è possibile a sostegno del nostro ospedale San Matteo degli infermi
la solidarietà spoletina
5 anni fa
mi sembra un esempio di soldirarietà importante per il nostro ospedale Forse altri come questo il mondo girerebbe un pò meglio e in primis il nostro San Matteo degli Infermi
mariresa
5 anni fa
Iniziative che fanno piacere ma fanno dimenticare che tante persone non possono più curare patologie gravi perché la regione umbria dice di non aver soldi parliamo di maculopatia l interruzione delle cure può essere fatale per tante persone c'è qualcuno che ha volontà di parlarne?
Un cittadino si chiede:
5 anni fa
All'ospedale di Spoleto, visto come in fatto di personale sanitario stanno andando le cose, vale la pena di donare ancora delle nuove apparecchiature? Non è meglio evitare questo passaggio, (evitando così anche ai cittadini qualche illusione), e indirizzare direttamente le donazioni dei privati verso altri vicini comuni dove all'orizzonte si profila meglio l'avvenire sanitario di questa Regione?
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