cronaca
Ancora un rebus il futuro del Punto Nascite di Spoleto
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Ancora un rebus il futuro del Punto Nascite di Spoleto
Appare tuttora distante il ripristino del servizio nell'ospedale 'San Matteo degli Infermi'
Alla fine del secolo scorso, come testimonia il depliant dell'allora USL 3, Cascia aveva il suo punto nascita (e, naturalmente, ce l'aveva anche Norcia). Poi venne chiuso, perché i nati erano pochi e perché non erano presenti tutti i requisiti necessari per garantire un parto in sicurezza. Le future mamme della Valnerina trovarono questa sicurezza nel Reparto di Ostetricia dell'Ospedale di Spoleto, sede di un Dea di primo livello e, quindi, in grado di fronteggiare l'emergenza urgenza.
La stessa sorte è toccata al Punto Nascita di Mistretta, cittadina siciliana del messinese ubicata, come Cascia, fra i monti. Anche l'Ostetricia di Mistretta era una Struttura con una casistica limitata e non in grado di affrontare un'emergenza. Ma, mentre per le donne della Valnerina è stata trovata la soluzione Spoleto, raggiungibile in meno di un'ora, per quelle di Mistretta l’Ospedale più prossimo è talmente distante che anche correndo da pazzi (ma le strade non lo consentono), ci vogliono più di 60 minuti per arrivarci.
Per tale motivo, qualche giorno fa, una giovane mamma di Mistretta con le doglie non è riuscita ad arrivare nel Reparto di Ostetricia: il bimbo è nato per la strada e, purtroppo, è morto.
Ovviamente si sono scatenate le polemiche e le accuse, perché una disgrazia del genere non è ammissibile (strillano ora) in un Paese civile. Tutti adesso si chiedono se l'incidente si poteva evitare, scoprendo (naturalmente a posteriori) che ci sono delle situazioni cliniche in cui il fattore tempo è determinante e a nulla valgono i conti della serva fatti dai Politici quando decidono di chiudere un Reparto Ospedaliero. Per risolvere il problema, nella fattispecie, bisognerebbe proibire per legge alle donne di partorire.
E' per tale motivo che l'Associazione Sanmatteo insiste sul ritorno del Punto nascita a Spoleto. E' ben consapevole che l'operazione non riscuote un particolare entusiasmo da parte di qualcuno, ma non può accettare l'idea che una futura mamma metta a rischio la sopravvivenza della sua creatura per quello che, in fin dei conti, ha tutta l'aria di essere un mero calcolo economico (e geopolitico). E' vero che la salute dei cittadini ha dei costi, ma è altrettanto vero che non ha prezzo. E' un concetto che, se tenuto bene a mente, eviterebbe tante decisioni sbagliate e tante disgrazie.
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I commenti dei nostri lettori
alexconti
4 anni fa
Se continuiamo così presto I921 sparirà dai codici fiscali...
cittadino
4 anni fa
Pienamente d'accordo
Casa rossa
4 anni fa
SPOLETO NON E' PIU TERRA NATALE Ma quale NATALE con MEZZO OSPEDALE! Spoleto non è più terra NATALE grazie a Lega, Tesei e Fratelli d'Italia. La sanità pubblica è colpita dal governo di Confindustria e Banche, sostenuto da tutti i partiti. Le briciole del PNRR per la salute pubblica, questo ha deciso Draghi. E a Spoleto l'ospedale è ancora senza medici, infermieri, con un Pronto Soccorso che non può funzionare senza il personale necessario. Ancora niente punto nascita e pediatria, la chirurgia azzoppata e tutti i reparti in affanno. Eppure sembra calato il silenzio e la popolazione sembra rassegnata. E I PARTITI E I FORUM HANNO SPENTO LE LORO LAMPADE. ERA SOLO UN FUOCO ELETTORALE? Finanziare la sanità pubblica con risorse adeguate del PNRR. No alla sanità azienda e alle convenzioni con i privati. Assumere tutto il personale necessario. Riaprire i reparti chiusi dell'OSPEDALE e mettere quelli in stato di precarietà in condizione di funzionare. Per una medicina di territorio reale, non solo sulla carta. Tornare nelle piazze e nelle strade. RIACCENDERE QUEL FUOCO ORA, OPURE ADDIO SPOLETO TERRA NATALE. Casa Rossa Spoleto
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