cronaca

Quello che va detto agli spoletini

 

Svolta negativa in arrivo per l'ospedale di Spoleto, destinato a diventare una succursale di quello di Foligno. Non mantenute le promesse della Regione

 

La nostra Associazione, preso atto della recente Delibera regionale relativa alla riorganizzazione della rete ospedaliera umbra, esprime le seguenti considerazioni. Era stato costantemente richiesto dalla cittadinanza sia che Spoleto restasse un Ospedale per acuti (sede di DEA) sia che gli  fosse riconosciuta una specificità, ossia una funzione particolare, in modo da mantenere, all'interno della USL e nel processo di integrazione con il SanGiovanniBattista, una sua dignità operativa. Sembra non sia così. Come temevamo e come è stato deciso, Spoleto diventa una dependance di Foligno, come lo è Narni di Terni e Pantalla di Perugia.

Inutile indorare la pillola. Che l'emergenza urgenza debba essere dirottata su Foligno e che la programmata si faccia a Spoleto potrebbe essere una soluzione "salomonica" se veramente "tutta" l'emergenza urgenza si facesse a Foligno mentre "tutta" la programmata venisse effettuata a Spoleto. In verità non sono queste le intenzioni e sarà bene, quindi, chiarire le idee agli spoletini. Dire Dea significa dire una particolare organizzazione che permette di offrire all'utenza condizioni di massima sicurezza. Questa organizzazione il SanMatteo, prima della sua chiusura per Covid, ce l'aveva ed il suo ripristino, dopo la suddetta chiusura, era stato assicurato con le parole e gli scritti dalla Regione.

Ma ciò non  è avvenuto. Le promesse della Regione non sono state rispettate e quell'organizzazione per l'emergenza urgenza è rimasta solo a Foligno (e, ovviamente, negli Ospedali di Perugia, Terni, Castello, Gubbio e Orvieto). Ne consegue che anche la cosiddetta programmata, ossia un'attività chirurgica non urgente, nel momento in cui necessitasse della detta organizzazione, non si potrà fare a Spoleto.

Facciamo un esempio: una protesizzazione d'anca è, naturalmente, un intervento   programmato, ma se il paziente  è un cardiopatico non può essere operato laddove manca il cardiologo h24. Sarà operato a Foligno. E non significa niente rassicurare la gente dicendo che a Spoleto verrà mantenuta la Terapia Intensiva: una Terapia Intensiva priva di Servizi di supporto efficienti nelle 24 ore, quale, per l'appunto, la Cardiologia , è una Terapia Intensiva monca e, di conseguenza, non sicura.

Ricapitolando: tutto (e si sottolinea tutto) continuerà ad essere fatto a Foligno. A Spoleto verranno effettuati solo interventi ultra selezionati oppure ambulatoriali.

E' ovvio che anche il Reparto Medico non può garantire una degenza sicura : anche qui, mancando l'organizzazione per l'emergenza urgenza, certe patologie non potranno esservi trattate. Sorvolando sul fatto che la chiusura della Pediatria imporrà il trasferimento di ogni bambino.

Spoleto, quindi, sarà una mera appendice di Foligno, ridotta ad una sorta di Casa di Cura.  L'operazione sta andando in porto con un  danno enorme  per la salute del nostro territorio e quello della Valnerina. Mettendo in conto due cose:

- Spoleto (quarta città dell'Umbria) non solo viene sacrificata per ripianare i debiti della nostra USL ma mette a disposizione di Foligno, insieme alla Valnerina, quel bacino di utenza (non meno di 150000 abitanti) indispensabile, nel rispetto del  DM 70, per mantenere le strutture complesse (PS, Anestesia, Cardiologia, Ostetricia, Pediatria etc) necessarie all'articolazione  di un Dea. 

- Una volta venuta meno la connotazione di Ospedale dell'emergenza urgenza nessuno potrà vietare alla Regione la possibilità (e la convenienza) di appaltare ad un privato  la gestione  del sanMatteo (cosa che, come informano i media, già sta avvenendo in altre Regioni).

L'Associazione si augura che tutto quanto sopra sia ben chiaro al nostro Sindaco, il quale, dopo mesi di ostinato silenzio, pare si stia muovendo. Con la speranza che non sia, però, troppo tardi.



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I commenti dei nostri lettori

Serge

4 anni fa

Gli spoletini andrebbero pure a Catanzaro a piedi pur di non venire a Foligno.

Bartoli.f

4 anni fa

Grazie dottor Ercolani In conclusione possiamo purtroppo dire che a Spoleto e in Valnerina l'aspettativa di vita si è e di molto accorciata. Moriremo prima.

alex

4 anni fa

...e allora tutti a Terni, a costo di andarci a piedi!

Raccomandazione.

4 anni fa

Attenzione! Per i politici spoletini, muoversi troppo velocemente senza preriscaldamento per chi non è abituato comporta degli strappi muscolari. Anche se non è questo il caso, per rimanere sani ed efficienti è meglio seguire il detto: "Chi va piano va sano e va lontano". Tanto ormai c'è poco da acchiappare.

MAZZINGA

4 anni fa

Situazione inaccettabile!!! non si potrebbe organizzare una manifestazione e bloccare il traffico sulla Flaminia? Forse così in Regione si accorgono che esiste anche Spoleto!!!

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