cronaca
Valnerina, sanità al collasso
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Valnerina, sanità al collasso
La rabbia dei cittadini di Norcia espressa attraverso una lettera aperta inviata al presidente della Regione Tesei e al direttore generale dell'Usl Umbria 2 De Fino: 'Necessario risvegliare la loro coscienza'
I lavori riguardanti la ricostruzione dell’ospedale sono stati affidati tuttavia non è ancora chiaro quando avverrà l'inaugurazione e che tipo di struttura sarà. Il tutto, poi, in un contesto molto complicato caratterizzato da numerose criticità rimaste, fin qui, senza soluzione. Ecco perché i residenti di Norcia, attraverso una lettera aperta, sono tornati a farsi sentire al fine di denunciare il “crescente disservizio sanitario”.
Una missiva che, a stretto giro di posta, verrà inviata al presidente della Regione Donatella Tesei, all’assessore Coletto, al direttore generale dell’Usl Umbria 2 Massimo De Fino nonché al direttore sanitario degli ospedali della Valnerina Norcia-Cascia Marchesi con l’intento di “risvegliare la loro coscienza”. E non finisce qua, perché una copia verrà trasmessa pure al presidente della Repubblica, al ministro della Sanità, alla procura della Repubblica di Spoleto nonché ai sindaci di Norcia, Sellano, Cerreto di Spoleto, Cascia, Preci, Monteleone di Spoleto, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Vallo di Nera e Poggiodomo. Per sottoscrivere la lettera è possibile recarsi, da oggi fino all’11 settembre, presso: Farmacia Rossi, Farmacia Centrale, Edicola al corso e al Barbiere Luca.
Ecco il testo del documento.
“Il Comune di Norcia sta subendo una graduale ed ingiustificata decurtazione delle prestazioni sanitarie. A sei anni di distanza dal terremoto del 2016 e dalla chiusura del nostro ospedale, non solo i lavori di ripristino dell’antico monastero che lo ospitava non sono iniziati ma neanche appaltati (è per noi criptico il significato di “affidati”). Inoltre non è ancora chiaro cosa diverrà questo nostro ospedale. Una RSA o una struttura sanitaria vera e propria o un’altra italiana cattedrale nel deserto? Ma questo è un discorso che riguarda il futuro, più o meno prossimo. Il problema grande è il presente. Nella zona di montagna dove sono situati i nostri disastrati comuni abbiamo solo due “Primo Soccorso” e non “Pronto Soccorso”. Uno a Norcia, l’altro a Cascia e due sole ambulanze a coprire tutto il territorio dei diversi comuni della Valnerina.
Ciò significa che l’ambulanza che soccorre un paziente non fa altro che trasportare lo stesso a Foligno, o a Perugia o a Terni, con tempi di percorrenza medi di un’ora. Infatti questi ospedali distano da noi un minimo di 67 ad un massimo di 107 chilometri di strade. L’ospedale di Spoleto, che sarebbe il più vicino, è anch’esso in via di semi smantellamento. Le ambulanze sono sempre prive di medico a bordo in quanto, sia di giorno che di notte, ce n’é uno soltanto per tutti i comuni serviti dal Primo Soccorso di Norcia e Cascia. E questa situazione pare sia anche destinata a peggiorare.
In inverno, di notte, con ghiaccio o neve, dalle frazioni dei nostri comuni, è necessario scomodare, oltre al 118, anche qualche santo protettore, che dal cielo accompagni il malato nel suo peregrinare per le strade dell’Umbria, mantenendolo vivo ed ancora curabile fino a destinazione. Gli specialisti che settimanalmente, o ogni 15 giorni, facevano capo agli ambulatori di Norcia ora sono ‘uccel d bosco’. Non si sa più se e quando verranno. Il personale medico, infermieristico e tecnico è assolutamente insufficiente, visto che neanche chi di loro è andato in pensione in questo ultimi anni è stato sostituito.
È un problema anche una semplice radiografia poiché il servizio di radiologia è quasi sempre chiuso (anche per urgenze di pronto soccorso) appunto per mancanza di personale. Vi siete mai chiesti a quanti disagi fisici ed economici state sottoponendo gli anziani che abitano in queste zone? Avete mai pensato che chi ha una pensione minima corre il rischio di non potersi curare neanche con il servizio pubblico?
Noi anziani siamo costretti a fare il giro degli ospedali umbri per esami e cure che si potrebbero fare facilmente in loco con i medici ed i macchinari già presenti. Affrontiamo grossi disagi fisici, alzandoci a ore antelucane per essere in tempo a Foligno, Terni e Perugia. Il tutto con spese di trasporto che nessuno rimborserà mai, neanche a tutti coloro che non possono permettersele. Alcuni non hanno ha disposizione dei familiari che possono accompagnarli e si perdono nella vastità di strutture ospedaliere che dovrebbero rassicurarli e che invece finiscono per svantaggi ulteriormente.
Avete mai pensato che un anziano ha più bisogno di sentirsi ancora una persona, piuttosto che un numero di letto da curare? La solitudine e la perdita del contatto umano ed affettivo, uccidono più delle malattie. Voi risparmiare sulle spese gestionali e gli anziani muoiono! Forse, non è proprio così necessario continuare ad illustrarvi questi e tanti altri nostri problemi, visto che ne siete perfettamente al corrente e responsabili. Perciò riteniamo di non poter accettare giustificazioni per presunta mancanza di finanziamenti o per impossibilità ad assumere personale. I soldi con noi, montanari e terremotati, paghiamo le tasse che finanziano il servizio sanitario sono perfettamente identici a quelli di tutti gli altri italiani. Come possiamo credere alle promesse ufficiali che ci vengono fatte?
Una volta ricostruito l’ospedale, come potremo riavere i servizi necessari ed obbligatori a cui tutti gli italiani hanno diritto, se fin da adesso ce ne state gradualmente privando? Tutti noi speriamo vivamente che non ignoriate, ancora una volta ed in maniera sistematica, questa civile protesta e che abbiate la compiacenza di ascoltare e rispondere chiaramente ai nostri disagi crescenti. Proprio di disagi ne abbiamo avuti fin troppi in questi ultimi sei anni! Non vi pare?”.
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I commenti dei nostri lettori
"Parole...parole...parole...
4 anni fa
...soltanto parole tra noi" la canta Mina ma è diventata la canzone preferita di molti politici dell'Umbria!Ecco cosa diceva il 23 Febbraio 2019 l'allora assessore alla Salute dell'Umbria Luca Barberini: " Perugia, 23 feb. 019 - "L'ospedale di Norcia verrà riqualificato e reso più sicuro e funzionale di prima, con un investimento di circa 6,5 milioni di euro e un miglioramento di tutte le attività. Entro la fine dell'estate avremo il progetto e poi partirà tutto l'iter per la ricostruzione. Nel frattempo abbiamo previsto e già attivato un potenziamento dei servizi sanitari territoriali per dare risposte efficaci e di qualità ai bisogni di salute dei cittadini, senza lasciare indietro nessuno". Oggi 5 Settembre 2022, sono passati 6 anni dal terremoto e anche se siamo passati dalla...Band dei "Cantanti politici...stonati" alla Band "Cantanti politici...scordati" perché sanno soprattutto scordarsi di ciò che promettono, chissà, forse, insomma a...chiacchiere, stanno per iniziare i lavori per l'Ospedale di Norcia come detto già nel...2019!
Se sono collassati gli attuali politici non è detto che assieme ad essi deve collassare anche la sanità.
4 anni fa
Bene, dopo aver fatto presente agli attuali governanti la situazione in cui si trova attualmente la sanità umbra, (ma non solo), bisogna anche ricordargli che il 25 settembre ci saranno le elezioni per eleggere il nuovo Governo. Quindi, nell'attesa, per schiarirgli le idee, è più che mai necessario ricordargli che ogni cittadino di questa Regione, anziché chiudere l'interruttore della memoria sulla faccenda sanità, per ascoltare i vari deliri dei politici in campagna elettorale, lo tiene sempre indirizzato su questa situazione. Si, perché ora c'è la guerra e ognuno di essi, (senza conoscerla se non per averne sentito parlare da qualche reduce, senza avere mai lavorato o fatto qualcosa di utile per la società, senza mai essersi immerso nelle sofferenze economiche e fisiche che stanno divorando i cittadini, e senza mai essersi interessato un piffero di economia), ritiene di avere le soluzioni giuste. Convinto che i cittadini riescono a vivere solo di dialettica. Delle loro uniche capacità!
Viste le tante passerelle...
4 anni fa
...con le promesse che hanno fatto arrossire...Pinocchio fatte in Valnerina e Spoleto dai destinatari di questa lettera aperta, il grosso rischio è che questi destinatari la cestinino perché l'unica cosa che comprenderanno è che non si tratta di un invito alla solita passerella con allegato un...menù a loro "caro" ma soprattutto più "caro" ai contribuenti! Ormai grazie a questi politici e amministratori, i cartelli indicanti Spoleto, Norcia e le località della Valnerina, riporteranno tutte la scritta: " Frazioni di...Foligno " e " Zone da Terzo Mondo"!
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