società

'La nostra categoria resiste a fatica'

 

Il ConSpoleto rilancia le preoccupazioni già espresse da Confcommercio: 'La città va completamente ripensata sotto il profilo turistico'

 

Riceviamo e pubblichiamo la nota con cui il ConSpoleto rilancia le preoccupazioni della sezione locale di Confcommercio:

Siamo assolutamente concordi con il presidente Barbanera sulla situazione assurda venutasi a creare con la revisione delle tariffe della Tari e senza dubbio necessita di immediati correttivi. Con la pandemia, la guerra e gli aumenti dei costi di energia si sta concretizzando un impatto non più sostenibile per le nostre aziende. Parliamo di aumenti che vanno dal 30 al 100% di luce, gas, biancheria, detergenti, attrezzature, food.

Siamo una categoria che non solo deve ammortizzare i costi interni ma subisce tutte quelli esterni dei fornitori indispensabili per offrire il prodotto di accoglienza e ristorazione. Si ricordi poi, e non si sottovaluti, la stessa natura del turismo quale comparto 'fragile' nel senso di più suscettibile agli umori del mercato in relazione ai fattori esterni determinanti come il terremoto, il covid o semplicemente con cambiamenti climatici, estati bollenti, potrebbero deviare verso località che attutiscano questo problema, come quelle di mare 

Tutto ciò ha indebolito le nostre aziende molto più che altri settori e le rende incapaci di tollerare ulteriori aggravi oltre a determinarne una oggettiva difficoltà di programmazione dell’attività di impresa. La 'precarietà' della continuità lavorativa tipica del nostro settore, esplosa con la pandemia, ha inoltre determinato l’abbandono del settore turismo di molto personale e quindi ulteriore aumento dei costi. 

Già lo scorso anno c’erano stati aumenti importanti della tassa sui rifiuti Tari, ma erano stati assorbiti (in parte) da un intervento governativo in favore delle amministrazioni comunali. Con gli aumenti previsti quest’anno la Tari fa un balzo in avanti fino al 40%!! Se tante delle nostre aziende sono state chiuse come possono aver prodotto rifiuti? Nella determinazione dei costi del servizio si deve necessariamente tenere conto delle diverse tipologie di attività e della relativa produzione di rifiuti, secondo un principio di equità. 

Come riportato correttamente dal presidente di Confcommercio, ci sono imprese che per loro natura hanno bisogno di grandi spazi, ma che non producono grandi quantità di rifiuti. Il principio deve essere: chi più inquina, più paga. Anche su questo punto va modificato il regolamento comunale.

Si aggiunga poi che la città, nonostante i costi per mantenere il servizio, si mostra sporca e poco curata, si fanno dei lavori di abbellimento o di pulizia approfondita solo prima del Festival senza considerare che Spoleto si presta ad accogliere turisti 365 giorni l’anno.

Oltre al tema dei rifiuti, quello dei servizi va affrontato in maniera approfondita! Una città turistica come ci vantiamo di essere, non può presentarsi con una segnaletica obsoleta o inesistente, senza una rete WIFI cittadina, senza un portale turistico, senza materiale di accoglienza, senza una corretta gestione univoca delle informazioni turistiche e soprattutto senza alcun investimento ormai da anni nella promozione del territorio.

Questa città va completamente ripensata sotto il profilo turistico, vocazione che a nostro avviso rimane l’unica prospettiva futura di Spoleto in un mondo globalizzato sempre più robotizzato e digitale. Il famoso mare dell'Umbria è in grande sofferenza e non ci servono ulteriori spinte per affogare… 

La nostra categoria resiste a fatica e cerca di accogliere al meglio i flussi turistici che portano economia a tutto il territorio, se le istituzioni non ci tutelano sarà anche difficile incassare Tari, Imu, Siae, Imposta di soggiorno e tutte le altre tasse alle nostre aziende collegate.

Noi siamo pronti come ogni giorno a fare la nostra parte, ma le istituzioni hanno il dovere morale di intervenire per supportare il tessuto produttivo turistico, concordando le decisioni importanti e condividendo con noi una visione di prospettiva.

Non si può affrontare il futuro senza questo cambio di approccio da parte delle istituzioni; approccio che viene puntualmente promesso da tutte le amministrazioni ma mai realmente perseguito Non è più pensabile alzare barricate tra chi amministra ed il tessuto imprenditoriale. Non è più pensabile fare calare decisioni dall’alto senza confronto o ancor peggio farle rispettare con modalità repressive”.



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I commenti dei nostri lettori

Signor Smith

4 anni fa

La città va ripensata dal punto di vista turistico... verissimo. Bisogna che i "soggetti" che sono il primo contatto con il turista (albergatori, ristoratori, commercianti...) si convincano a fare "rete" ed offrire ragioni di interesse perché le persone vengano (e si trattengano) a Spoleto. Ma la città va anche ripensata dal punto di vista del calendario... non è tollerabile che la città sia "viva" solamente nei 4 weekend del Festival e poi stia in una sorta di "coma vigile" che, a parte qualche fremito nella stagione del Lirico Sperimentale, poi aspetta solo il bacio del principe azzurro che le annunci l'arrivo del nuovo Festival. Sta agli spoletini salvare Spoleto.

Oltre al pianto ci vogliono proposte.

4 anni fa

È per rimediare a tutto ciò il Con Spoleto cosa propone? Sentiamo!

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